Gelato alla marijuana o al sangue? Il pazzo guerrilla marketing di Roberto Gelato [PMI]

Silvia Carbone
Silvia Carbone

Marketing Manager @ Ninja Academy

Oggi vorremmo parlarvi di Roberto Coletti e della sua attività. Roberto è un “ninja accademico” che ha partecipato al corso in Non-Conventional & Viral Marketing di Ninja Academy. Durante la due giorni Roberto ci ha parlato della sua azienda “Roberto Gelato”, un’azienda olandese che da anni produce “gelato non convenzionale”.

Roberto ci ha raccontato che la guerrilla nel suo settore è l’unica strada da intraprendere per emergere a livello comunicativo in un mondo di banalità. Attirati dalla sua storia gli abbiamo chiesto di concederci un’intervista da condividere con voi.

1. Ciao Roberto! Per iniziare puoi spiegare brevemente ai nostri lettori di cosa ti occupi?

Buongiorno, quando mi presento e presento la mia attività dico sempre: “Io faccio felice la gente, ma non sono un prete.” Se riflettiamo, dopo l’ inevitabile sorriso, c’è del vero in quello che dico.

Creare gelato fa felice chi lo assimila: secondo una recente statistica, l’ 82% delle persone che lecca/mangia un gelato sorride. Quindi produrre gelato e lavorare in una gelateria vuol dire essere sempre a contatto con gente felice, condividere momenti belli della vita, lavorare assieme alla natura! Diciamocelo, appena varchiamo la soglia di una gelateria, ci viene il sorriso, veniamo spinti indietro nel tempo a quando eravamo bambini, a quando spensierati andavamo a comprarci un gelato. Quindi io non vendo solo un prodotto buono da gustare, ma un piccolo viaggio a ritroso, attraverso emozioni e ricordi, insomma non solo buono da gustare ma che fa pensare.

Perché creo gelato? Perché ne sono profondamente innamorato! Il colpo di fulmine è avvenuto circa 20 anni ed è stato subito AMORE. Ogni mattina, la prima cosa che penso è: “Non vedo l’ ora di scendere in laboratorio e iniziare a produrre..”

2. Come è nata l’idea di “Roberto Gelato”?

Ho lavorato in molte gelaterie all’ estero. La mia attività è nata a Utrecht in Olanda. Nelle gelaterie dove ho lavorato, spesso le mie idee venivano censurate. Spesso mi davano del pazzo, quando proponevo dei gusti “particolari”.

Ricorderò sempre la faccia del mio titolare (Gelateria Italia- Utrecht), quando fiero di aver creato un nuovo gusto ( fior di latte, variegato caramello), gli ho detto: “questo lo chiamiamo Gelato alla mummia!” Lui mi guarda ed incredulo mi ha risposto: “Sei pazzo?” Io non capivo, dove stesse dove stava la pazzia? Ma capii una cosa fondamentale, forse ero troppo avanti per lavorare ancora come dipendente. E quindi dovevo andare per la mia strada.

Da questa riflessione è nato Roberto Gelato. Finalmente ero riuscito a liberare il gelato dalla schiavitù dei gusti classici.

Certo la nostra filosofia, mette al primo posto la natura, la salute e la tradizione italiana nella produzione del gelato. Usiamo solo materie prime selezionate da me personalmente. In inverno viaggio per controllare e scoprire nuovi prodotti. Collaboriamo solo con aziende che condividono la stessa nostra filosofia: dal piccolo produttore di nocciole nelle Langhe (diventato un grande amico), fino alla coltivazione di mango (Alphonso) in India.

3. In cosa il tuo gelato può essere definito Non-Convenzionale?

La mia visione del gelato è a 360 gradi. Se pensiamo che negli anni ‘80 in Olanda il gelato alla cannella era visto come una cosa impossibile da mangiare…adesso ci facciamo scrupoli se io faccio un sorbetto con l’ acqua presa dal mare?

Il gelato è un’esperienza, un’emozione. Se son vere queste parole che emozione sia!

Ho iniziato molti anni fa a fare il gelato al gusto di sigaro cubano. Erano tutti scioccati, quando lo facevo assaggiare, poi ho fatto il gelato con del Pesce crudo (aringa), la gente non capiva più niente. Stavo rompendo gli schemi, sentivo elettricità nell’ aria, quindi stavo facendo la cosa giusta. Da allora è stato un crescendo, da gusti “normali” tipo Cioccolata bianca e Cardamomo, fino a Cipolla di Tropea, Zucca, Funghi Porcini, Risotto alla Milanese ecc…

Però la vita si evolve e quindi quest’anno abbiamo pensato che un gelato possa anche sballare.

Certo, basta usare la giusta quantità. Allora sempre guardando la tradizione, abbiamo cercato in un Coffee Shop un tipo di Marijuana biologica, doveva però essere più naturale possibile, e quindi doveva anche essere cresciuta all’ aperto. Il gestore del Coffee Shop, mi guardava un po’ strano, non so cosa pensasse..o forse si visti tutti i matti che girano!

Quando invece ho chiesto al mio medico durante una visita di controllo, di togliermi 500 cc di sangue perché dovevo fare il gelato, mi ha quasi buttato fuori dallo studio. Ma io ero serio! Perché la gente non mi prende mai sul serio?

Cosa pensi abbia pensato il falegname quando sono entrato ed ho chiesto: “Ho bisogno di un buon pezzo di legno perché devo fare gelato…Allora sono andato da un macellaio, ma anche li nessuno mi ha dato retta!

Alla fine ho trovato finalmente il sangue: mucca allevata in forma biologica. E ho coronato un sogno, ho fatto il gelato al sangue.

La gente mi chiede: “Di cosa sa?” Io rispondo: “E’ come quando ti scende il sangue dal naso…ma il sangue non è tuo!” ahah Vedo le facce che esprimono ribrezzo…ma scusate le cervella, lo stomaco, la lingua, non vengono mangiate normalmente?

Questo tipo di filosofia, dev’essere supportata da una volontà di rompere gli schemi, ma a livello mediatico paga. La visibilità è notevole. Noi viviamo grazie al passaparola. La tecnica che io uso e la più rapida, ed efficace.

Ovviamente abbiamo un supporto Social Network, siamo presenti ovunque da Twitter, a Facebook, da Hyves, a LinkedIn, ecc…

Il gelato al sangue è passato dopo 15 minuti su più di 6.000 tweets (post su twitter). Grazie a questa tecnica di comunicazione abbiamo oltre 30.000 visitatori unici sul nostro sito, abbiamo 2-3 passaggi sulle televisioni nazionali e di media 4 articoli anche sulla stampa nazionale olandese all’ anno. Nel periodo di apertura rispondiamo all’email aziendale entro due ore (in media), il nostro cellulare e’ sul nostro sito, siamo sempre disponibili, questa è una parte della nostra forza di penetrazione!

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