10 regole da seguire per un sito cross-cultural [HOW TO]

Espandersi all’estero è quasi obbligatorio

Con la mostruosa diffusione che ha avuto Internet nel corso degli ultimi anni, e vista la situazione economica non proprio rosea, chi ne ha le possibilità dovrebbe pensare di espandere la propria azienda verso l’estero, per raggiungere un numero maggiore di potenziali clienti (è risaputo che anche un prodotto ritenuto di nicchia, se commercializzato in paesi diversi, può raggiungere un’audience cospicua sommando i vari piccoli segmenti di mercato).

Dovrete però considerare che ci sono due bei problemi:

Il primo è che il 78% degli utenti del Web non conosce una parola d’inglese, quindi dovreste pensare di parlare ai potenziali clienti nella loro madrelingua.

Il secondo, direttamente collegato al primo, è che il sito dovrebbe essere “misurato” sulle varie culture, e questo non significa limitarsi semplicemente ad una traduzione del contenuto, poichè anche il contesto incide non poco quando ci sono differenze culturali nei vari mercati a cui vi rivolgete.

Dieci linee guida per lo sviluppo

1 – Conoscere il target: ovviamente prima di lanciarvi nella costruzione di un sito indirizzato al mercato internazionale va fatta una ricerca sui target di riferimento per analizzarne la cultura. Cosa gli piace? Cosa invece non gli piace? Quanto è liberale la nazione? E’ buona cosa inoltre dare un’occhiata agli eventuali concorrenti già presenti sul mercato, e cercare un modo per differenziarsi ed assumere così un vantaggio (se c’è un particolare buco nella domanda, o le imprese concorrenti hanno un certo gap, puntare su quello per sbaragliarle).

2 – Dominio di primo livello e/o sottodomini: una volta conosciuti i vari target è utile acquistare un dominio di primo livello (cioè .es per la Spagna, .co.uk per il Regno Unito e così via) per ogni nazione. Se questa operazione risultasse troppo dispendiosa, si può acquistare un solo dominio di primo livello, preferibilmente neutro, per poi creare un sottodominio per ogni paese interessato (www.esempio.com/es oppure es.esempio.com).

3 – Comodità di navigazione: sembrerà una sciocchezza, ma ci si deve assicurare che nel sito si possa navigare sia leggendo da sinistra a destra che leggendo da destra a sinistra (per i paesi arabi e del Medio Oriente ad esempio). Un buon compromesso è sviluppare il sito in senso orizzontale piuttosto che in verticale, mantenendo un design semplice e una buona visibilità dei menu.

4 – Tradurre correttamente e localizzare: per tradurre il contenuto in una lingua straniera si deve sempre utilizzare un traduttore professionista ed evitare come la peste i traduttori automatici. Parole poco comprensibili e scritte male, o peggio errori grammaticali, faranno scappare subito i visitatori. Bisogna anche tener presente che mercati con la stessa lingua non usano necessariamente lo stesso linguaggio. L’ inglese ad esempio ha più di 20 dialetti diversi, ed anche quelli vanno considerati come lingue vere e proprie.

5 – Non tradurre subito le parole chiave: per l’ottimizzazione dei motori di ricerca (o SEO) è una pessima idea tradurre le parole potenzialmente più digitate, perchè gli utenti potrebbero usare sinonimi o forme colloquiali. Anche una traduzione corretta, dunque, potrebbe non essere adatta ai vostri scopi. Vanno invece individuate le parole che gli utenti utilizzano concretamente per essere più efficaci. Un ottimo punto di partenza potrebbe essere il tool keywords di Google AdWords.

6 – Cascading Style Sheets (CSS): sviluppare usando i CSS mantiene separato il design del sito dai contenuti, rendendo molto più semplice il passaggio ad altre lingue, che potrebbero avere termini più lunghi o più corti per esprimere gli stessi concetti. Con i CSS non dovrete più costruire le pagine da zero per passare alla lingua araba  o ribaltare il template da sinistra a destra.

7 – Codifica Unicode UTF-8: il design multilingua può essere una brutta gatta da pelare se ci sono più set di caratteri da utilizzare, perchè non tutti gli alfabeti hanno 26 lettere dalla A alla Z, pensate ad arabo, cirillico o cinese ad esempio. Fortunatamente per voi la codifica in Unicode UTF-8 supporta più di 90 lingue scritte, e vi farà risparmiare un sacco di tempo.

8 – Sia Flash che HTML: se ci seguite ed avete letto questo mio articolo saprete già che più paesi di quanti pensavate hanno ancora delle connessioni abbastanza lente (primi tra tutti i paesi in via di sviluppo).  5 minuti di attesa per il caricamento di un sito non sono esattamente piacevoli e vi faranno perdere visitatori, quindi lasciate scegliere a loro tra un sito in Flash pieno di frizzi, lazzi, ricchi premi e cotillons ed un semplice ma efficace sito in HTML. Per di più, gli indicizzatori dei motori di ricerca (altresì detti spider) non leggono in Flash, e questo abbasserebbe il vostro ranking, mentre se gli lasciate una buona dose di testo da “mangiare” saranno più contenti anche loro.

9 – Attenzione ai colori: un testo scuro su fondo chiaro è la regola generale, indipendentemente dalla nazionalità e dalla cultura, il blu sarebbe consigliabile perchè è uno dei colori universalmente riconosciuti positivi, poichè può indicare dalla forza alla fiducia alla spensieratezza nelle sue varie tonalità (vi siete mai chiesti perchè i colori dei Social Network sono basati essenzialmente sul blu?). Molte imprese preferiscono (legittimamente) usare i colori dei loro brand su tutti i mercati, ma è importante conoscere il loro significato, specialmente quello religioso, nei vari paesi. Per approfondire l’argomento vi rimando ad un altro articolo di Yukiko su Ninjamarketing e a questa ricerca che spiegano molto bene la questione dei colori.

10 – Attenzione anche alle immagini: assicuratevi che le immagini utilizzate non offendano nessuno nei paesi a cui vi rivolgete, e fate attenzione all’importanza che viene assegnata alla formalità ed a tutto quello che correda il concetto vero e proprio. Quest’ultima marca anche la differenza tra paesi high context e low context. Gli high context (prevalentemente paesi asiatici) prediligono sfondi riempiti con immagini e colori, mentre i low context (occidentali in prevalenza) preferiscono un design più semplice.

Tenete presente queste indicazioni ed avrete una buona base per cominciare a sviluppare il vostro sito rivolto ad uno o più paesi stranieri. Sperando di esservi stato di aiuto, aspetto i vostri commenti.