Ricette 2.0 dai food bloggers alla vostra tavola: intervista a Riccardo Mares

Cari Ninja,
come saprete ci piacciono le interviste e ci piace dare voce ai progetti migliori attraverso i loro creatori.
Sapete anche che a Zatokih è caro il tema della cucina, soprattutto quando si sposa con il mondo dei social (ricordate l’intervista a Michele Ruini sulla SpagoGuida?).

Oggi, quindi, voglio parlarvi di un progetto editoriale che nasce dalla blogosfera gastronomica: si tratta di Ricette 2.0.
Ce lo presenta direttamente Riccardo Mares aka Merlinox, che ha curato l’intera iniziativa.
A lui dunque la forchetta…ehm la parola!

1) Il progetto del libro nasce in collaborazione con i food bloggers: come sta cambiando il loro ruolo negli ultimi anni?

Non li seguo da tantissimo, ma solo da quando è nato Ricette 2.0 (marzo 2009).
Avvicinarsi al loro mondo, convinti di conoscerli perchè si conosce la blogosfera tradizionale è sbagliato.
Tra loro c’è una sorta di “casta” aggregante che li distingue dalle altre realtà nel web.
Arrivare con arroganza nel loro “gustoso” mondo significa trovarsi bastoni tra le ruote e non è mai una cosa bella per un progetto in partenza. Molti di loro non sono certo programmatori e molti non hanno nemmeno le capacità per modificarsi il template. Questo – secondo me – è un rafforzativo di quanto loro si impegnino per riversare le loro capacità culinarie in un media innovativo.
Molti di loro hanno delle microreti sociali internamente al blog, usando i servizi che – in modo particolare blogspot – vengono messi a disposiozione dalle principali piattaforme di blogging. Molti hanno il proprio profilo su Facebook, ma Twitter è ancora quasi uno sconosciuto.
L’evoluzione però c’è: tanti blogger stanno crescendo. Stanno imparando a capire come funziona la comunicazione nel web e soprattutto il valore aggiunto della promozione sulle reti sociali.
Il futuro di Ricette 2.0 ci piacerebbe fosse anche questo: portare i nostri prodi autori verso un cammino dove loro ci donano la genuinità del loro prodotto, noi cerchiamo di mostrare come divulgarla al meglio.
Il libro è un primo passo di questo processo: questa volta però abbiamo usato un vecchio media, per andare a raccogliere anche coloro che col web ancora non hanno dimestichezza.

2) Si tratta dunque di un progetto user generated: quanto è importante la collaborazione online secondo te?

Assolutamente fondamentale. Inizialmente Ricette 2.0 ha zoppicato proprio per un problema di collaborazione online, o almeno per non averla compresa. I food blogger si distinguono per una particolare gelosia nei confronti dei loro articoli. Ma sai che un anno fa si sono riuniti in un movimento per lo stop al plagio? Fantastici.
Come dicevo prima adesso bisogna solo riuscire a portare alla loro tavola quegli strumenti che consentirebbero loro di ottimizzare e promuovere in modo migliore i contenuti.

3) Ogni copia del libro è personalizzabile sia per le aziende sia per i singoli acquirenti, ma soprattutto è legata ad un progetto benefico, confermando il contributo che il Web può dare a certe iniziative. Ce ne parli meglio?

Diciamo che abbiamo proposto, per un numero cospicuo di copie ordinate, la possibilità di personalizzare la copertina. Il nostro obiettivo erano soprattutto i regali natalizi. Purtroppo siamo arrivati  un po’ “lunghi” a causa di alcuni problemi di chiusura del redatto e di stampa. Recupereremo in futuro, che dici?
Per quanto riguarda il nostro partner, abbiamo dall’inizio sentito la necessità di fare qualcosa che fosse un po’ più di un progetto di business. L’intenzione era di creare una sorta di libro sociale: se ci pensi la partnership con la Fondazione Banco Alimentare Onlus e il progetto di copertina ne fanno un progetto veramente low cost. Peccato che il libro sia tutt’altro che lowcost: questa prima edizione si presenta in carta di qualità, copertina patinata e rilegatura a filo.

4) Anche l’impianto promozionale del libro è Web based: quanto credi che il passaparola sia una buona arma?

La realtà dell’editoria in Italia è drammatica. Qualcuno ci ha dato dei folli perchè ci siamo messi nell’editoria, specie averlo fatto da soli. Ti vorrei rispondere con la risposta che Mattia, uno dei soci dell’editore YYKK, ha dato ad un amico che ci chiese un parere:
Ciao C. G., mi fa piacere conoscere persone che credono nei progetti editoriali perché noi abbiamo iniziato la nostra avventuare giusto 1 anno fa in un momento in cui a detta di tutti la carta è in crisi, questo è vero ma vale per i grandissimi editori con migliaia di titoli, penso che ci sia sempre una nicchia di mercato per piccoli editori con 10-20 libri in catalogo o magari per chi, come te, può diventare editore di se stesso con anche un solo titolo come la propria opera.
Il passaparola è un arma fortissima. Non ti nego che stiamo facendo tanta fatica a promuovere il libro: le riviste di settore (con o senza “e” davanti) non ci filano nel modo più assoluto. Centinaia di comunicati stampa inviati, senza risposte.
Le risposte migliori sono state quelle di alcuni “personaggi” del mondo web, ai quali abbiamo inviato il libro come regalo. Alcuni ci hanno veramente regalato belle parole e si sono autoprodigati nella promozione.
Infine una delle più grandi soddisfazioni è stata quella di guardare coloro ai quali abbiamo dato il libro a mano: lo toccavano, lo sfogliavano, lo annusavano. Emozionante. L’obiettivo adesso è riuscire a stimolare il pubblico ad avere voglia di provare le stesse emozioni.
Ancora oggi se chiedi “Conosci Dai blog alla tua tavola” in molti ti rispondono “No, cos’è”. Ecco: la strada è ancora molto molto lunga. Però già in molti ci chiedono la nuova versione.

Che ne dite ninja, diamo una mano a questa gustosa iniziativa? 😉

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