AR e cinema: quando non c'è limite all'immaginazione!Zatokih intervista Mauro Rubin di Joinpad

Più volte nominata come fenomeno dell’anno, la realtà aumentata è stata protagonista anche al MovieCamp 2010 di Roma.

Intervistato dalla nostra Zatokih, Mauro Rubin (CEO di Joinpad) ha illustrato il suo punto di vista sull’augmented reality (e sulle possibili applicazioni in ambito cinematografico).

A MovieCamp Roma hai definito la realtà aumentata come uno dei tecnotrends emergenti: puoi spiegare meglio come vedi questo nuovo panorama?

L’AR si trova attualmente in una fase di “scoperta” iniziale, il grosso limite che ancora persiste in questo nuovo modo di vedere quello che ci circonda è dovuto dal device, dobbiamo passare attraverso uno smartphone di ultima generazione per usarla. Questo limite verrà abbattuto solo quando verrà integrato in modo non invasivo sul nostro abbigliamento parlo di occhiali tattici non immersivi: questo sarà il passo decisivo che aprirà il mercato con tutto il suo potenziale.

JoinPad ha realizzato anche delle app legate agli audiovisivi. Qualche esempio?

Durante l’MTV day abbiamo lanciato, con l’aiuto di Onstage Magazine, un video di presentazione del festival fatto dai nuovi VJ del programma TRL. Grazie ad un marker posizionato sulla copertina della rivista era possibile visualizzare un video attraverso il nostro sito o attraverso l’utilizzo di totem sparsi per la città di Torino.

Ad Agosto per Warner Bros abbiamo sviluppato un applicazione di realtà aumentata per lanciare l’ultimo film di Nightmare, per l’occasione abbiamo cercato di far interagire i fans di Freddy Krueger con il loro idolo in un modo fuori dal normale. Scaricando un marker era possibile indossare il mitico guanto del protagonista e scattarsi delle foto da condividere sui social network. Il successo è stato notevole!

Che genere di vantaggi può recare l’impiego della realtà aumentata per il cinema?

Attualmente quando andiamo al cinema possiamo usare solo 2 dei 5 sensi che possediamo: udito e vista. Potrebbe svilupparsi un nuovo genere di cinema, un genere “itinerante” che vede la presenza fisica della nostra persona proprio dove il racconto si svolge. Questo tipo di spettacolo si svolgerebbe davanti ai nostri occhi solo in alcuni luoghi in alcune ore. Immaginate di assistere ad una scena romantica a lume di candela in riva al mare, sentire le onde del mare, il profumo e la freschezza dell’aria mentre 2 attori virtuali si baciano davanti ai vostri occhi.

Queste le slide dell’intervento:

Qui il resto dell’intervista.