Dragon Age arriva su Facebook: il videogame mainstream è sempre più social

Ci risiamo. La sempre maggior frequenza con cui titoli più o meno famosi approdano, con versioni dedicate, su Facebook prima che su console dimostra che publisher e software house sono sempre più consapevoli del ruolo dei social network. Così, dopo The Agency e Fifa Superstars (per citarne alcuni), tocca a Bioware portare su Facebook una piccola ‘anticipazione’ del suo atteso RPG Dragon Age 2.

L’imminente Dragon Age: Legends è un titolo 2D con elementi di strategia e una modalità multiplayer in pieno stile Facebook. Il gioco, disponibile gratuitamente, prevede una serie di upgrade e la possibilità di sbloccare bonus utili per la versione console/PC. Per chi volesse saperne di più, vi rimandiamo al sito ufficiale.

Il perché di questo continuo avvicinamento è presto spiegato. Una statistica dello scorso settembre mostra che – dei circa 500 milioni di utenti attualmente su Facebook:

– il 53% percento gioca attivamente

– il 19% si dice addirittura ‘addicted’

– il 20% ha speso per acquistare upgrade

– il 50% degli accessi è fatto esclusivamente in funzione del gioco

– 256 milioni di utenti giocano mediamente ognuno 210 minuti al mese ( 927 milioni di ore/mese in totale).

Se a questo aggiungiamo che il 69% dei giocatori è costituito da donne, si capisce bene cosa Facebook può rappresentare per il mondo dei videogame mainstream. Della stessa cosa deve essersi accorta anche Capcom (Megaman, Street Fighter, Resident Evil, Devil May Cry) che pochi mesi fa si dichiarava pronta a pensare  nuovi modelli di business per approdare sui social network.

Facebook ha tutte le carte in regola per essere una vetrina di lancio strategica, uno strumento per ingaggiare un’audience poco incline al mondo console, il mezzo capace di fondere gioco e community e magari traghettare i giocatori verso le piattaforme tradizionali – ammesso che abbia ancora senso pensare a pc e console nei termini odierni. Di sicuro si tratta di un chiaro passo in avanti nell’integrazione di un’esperienza di gioco che a oggi ha visto usare i social come sbocco per feed e aggiornamenti di stato. Voi cosa ne pensate?

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