Guerrilla Gardening: "assalto" green alle città

L’anima green che si è risvegliata nella società negli ultimi tempi e che ha cominciato ad interessare anche il mondo delle aziende (speriamo non rimanga solo una moda l’attenzione ed il rispetto verso l’ambiente a 360°) è accompagnata da azioni mirate a trasformare alcuni spazi delle nostre città in angoli di verde curati e belli da vedere.

Usato per la prima volta nel 1973 a New York (da Liz Christy ed il suo gruppo Green Guerrilla) il termine Guerrilla Gardening con il tempo ha visto aumentare sia popolarità che “adepti”. Ed è alla fine deli anni ’90 che arrivano le prime azioni di risalto internazionale.

Nel 1996 in Danimarca circa 1000 persone trasformarono una delle aiuole dismesse nel centro di Copenaghen in un meraviglioso e profumato giardino.

In Inghilterra due sono le date storiche da ricordare:

  • nel maggio del 1996 venne occupato un terreno abbandonato appartenente alla Guinness dove 500 attivisti crearono una comunità chiamata “Pure Guinness” e abitarono lì per 5 mesi, rivendicando la mancanza di case popolari e l’importanza dell’ambiente urbano;
  • il 1 maggio del 2000 invece il gruppo “Reclaim the streets” organizzò un attacco di massa di guerrilla gardening nelle vicinanze del Parlamento. Al grido di “lasciate che Londra germogli” un migliaio di persone piantò fiori ed ortaggi nella piazza.

Ma i guerrilla gardener sono presenti un po’ dappertutto in Europa, da Budapest a Vienna passando per Dublino, Praga, Parigi ed il Belgio. E proprio qui, per il secondo anno consecutivo, nella giornata dei lavoratori c’è stato l’“International sunflower guerrilla day” e cioè la giornata internazionale del girasole d’assalto.

L’iniziativa nasce grazie ai Brussels Farmer, un gruppo di eco-guerriglieri che, forti di un richiamo sempre maggiore (quest’anno l’evento su Facebook contava oltre 6000 partecipanti) e desiderosi di cambiare volto alla città, si sono armati di semi, vanga e rastrello pronti a dare vita e colore ad aiuole desolate, giardini pubblici incolti e zone trascurate.

Perchè proprio il girasole? Perchè è una pianta con un significato simbolico molto forte. E’ l’emblema del sole, i frutti sono consumabili dall’uomo ed è esteticamente molto bella. Ancora qualche mese ed i fiori cominceranno a dare risalto a questi spazi.

Ed in Italia? Da noi ci sono gruppi di guerriglieri a Torino (il 5 giugno ci sarà il 3° raduno nazionale di Guerrilla Gardening) , Genova, Milano (così ne parlavamo 2 anni fa), Roma, Bologna e Firenze ed è stato pubblicato un libro intitolato Guerrilla Gardening nel quale si danno le indicazioni per “arruolarsi”. Per cominciare: si agisce di notte per non avere problemi con le forze dell’ordine e si cerca l’aiuto delle persone residenti per far sopravvivere le piante.

Voi cosa ne pensate del Guerrilla Gardening: possibile strada da seguire/rafforzare o semplice nicchia per pochi volenterosi?