Dalla Lapponia alla Gunpania: Babbo Natale a Napoli ricicla la monnezza [GUERRILLA]

E se il panciuto signore di Rovaniemi (Lapponia), dal vestito rosso Coca-Cola, mito dei bimbi di tutto il mondo, invece di distribuire sacchi di regali in giro per il mondo, raccogliesse sacchi di rifiuti e li facesse scomparire?

E se tutto ciò accadesse nella città simbolo della spazzatura, nella Napoli assediata dalla munnezza, nel centro storico più bello e “rifiutato” del mondo?

Natale in Gunpania – anche Napoli ha il suo cinepanettone

L’assessore all’igiene urbana del Comune di Napoli durante il weekend natalizio ha rivolto un appello ai napoletani, pregandoli di trattenere cartoni e sacchetti di immondizia nelle proprie case, affinchè le strade non venissero ulteriormente inondate dai rifiuti.

Come scrivono sul blog di Gunpania, a Napoli non si tratta più di nascondere la polvere sotto il tappeto, ma voluminosi imballaggi di immondizia nelle proprie abitazioni, magari sotto l’albero del Santo Natale, nella speranza che il vecchio sornione dal vestito rosso li sostituisca con profumati regali impacchettati.

Un incanto, un sogno, una suggestione meravigliosa ma anche una provocazione pungente, una performance live scuoti-coscienze, un ribaltamento dell’immagine consumista per eccellenza di Babbo Natale, ora spazzino per un giorno, che non porta, ma porta via.

E’ questa l’idea guerrilla del collettivo Gunpania (di cui abbiamo parlato anche qui), un collettivo di giovani artisti e creativi che combatte i disastri di Napoli e della Campania con la comunicazione, con l’unconventional. Il nome del collettivo è proprio quello che viene in mente, la supremazia della pistola, gun appunto, nella terra felix.

Quello dei Collettivi è un fenomeno nuovo di comunicazione sociale, irriverente, a volte irritante, ma forse l’unica via che resta nel torpore di una città indolenzita dal male, dove tutto è concesso, anche la munnezza che ricopre il centro storico.

Allora, pensate al simbolo dell’opulento consumismo buonista, Santa Claus che, in parte, se è vestito così è dovuto alla multinazionale per eccellenza Coca Cola, che di consumi pure se ne intende, che stavolta i consumi li sottrae, spazza via i rifiuti. In fondo è un esperto di know how distributivo, di sacchi e di strade, è veloce, ha un sacco di aiutanti e di elfi al seguito.

Una bella provocazione in sé e un filone comunicazionale importante per combattere l’indolenza governativa: non solo comitati civici ma comunicazione non convenzionale, a volte contro-istituzionale per far sentire la voce dei cittadini, le pistole culturali del popolo stanco di false promesse e di dubbie strategie.

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Scritto da

Stefania Mele

Stefania Mele aka Satoko, napoletana, laureata in Economia e Commercio, già da studentessa ha lavorato nel “Laboratorio di Marketing” della Federico II di Napoli. Ha ... continua

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