Tre parole per l'Italia che vorrei: merito, innovazione, poesia. Al via l'assemblea generale di RENA

Da anni mi chiedo se possa esistere in Italia un nuovo  soggetto politico in grado di proporre soluzioni nuove per cambiare il paese.

Da sempre mi appassiona la politica, e credo davvero che sia la funzione più nobile di una collettività.

Per me la politica è essenzialmente questo: “proporre le migliori soluzioni per risolvere dei problemi”. Purtroppo la classe politica, ad ogni livello, ha da tempo dimenticato questa semplice cosa.

Da troppo tempo l’ambiente della politica è frequentato – passatemi il termine – da “brutta gente”.

Voglio dire, è evidente che un giovane appassionato, di talento, onesto,  con delle idee e una professionalità si tenga alla larga da gente mediamente mediocre, motivata solo da interessi personali, i cui i codici di comportamento sono prevalentemente  il clientelismo, la corruzione, il favoritismo, il velinismo.

Tutto questo non fa che tenere lontano dalle istituzioni e dalle posizioni di amministrazione della cosa pubblica le menti più brillanti del paese. E’ per questo che stiamo andando alla deriva. Domani a Torino inizierà l’assemblea generale di una associazione di giovani che sta facendo parlare di sè e che noi Ninja abbiamo deciso di appoggiare attivamente. Sia io che Alex ne siamo infatti soci. L’associazione  si chiama Rena – Rete per l’Eccellenza Nazionale.

Rena, giovani al di là delle ideologie

Rena è un’associazione indipendente e plurale, animata da giovani che operano con merito nei diversi settori pubblici e privati, a livello locale, nazionale,europeo e internazionale, e che vogliono fare dell’Italia un paese aperto, responsabile, trasparente, equilibrato.

Rena è nata dal basso e non ha padrini o madrine.  È non-partisan. Quando operano al suo interno o per conto di Rena, gli arenauti portano avanti opinioni libere da ogni vincolo di parte. Rena è animata da giovani: “giovani” si riferisce ad una dimensione anzitutto culturale e non necessariamente anagrafica. Gli arenauti sono ventenni, trentenni e quarantenni curiosi e aperti al nuovo, disponibili al confronto, interessati al miglioramento continuo dell’ambiente in cui vivono e desiderosi di inquadrare il proprio percorso personale e professionale in un progetto più ampio di società.

La prima sensazione che ho avuto frequentando i giovani di Rena è di persone intelligenti, di diversa cultura politica ma accumunate da una forte  passione civica.  Persone  che non si perdono tra le urla della folla colorata e disordinata dei nuovi movimenti di piazza.

Menti creative e pragmatiche in grado di darsi una struttura, di organizzarsi democraticamente, di incarnare lo spirito del cambiamento in facce nuove e pulite, con voci  pacate ma determinate. Questi sono i giovani che vorrei vedere proporsi alla guida di questo paese.  Con dei valori forti, con delle parole nuove.

Una realtà che crede nel cambiamento, al di là delle vecchie ideologie e non motivata dalla presa e dalla spartizione del potere. Una realtà che mette il futuro della collettività prima del presente inteso come tornaconto personale.  Che vede la politica come impegno civico e come servizio ai cittadini.

Come ripartire dopo Berlusconi?

Rena sta allungando il passo  in questi ultimi mesi: un nuovo sito, nuovo logo (speriamo che vi piaccia perchè c’è il nostro zampino)  e tante iniziative lanciate tra cui  Free As The Web, il progetto a difesa di una Rete libera e neutrale a cui ho personalmente dedicato tanto tempo ed energia. Grazie al libro dello storico  direttore dell’Economist Bill Emmott, attualmente sulle prime pagine dei giornali per il libro “Forza, Italia: come ripartire dopo Berlusconi”, Rena si sta facendo conoscere sempre di più. Siamo stati infatti noi membri di Rena a portare l’autore in giro per l’Italia a scoprire le realtà di eccellenza che ancora non si rassegnano alla decadenza di questo paese.

Merito, innovazione, poesia: tre parole per dipingere l’Italia

Oggi sarà la mia prima Assemblea Generale da membro dell’associazione e vorrei iniziare a ragionare su delle parole chiave che possano stimolare il dibattito interno ed esterno finalizzato a dipingere come su un quadro l’immagine dell’Italia che ci accingiamo a costruire.

All’Assemblea Generale di Rena, ci saranno politici, giornalisti, economisti e non nascondo la curiosità di conoscere personalmente Nichi Vendola, un personaggio politico in ascesa che mi auguro possa dare una scossa, rimescolando le carte di un sistema bloccato.

Del resto quando un politico parla di poesia e di bellezza, non può non emozionarmi e farmi pensare che in quelle parole risuonano le vibrazione dell’Italia che vorrei.

Come quando il direttore creativo americano di Ogilvy, Brian Collins, dopo aver visitato Ravello ci definì l’Italia in questo modo: “L’Italia è quel luogo meraviglioso che pensi non possa essere più come te lo immagini, per poi scoprire che esiste davvero e che è ancora più meraviglioso di quello che pensavi”.

Un Italia meritocratica, innovativa, poetica. Merito, innovazione, poesia:  sono tre parole che mi piacerebbe usare come colori per dipingere il quadro della nuova Italia.

E voi con quali parole vorreste dipingere?

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