George W. Bush live su Facebook

Mark Zuckerberg non guarda la televisione. Sarà per questo che ha voluto creare un canale tutto suo per metterci quello che gli piace. Facebook Live nasce come un canale streaming, in cui vengono presentate le ultime novità dal mondo di Facebook e invitati ospiti d’eccezione, cui i Facebooker possono fare domande in diretta.
Dopo aver ospitato nel quartier generale di Palo Alto, il sindaco di NY, Mark ha voluto invitare il quarantatreesimo presidente degli Stati Uniti, George W. Bush che ieri è stato ospite del suo programma live.

La presentazione del libro, Decision Points

Il presentatore introduce Bush dicendo che è qui per parlare del suo libro, Decision Points. Bush dà inizio a una serie di battute che rendono l’intervista davvero piacevole: “Piuttosto shockante, eh? La gente non pensava nemmeno che sapessi leggere, figuriamoci scrivere!”

“Spero che la gente legga il mio libro. Ho scritto questo libro perché riconosco che non c’è niente di così accurato come un racconto breve. Voglio dare agli storici futuri una prospettva – la mia.”

Bush e la tecnologia

Si parte con le domande relative al rapporto tra l’ex presidente e la tecnologia.
Bush ammette di non aver usato molta tecnologia durante la sua presidenza, ma di essere stato il primo presidente ad usare le email. In seguito è diventato una “blackberry person” e poi una “ipad person”.
Inoltre ammette di usare Facebook come modo per stare in contatto con la gente interessata al suo operato.
Il presentatore gli chiede allora dell’ipod, suggerendo che aveva iniziato ad usare ausando lo shuffle.
Bush allora domanda: “Ah allora anche quella è tecnologia?”
E beh, sì.
Il giornalista allora propone: “Torniamo al libro”.
Bush risponde: “Mi sembra una buona idea!”

Ci racconta che il libro è una raccolta  di momenti in cui ha dovuto prendere importanti decisioni. Dice che è stato “divertente da scrivere e divertente da vendere!”, una battuta che si riferisce ad un intervento precedente in cui ammetteva di essere stato per molti anni sotto i riflettori e che adesso non gli interessano, ma del resto il suo editore gli aveva detto che doveva pur fare qualcosa per vendere il libro.

Bush, l’istruzione pubblica e il Bush Institute

Parla del Bush Institute, proponendo a Mark Zuckerberg di partecipare ad una joint venture per promuovere l’istruzione pubblica, affermando che nessuno deve rimanere indietro e ognuno dovrebbe raggiungere ciò che vuole  raggiungere, il tutto intervallato da battute sul fatto che Zuckerberg non si sia nemmeno laureato.

Le critiche e la libertà secondo Bush

In seguito si passa ad argomenti più pesanti, relativi alla sua politica estera e quindi naturalmente alla questione Iraq. Prende come esempio il Giappone, dicendo che in passato nessuno avrebbe immaginato che avrebbe potuto essere alleato degli Stati Uniti, eppure è successo. Quindi parla del suo rapporto con Koizumi, il primo ministro del Giappone all’epoca della sua presidenza, cui dedica un racconto nel suo libro.

Per il resto, rimane sul vago, tornando al discorso che ben ricordiamo sulla libertà, sostenendo ancora una volta: “Molti ritengono che i musulmani non volessero essere liberi, o non potessero essere liberi… Io penso che sia nostro interesse nazionale aiutarli”.

A questo punto arriva il discorso sulle critiche e gli si chiede una sua opinione rispetto all’amministrazione Obama ma Bush, pur ammettendo che ci sono molte critiche, risponde: “Non penso sia un bene per una paese avere un ex presidente che critica il suo successore, quindi io non voglio farlo, e non lo farò. Se credi in quello che fai, allora le critiche non significano niente. La cosa peggiore che puoi fare come leader è cambiare chi sei perché ci sono delle critiche”.

“Penso che abbiano gestito bene l’Afghanistan” e “Applaudo l’amministrazione per l’operato con la Cina”, ritenendo che la Cina non vada tenuta fuori e che gli scambi commerciali con gli Stati Uniti possano essere veicolo di cambiamento.

Bush parla di Wikileaks

Il presentatore affronta la questione Wikileaks. Bush risponde: “Le fughe di notizie sono molto dannose e chi le fa dovrebbe essere perseguito”. Aggiunge: “Quando hai una conversazione con un leader straniero e finisce sui giornali… a loro non piaceva. A me non piaceva”.

Bush e le considerazioni sulla vita

Dice che ha corso dei rischi quando si è candidato alla presidenza perché se avesse perso qualcuno avrebbe detto “Che patetico candidato!” e poi quando ha vinto hanno detto “Che patetico presidente!” ma poteva contare sull’amore incondizionato della sua famiglia, a partire da suo padre.

Dopo una vita complessa, ama le cose semplici. Si gode la famiglia, sua moglie, le sue figlie e afferma di essere veramente fortunato ad avere i genitori ancora in vita.

Infine l’ex presidente invita a “vivere la vita nella sua pienezza” anche se “la vita non è come te l’aspetti” ma  “la questione è come giochi”.

I primi piccoli passi di una rivoluzione per Facebook?

In questa chiacchierata con il quarantatreesimo presidente, che si propone ora come paladino della libertà a costo della guerra e anche preferibilmente dei leaks, ora come family man ora come cowboy, ora come mattacchione ora come filosofo, si possono intravedere i primi piccoli passi di una rivoluzione che porterà Facebook ad essere l’unico grande medium, da un lato nella comunicazione one-to-one con l’evoluzione dei Messages, dall’altro con il canale Facebook Live per arrivare alla comunicazione di massa?

Non si sa come andrà a finire. Sebbene l’epoca in cui viviamo sia accelerata, la strada è ancora lunga.

Scritto da

Martha Burns

Editor at large

Mi chiamo Martha con l’h per via della mia bisnonna americana e non per la mancanza di buon gusto da parte dei miei genitori. Dopo aver conseguito la laurea in Scienze della ... continua

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