Sette giorni al Sziget 2010: il ninja-racconto del festival

L’isola di Obuda, nell’affascinante e bellissima Budapest, ospita da 18 anni il Sziget Festival. Ogni anno persone, divertimento, musica, culture, esperienze e tende abbracciano uno dei polmoni verdi dell’Ungheria trasformandolo per una settimana in una vera e propria città.

1.200 i programmi, 26 i palchi, tantissime le star della musica, e 7 i giorni che hanno accompagnato dal 9 al 15 Agosto le circa 400mila persone giunte in visita quest’anno in uno dei più grandi e noti Festival europei. Era eccitante vedere Budapest tappezzata di uomini, donne, ragazzi, bambini con i braccialetti del Sziget

Raccontare il Sziget infatti non è facile, ce n’era per tutti i gusti. Sono stati presenti il caldo, un paio di piogge torrenziali, generazioni diverse, famiglie, personalità differenti, nazionalità di ogni genere a dimostrazione di quanto queste giornate siano state ricche di entusiasmo, adrenalina, divertimento, fantasia, serenità ed enorme civiltà.

Una settimana non è bastata per scoprire quante possibili esperienze potevano essere vissute al Sziget. Giravi l’angolo e c’era qualcosa di nuovo da fare.

Oltre alla grande Musica, alla tanta musica di ogni genere suonata in stand, padiglioni, palchi e automobili adibite a consolle, c’era la possibilità di addentrarsi in un labirinto sensoriale per riscoprire il proprio io (purtroppo la fila era interminabile ed, ahimè, ho abbandonato la speranza di andarci), assistere a performance, fare bungee jumping e climbing, giocare a calcetto, scacchi, curiosare tra le bancarelle, mangiare in pub e ristornati del posto e non, visitare un museo di antichità, o riunirsi in una cappella… ma è ancora riduttivo tutto questo! E’ il clima che si vive, è l’aria che si respira, è il passeggiare tra la folla eclettica, pazza elettrizzata e spensierata, è il sedersi di pomeriggio sotto ad un albero ascoltando buona musica, è il ballare ogni genere di musica ciò che rende unico nel suo genere questo appuntamento. Il tempo nell’isola non è mai perso!

Bere cocktail in un secchiello da spiaggia con cannucce lunghissime?? Al Sziget è possibile fare tutto, anche sposarsi… con il tuo partner, con il tuo orsacchiotto del cuore… ovviamente solo per valore affettivo! Utilissimo lo Szigetphone, un telefono cellulare gratis offerto dalla Vodafone ungherese che permetteva di chiamare tutti ad una tariffa ridicola, e la card ricaricabile che permetteva il pagamento di cibo e bevande senza portarsi dietro i contanti, evitando così il loro smarrimento.

L’enorme civiltà ed armonia di questa magnifica capitale europea e di tutti i visitatori ha accompagnato il tutto. Mai un disordine, mai un problema davanti ai miei occhi, solo tanto sound, sano divertimento folle e fiumi di birra, nonostante il caldo e la tantissima gente.

Grandi i Gorillaz Sound System, che nel tendone Wan2A/38 hanno raccolto un gran numero di persone per la loro performance rendendo quasi impraticabile il passaggio; coinvolgente con il suo ritmo il nigeriano Tony Allen e nel World Music Stage il bravissimo gruppo inglese degli Oi VaVoi ci ha fatto saltare per circa un paio d’ore; bravo Danko Jones; grande Papa Roach e la super voce di Mika. Per non parlare degli acclamatissimi Infected Mushrooms e i Gotan Project… chi era lì si sarà reso conto che entrare nel Party Arena era quasi impossibile!!

Bellissima anche l’area nella vallata dedicata al jazz e e quella adibita al ritmo blues dove era difficile non far muovere le gambe, e divertentissimo il tendone circense Magic Mirror dove un gruppo di illusionisti “uomini”si esibiva facendo sfrenare il pubblico femminile in sala. Veramente simpatici e bravi.

Suggestiva, poi, l’atmosfera intorno all’ormai nota nave bianca che viaggiava, insieme ai suoi acrobati, lungo le strade alberate e illuminate dalle colorate lampade cinesi che rendevano fiabeschi i vicoletti dell’isola

Attesissimi il 14 agosto, qualche ora dopo i nostri amati Subsonica, gli Iron Maiden che con la chitarra elettrica in mano hanno scatenato il panico. Per non parlare dei Kasabian che hanno veramente scaldato gli animi prima dell’arrivo dei trascinanti Muse che hanno concluso i concerti sul Main Stage con un palco psichedelico e coloratissimo mentre l’energica folla consumava ogni sua forza cantando ogni loro famosissimo pezzo.

Gli ultimi giorni del festival sono stati densi di avvenimenti, di musica, di fiumi di gente e di allegria mista a un enorme dispiacere per l’avvicinarsi del suo terminare. Chi voleva, poteva lasciare traccia di sé con un piccolo messaggio su una foglia di carta da appendere ad una rete insieme ai tanti altri.

Meritano i complimenti tutte le persone che hanno partecipato all’enorme e di certo non semplice organizzazione di questo favoloso Festival. Era visibile ovunque quanto impegno, quanto ottimo lavoro e quanto personale sia stato coinvolto per metter su, in maniera ottimale, questo evento che da piccolo ritrovo di studenti budapestini è diventato uno dei tre festival culturali più grandi al mondo, la woodstock del Danubio. E’ grazie a tutti loro che al Sziget è stato possibile ascoltare pop, rock, blues, metal, folk, elettronica, jazz, afro, reggae, hip hop ma anche assistere a danze, installazioni, mostre, video, artisti, bevendo, mangiando e praticando sport estremi. Un particolare saluto e un enorme grazie lo mandiamo a Giulio ed Ettore di L’Alternativa, la società responsabile dell’organizzazione italiana che ci ha permesso di essere lì e di condividere questa esperienza che raccomandiamo a tutti i nostri lettori di ripetere l’anno prossimo. E alle vincitrici del Ninja Contest com’è sarà andata quest’esperienza?

Una cosa è certa, il Sziget ti resta dentro.

Scritto da

Chiara Puglia

Fisciano. Estate 2007. Sachiko incontra per la prima volta un ninja, anzi il Ninja Alex Hokuto No Ken. E’ lì che passione per la buona tavola e per le belle riflessioni ... continua

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