Il pubblico sceglie Assange ma il TIME premia Zuckerberg

È proprio Zuckerberg, CEO nonché fondatore di Facebook che dopo esser diventato protagonista cinematografico nel film a lui dedicato ‘The Social Network’ oggi viene eletto dal TIME personaggio dell’anno battendo i candidati Hamid Garzai, ‘Tea Party’ e i minatori cileni rimasti intrappolati sotto terra per 69 giorni. Un sondaggio on line aveva eletto Julian Assange (fondatore di WikiLeaks) ma Richard Stengel, direttore del TIME, ha preferito il giovane Mark.

Nell’articolo a lui dedicato, dal titolo “The Connector” viene paragonato proprio a Julian Assange definendoli “due facce della stessa medaglia, entrambi desiderano portare la verità nel mondo ma mentre Assange attacca le nazioni per destabilizzare il potere, Facebook da la possibilità alle persone di scambiarsi informazioni” questa la giustificazione di Stengel per la scelta fatta.

A soli 26 anni Zuckerberg è una delle più giovani persone ad essere eletta “Person of the Year”, proprio come la Regina Elisabetta nel 1952 ma con la differenza che lui non ha ereditato un impero, ne ha creato uno.

Il TIME giustifica il premio per “il collegamento di più di mezzo miliardo di persone e la mappatura delle relazioni sociali tra loro (cosa che non era mai stata fatta prima), la creazione di un nuovo sistema di scambio di informazioni […] e l’aver cambiato il modo in cui noi tutti viviamo le nostre vite”.

Facebook infatti oggi è la piattaforma di social-network più diffusa al mondo con quasi 600 milioni di utenti, con circa un miliardo di nuovi contenuti pubblicati ogni giorno. Facebook è oggi il ‘terzo paese più grande sulla terra’.

Mark Zuckerberg non ha solo creato una delle più importanti società a livello mondiale, diventando “il più giovane miliardario del mondo” (così lo definì la rivista Forbes nel 2008), ma ha creato un sistema che ha rivoluzionato profondamente la società e le abitudini delle persone, nel modo di pensare, di agire, la stessa considerazione della privacy è cambiata; è cambiato il modo di relazionarsi con le persone, con le istituzioni, con le marche; è cambiato il modo di comunicare, è cambiata l’informazione.

Qui l’intervista di Rick Stengel a Mark Zuckerberg