Byo: il Business Intelligence del Fisco al servizio delle PMI

Molto spesso la burocrazia italiana attanaglia le imprese e le trascina in un tunnel senza uscita, fatto di carte, leggi, code e (ahimè) incompetenze.
Anche per questo il cambiamento, a volte, spaventa, e si preferisce restare fermi, immobili… per paura che ciò che adesso funziona bene, domani non funzioni più… e non si tenta di farlo funzionare meglio!

La Società per gli Studi di Settore (SOSE), l’Agenzia delle Entrate e il MEF – Dipartimento delle Finanze, tentano di porgere una mano alle PMI e hanno messo a punto uno strumento per analizzare e migliorare la competitività della propria impresa.
I tre enti, che normalmente spaventano gli imprenditori per il loro stretto legame col Fisco, hanno realizzato un test che permette alle aziende di confrontarsi con realtà produttive simili e di verificare chance e strumenti da sfruttare per ottimizzare la produzione e guadagnare punti sotto il profilo della competitività.

Le caratteristiche del servizio

Il nome del prodotto è Byo – Benchmark your opportunities, presentato in anteprima nell’ambito del workshop “La nuova strada per lo sviluppo della tua impresa”. Il nuovo servizio di analisi si basa su tecniche di business intelligence e sfrutta le informazioni, l’esperienza e la tecnologia dei tre enti.

Attraverso l’utilizzo di Byo, l’impresa può effettuare un audit interno valutando le proprie performance attraverso un’analisi quantitativa e qualitativa e, quindi, confrontare se stessa con un gruppo di benchmark.
Per accedere a Byo, ciascun utente deve attivare un portafoglio crediti (Byo Card) che consente un uso immediato in base al tipo di analisi che s’intende eseguire. I costi variano a seconda del servizio scelto, ma sono molto accessibili. Qui potete avere una panoramica più ampia dello strumento.

Secondo Giampiero Brunello, Amministratore Delegato della Società per gli Studi di Settore, il prodotto è utile non soltanto a imprenditori e consulenti, ma anche agli istituti di credito per scegliere le strategie di finanziamento. Grazie agli studi di settore è infatti possibile inserire un’azienda in un determinato contesto di mercato, individuando il suo sistema produttivo e le criticità, valutando in questo modo il grado di rischio del finanziamento.

Le premesse ci sono tutte, non resta che dare “credito” al Fisco (nel senso buono stavolta!) e cogliere le opportunità che la tecnologia ancora una volta mette a disposizione.

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