UPDATE – AGCOM, il diritto d'autore e la pirateria online: aperta la consultazione pubblica!

Dopo un bel po’ di giorni di attesa e molte ipotesi, possiamo dire che sia i timori che le aspettative sono state rispettate in parte. A detta di alcuni, sembra si possa parlare anche di pericolo sventato.

Venerdi 17 dicembre

l’AGCOM, probabilmente non temendo la fatidica data, ha approvato all’unanimità la bozza di regolamento sulla tutela del diritto d’autore online.
La bozza viene ora sottoposta a consultazione pubblica per i prossimi 60 giorni, e tutti gli interessati, quindi – praticamente tutti coloro che usano internet, senza eccezioni – potranno fare osservazioni e proposte di miglioramenti o modifiche al testo.

Cosa c’è di nuovo?

Nel testo dell’Autorità colpisce essenzialmente la proposizione di una serie di concetti di forte impatto: l’Agcom sembra estremamente intenzionata ad essere dialogica, parlando di educazione alla legalità degli utenti,di fallimento delle politiche repressive quale unico strumento per combattere le vioazioni del diritto d’autore, riferendosi alla pirateria come ad un fenomeno impossibile da combattere senza ripensare i modelli di business che sono alla base del mercato della creatività, evidenziando la necessità di rimuovere le barriere e di rendere le piattaforme interoperabili, e introducendo la possibilità di utilizzare le licenze collettive estese, care a tanti cultori del diritto d’autore, anche tramite sitemi sicutri di pagamento e di promozione di forme di consumo legale

Tre pagine di comunicato stampa

Tre pagine contenenti le linee generali del regolamento sono state pubblicate sul sito dall’Autorità – il testo integrale della bozza di regolamento non è ancora disponibile – che confermano gli orientamenti dalla lettura dell’ultima bozza circolata – l’Agcom sembra aver definitivamente abbandonato l’idea di colpire gli utenti tramite una normativa ‘simil hadopi’, che, sulla scia dell’omonima legge francese, potesse portare a disconnessioni forzose dalla rete di chiunque si fosse macchiato di ripetute violazioni del diritto d’autore.

Il notice and take down

Le nuove norme, invece, introdurranno in Italia il meccanismo del ‘notice and take down‘ di derivazione americana (è previsto nel Digital Millennium Copyright Act, la legge americana sul copyright) che prevede pochi semplici passaggi per assicurare protezione all’autore leso nei propri diritti (morali e materiali) dai contenuti di un sito web, potrà chiederne la rimozione  al gestore del sito o all’ISP e, decorse inutilmente 48 ore, potrà interessare della questione direttamente l’Agcom. L’Autorità a questo punto aprirà un procedimento rapido (5 giorni), durante i quali sentirà le parti in breve contraddittorio tra loro (sempre se possibile) e deciderà in merito alla sussistenza della violazione.

Sarebbe bello…

se fosse tutto semplice e fattibile. Ma così non è.

Il primo problema si presenta a proposito dei siti che rimandano solo a materiale protetto e ottenuto in violazione dei diritti di autore, che possono trovarsi fuori dal territorio italiano. In questo caso, l’Autorità espressamente prevede due ipotesi di tutela del diritto d’autore: la predisposizione di una black list a disposizione degli ISP, e, in casi estremi e sempre previo contraddittorio, l’inibizione del nome di dominio o dell’indirizzo ip. In questo modo, praticamente, si renderebbe il sito in questione irraggiungibile da parte degli utenti italiani.

Meccanismi complessi da applicare, più dal punto di vista politico che da quello tecnico, in quanto l’Autorità sarà chiamata ad effettuare valutazioni rapide e, con gruade probabilità, sommarie, visto il brevissimo lasso di tempo inspiegabilmente a sua disposizione.

In realtà ci sono diversi profili di criticità che il meccanismo del notice and take down lascia scoperti: solo per fare qualche esempio, la possibilità che i più deboli vivano la procedura con soggezione e decidano di rimuovere anche contenuti che all’esito della procedura potrebbero risultare leciti; o l’eccessiva celerità della procedura, in un Paese in cui i tempi sono notoriamente molto più lunghi, che rischia di sacrificare la certezza e completezza del contraddittorio tra le parti.

A noi la parola!

Nei prossimi sessanta giorni, allora, per esprimere le nostre valutazioni e per dare un segnale all’Autorità.

Cominciamo a parlarne qui?

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