Il marketing dei Mondiali: strategie non convenzionali per fare goal

I Mondiali di Calcio rappresentano un evento unico ed importante che ogni 4 anni viene atteso non solo dagli appassionati dello sport, ma anche dalle tante aziende che vi ruotano intorno.

Oltre le aziende ufficiali vi sono numerosi brand pronti a mettersi in luce proprio con  iniziative di marketing davvero sopra le righe che si allontanano dalle tradizionali forme pubblicitarie e di sponsorizzazione.

Questa edizione sudafricana dei Mondiali è stata davvero ricca sotto questo aspetto già dopo pochi giorni dal calcio d’inizio.

Budweiser, birra ufficiale della Coppa del Mondo 2010, si è cimentata addirittura in un reality show in pieno stile 2.0 coinvolgendo circa 32 fans, ognuno proveniente da una diversa nazione. Per tutta la durata dei Mondiali ogni rappresentante di una squadra vivrà con gli altri all’interno della Bud House appositamente allestita, un mix tra una casa ed un pub con al seguito tre maggiordomi, situata a circa due ore da Citta del Capo.

Per seguire in diretta le avventure dei partecipanti è stato realizzato un canale su YouTube.  A differenza degli altri reality, però, le eliminazioni sono collegate all’uscita dal gioco delle varie Nazionali e per il vincitore ci sono in palio anche numerosi litri di birra, ovviamente targata Bud, oltre l’opportunità di consegnare la coppa  al miglior giocatore della finale. Le principali attività in “Casa Bud”? Guardare le partite dei Mondiali, comunicare attraverso i profili personali su Facebook e Twitter e placare la sete bevendo birra.

La concorrenza, però, non si è fatta trovare impreparata e, infatti, proprio da un’altra marca di birra arriva un’iniziativa di guerrila marketing che, però, è sconfinata nell’ ambush marketing. Un gruppo di belle ragazze olandesi, bionde ed avvenenti, sono state mandate al Soccer City Stadium di Johannesburg da Bavaria, per fare il tipo alla nazionale olandese, vestite con provocanti hot-pants con il logo della birra ben in vista.

Le arancioni ‘Leeuwenhosen‘, che prendono il loro nome dall’abbigliamento, non hanno però potuto assistere alla partita d’esordio contro la Danimarca perchè la Fifa le ha accusato di pubblicità illegale. Le 36 bionde olandesi sarebbero ora sottoaccusa ed il web si è già mobilitato per salvare le avvenenti tifose da questa situazione.

D’altronde Bavaria è già nota per iniziative di questo tipo quando, nel 2006, in occasione dei Mondiali in Germania, aveva distribuito ai tifosi Orange più di un migliaio di pantaloni con il logo della birra.  Anche in quel caso i sostenitori olandesi sono stati fermati dalla sicurezza per lo stesso motivo, seguendo il resto del match in mutande.

Di tutt’altro tipo, invece, l’iniziativa contraddistinta dal famoso swoosh Nike che punta ad una celebrazione in grande stile di alcune star del calcio. Rio Ferdinand, Wayne Rooney, James Milner e Théo Walcott sono stati trasformati in statue in stile Mont Rushmore, come i 4 presidenti USA, e posizionati a Londra, in Cromwell Road nella zona West dove saranno visibili per  tre settimane. L’originale realizzazione, che si è guadagnata il titolo di Best World Cup Advert lunga circa 75 metri ed alta 16, è la più grande mai realizzata fin’ora in Uk e si stima che sarà vista da circa 2milioni di persone.

Queste sono solo alcune delle operazioni di marketing che stanno facendo da contorno a South Africa 2010, nei prossimi giorni ve ne proporremo qualcun’altra, continuate a seguirci!

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