Sono stupido e me ne vesto: Diesel torna all’attacco

Chi non ha mai pensato a cose tremendamente stupide mentre un professore universitario è intento a spiegare un noiosissimo argomento? Se lo avete fatto siete proprio dei geni di stupidità…

La filosofia innovativa e forse per questo chiacchieratissima della campagna pubblicitaria diesel, ritorna anche quest’anno ma non si limita a diffondere la stupidità latente dell’essere umano per strada, si cambia location… Quest’anno la sede della demenza-volontaria-cosciente è la prestigiosa Brooklyn Law School e nel famoso New York Transit Museum.

La priorità è identica; permettere a chiunque di esprimere la propria spontanea stupidaggine attraverso idee che li rendono protagonisti e per la prima volta l’unicità non viene accostata all’essere smart ma a quegli atteggiamenti stupidi e infantili che ci contraddistinguono con gli amici più intimi.

Quest’anno non sono solo i testi pubblicitari e le immagini a comunicare idee e concetti stupidi, sono proprio i capi e soprattutto la lingerie a “tematizzarsi” con frasi del tipo: “stasera sono il tuo prigioniero” oppure “oggi sono la tua maestra” e ancora “Venerdì sono la tua nurse”. Diesel non si accontenta della pubblicità per comunicare la propria idea, ha bisogno di tatuare il messaggio sui suoi capi per abbracciare a 360° la sua filosofia di stile.

Perchè mai una location tanto prestigiosa? Perchè lo stupido vero si nasconde ovunque, è lì in mezzo a te e soprattutto è dentro di te. Laddove l’essere opportuni, intelligenti, sempre pronti a rispondere e a rispondere nel giusto tono, risulta fondamentale; Diesel interviene portando una ventata di sana demenza.

Il brand che per anni ha comunicato la sfrontatezza, l’impulsività e la sciattezza portata con stile (jeans scoloriti e dall’effetto usato hanno dato al marchio grande notorietà) come suoi principi imprescindibili, oggi si affida a nuovi temi schierandosi dalla parte degli stupidi perchè nella stupidità sa di poter trovare una genialità incompresa e mentre il mondo corre verso le proposte più intelligenti, Diesel si dirige verso la direzione opposta.


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  • Alessandro

    La prima campagna è stata un successo e ha raggiunto l’obiettivo che si era prefissata: brand awareness e buzz spinto.
    Questa campagna vorrebbe seguirne la scia ma, a mio modesto parere, è inutile se non dannosa per la Diesel.
    Calcare troppo la mano su un determinato modo di fare pubblicità può essere controproducente, forse era necessario cambiare rotta e non proporre gli stessi contenuti in una salsa diversa.
    Vediamo se anche stavolta avrà ragione la Diesel.

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