Il cattivo gusto del marketing non-convenzionale: le azioni unhappy ending

Scontri con le forze dell’ordine, razzismo, l’intervento degli artificeri oppure il rischio di incorrere in azioni legali, ma anche volgarità e sessismo.

Le azioni di marketing non-convenzionale a volte risultano dei completi fallimenti!

Qualche esempio? Vediamoli insieme!

Narco a Rio

Negli ultimi mesi la realtà del Brasile ha visto numerosi scontri tra le forze dell’ordine e le principali organizzazioni criminali impegnate nel traffico di sostanze stupefacenti. La situazione, quindi, alimenta uno stato di precarietà e paura tra la popolazione delle favelas a Rio de Janeiro: basti pensare che una delle ultime offensive ha portato alla morte di ben 24 persone e all’arresto di 153 narcotrafficanti. Come se non bastasse, è stata ideata un’azione di ambient marketing (proprio in quei giorni) che ha scosso notevolmente la città!

Accade infatti che, in piena notte, nel quartiere di Ipanema (Zona Sul do Rio), si palesano delle scatole in legno dal contenuto misterioso. La reazione degli abitanti delle favelas è stata immediata, giustificata dalla paura di ulteriori scontri o attentati. La polizia locale riceve, infatti, numerosissime chiamate e segnalazioni dei presunti ordigni tanto che sopraggiungono nel quartiere gli artificieri.

A questo punto la sorpresa è stata grandissima nel notare che, all’intero delle scatole, era contenuta una semplice chiave in metallo, ovvero il “trofeo” della campagna promozionale di GloboTV e Airplane Faustão dal claim: “così pieno di premi che alcuni sono anche caduti dal cielo”.

L’azione di ambient marketing è stata realizzata dall’agenzia P&G, la quale, dopo poche ore, ha dichiarato in un comunicato: “Le casse di legno apparse nella città di Rio de Janeiro erano parte di un’attività pubblicitaria. Deploriamo profondamente il disagio causato alla popolazione. Vi informiamo che l’attività è stata sospesa in tutta la città“.

L’improponibile gesto ci porta indietro di qualche mese quando l’agenzia Zinga ha realizzato un’azione di marketing sconsiderevole per la promozione di Las Vegas, un’espansione del gioco social Mafia Wars.

Dollari dal cielo

Il fenomeno che ha portato la campagna pubblicitaria, ed i suoi creatori, al “banco degli imputati”, ha visto protagoniste alcune banconote da 25.000 dollari distribuite insieme ad altri adesivi recanti il logo di Mafia Wars, causando numerosi problemi di ordine pubblico. Il vice procuratore di San Francisco, Alex Tse, ha ribattezzato l’azione come “illegale e perseguibile.

White is coming

“Di stampo razzista” è stata invece etichettata la campagna pubblicitaria realizzata dalla Sony per sponsorizzare la nuova PSP ceramic white. Il billboard incriminato mostra l’immagine di una donna bianca che attacca una di colore e di seguito lo slogan “PlayStation Portable White is coming”. In pochissimo tempo la campagna è rimbalzata sui principali forum e blog americani ed è stata attaccata dagli utenti come oltragiosa ed offensiva.

Boston Bomb

Sempre negli Stati Uniti è stata realizzata una campagna di guerrilla per promuovere una pellicola cinematografica Aqua Teen Hunger Force: sono stati così piazzati dei led – con la forma di uno dei protagonisti – nei punti più visibili della città. Questo ha generato il panico tra la popolazione, la quale, allertata, ha chiamato gli artificieri che hanno immadiatamente chiuso le strade del centro e fermato i mezzi di trasporto. I pubblicitari, responsabili dell’azione vengono anche arrestati.

Pannello fotovoltaico Hard

Adesso invece una pubblicità di cattivo gusto tutta made in italy. La ditta Cauldron Holding, promotrice di impianti fotovoltaici, ha realizzato un billboard offensivo dove compare una donna inginocchiata sopra un pannello solare e la scritta annessa: “Montami, a costo zero! Hey parliamo del fotovoltaico”. I manifesti sono stati affisssi nella città di Milazzo (Messina) ed hanno creato molto scalpore da parte del gruppo DonneInQuota che ha definito la pubblicità “volgare e sessista”  mentre il messaggio trasmesso sarebbe “stereotipato e non rispettoso della dignità ed integrità umana, risulta degradante e produce un impatto mediatico diseducativo“.

Insomma, va bene essere “fuori dagli schemi”, ma forse non bisogna mai dimenticare il buon gusto e di avere rispetto! No? Quali altre campagne di marketing finite male vi vengono in mente?

Fonti:

Bloguerrilla
Gamesushi
Thetechlounge
Weburbanist
Greenbiz

{noadsense}

Scritto da

Arianna Giovannini

Arianna (ancora alla ricerca del suo filo perduto) nasce, nella ridente Umbria, nel NON molto lontano 1984. Da sempre creativa ed amante dell'illustrazione grafica si laurea in ... continua

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