6 motivi per cui Apple comunicherà meglio nel 2011 [ADVERTISING]

Giovanna Napolano

Marketing Manager

    Il 2010 è stato un anno interessante per Apple. Ma cosa potrebbe – o dovrebbe! – succedere alla sua comunicazione nel 2011? Traduciamo un articolo tratto da Ideaswilltravel.

    “Fa male dirlo, ma la campagna Ipad 2010 è l’esempio più noioso e banale di consumer communication che possa esserci. Quasi un infinito demo di prodotto, per di più con protagonisti felicemente pigri e privi di qualsiasi lato interessante. Dopo il rilancio del brand con la campagna “Crazy Ones” nel 1998, il marketing di Apple pare ora essere agli antipodi.

    Questa campagna rischia di mettere a dura prova la passione dei fan per il mondo Apple. Ecco perché ci sono 6 ragioni per le quali gli spot Apple nel 2011 saranno migliori dell’anno appena concluso. Magari non si toccheranno i livelli gloriosi di “1984“, ma almeno non si raschierà il fondo come nel 2010.

    1- Niente prodotti buzz-worthy

    Per la prima volta dopo anni, la linea di prodotto sarà caratterizzata per lo più da aggiornamenti sul lato hardware: iPad 2, iPhone 5,  iPod Nano 7. Ricordate il buzz sovrumano ad inizio 2010? Non ci sarà quest’anno. Se i prodotti maturi sono belli per il mercato, Apple non dovrà affrontare un altro round di “Steve Jobs presenta iQualcosa”. Ma ci sarà bisogno di glamour.

    2 – La creatività di TBWA/Chiat/Day

    Immaginate di assumere i migliori storyteller creativi del mondo e di chieder loro di inventare un demo di prodotto di 2 minuti… e poi ancora un altro… e un altro. Alla fine, scatterà l’intuizione giusta e presenteranno a Steve Jobs una raffica di fantastiche idee… e lui a sua volta non potrà fare altro che scegliere qualcosa di assolutamente geniale.

    3- Ormai tutti sanno toccare

    Apple ha dimostrato nel 2003 che essere smart non significa necessariamente essere complessi, almeno per i telefoni. Da allora, la competizione è stata una partita di recuperi incessanti, e anzi molti si stanno avvicinando pericolosamente al leader. Nonostante le guerre di proprietà intellettuale sulle interfacce, Samsung, HTC, HP, Blackberry, Motorola, Dell ed Asus stanno trasformando le interfacce Fingertouch in elementi mainstream. Con sempre più gadget comparabili, limitarsi a mostrare il funzionamento di iPad e iPhone non basterà più ai fini della differenziazione.

    La storia non mente mai. Vi ricordate la prima campagna per iPod? No, quella è la seconda. Ecco la prima:

    Prima che i ballerini-silhouette divenissero delle icone culturali, Apple spiegava il funzionamento dell’iPod. Ed oggi siamo esattamente a quello stesso punto con l’iPad!

    4- Lo tsunami di investimenti per Windows Phone 7

    Nonostante Microsoft abbia perso la battaglia per il dominio nel segmento smartphone, Apple rischia comunque di incassare un brutto colpo da Windows Phone 7. Microsoft è arrivata tardi sulla pista da ballo, ma ha ancora abbastanza denaro per inondare il mercato televisivo; ha già speso 500 milioni di USD per il lancio di Windows Phone e gli investimenti si manterranno ancora alti, per evitare di fare un buco nell’acqua! Quindi, per tenerle testa, Apple dovrà proprio darsi una scossa di stile.

    3 – Il possente Android

    Nel 2010 Google Android OS ha superato Apple IOS. Nei prossimi 3-4 anni, diventerà il leader mondiale dei mobile OS . Già oggi i dispositivi Android fanno tranquillamente tutto ciò che un iPhone o un iPad può fare, e lo fanno altrettanto bene. Ma quello che dovrebbe davvero far riflettere Apple è che Google sta iniziando a rilasciare le sue innovazioni prima su Android. Come il nuovo 3D abilitato per Google Maps che funziona anche offline: uno straordinario vantaggio di usabilità. Questo dovrebbe rendere i ragazzi di Cupertino alquanto nervosi… e la comunicazione Apple migliore.

    6- Steve Jobs deve essersi annoiato

    Nel corso degli anni Steve Jobs ha informato, influenzato e firmato molte campagne pubblicitarie memorabili. Tuttavia, Apple non mette a punto una campagna iconica dal 2006 (Mac vs PC). Steve, direi che è ora! O no?”

    Scritto da

    Giovanna Napolano

    Marketing Manager

    Giovanna Napolano nasce a Napoli nel 1988 e si laurea in Scienze della comunicazione con una tesi in marketing.A diciotto anni scopre tra i banchi di scuola la materia che ... continua

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