Misurare e produrre la paura: i film horror tra scienza e falsi d'autore

Da oltre un decennio assistiamo ad una nuova ondata di produzioni cinematografiche horror, che ben si prestano ad azioni di tipo non convenzionale.

Da The Blair Witch Project (Daniel Myrick, Eduardo Sánchez – 1999) in poi, infatti, è stato tutto un fiorire di hoax sites, ARG e leggende metropolitane ad alto potenziale virale.

Qualche tempo fa vi abbiamo parlato ad esempio de Il quarto tipo (Olatunde Osunsanmi – 2009) e Paranormal Activity (Oren Peli – 2007), oggi invece vogliamo andare un po’ oltre.

In India, infatti, la scienza entra in sala per un contest legato all’uscita di Phoonk 2 (Ram Gopal Varma – 2010). Già per la prima pellicola i produttori avevano lanciato una sfida al loro pubblico: chi fosse riuscito a vedere il film da solo al cinema avrebbe vinto un premio in denaro.

Pare che l’unico partecipante che abbia accettato la sfida sia fuggito dalla sala mezz’ora dopo l’inizio. In realtà, dopo l’uscita di Phoonk (Ram Gopal Varma – 2008), molti intervistati sostenevano che il film non faceva affatto paura.

I produttori, scettici, hanno deciso di misurare questa non-paura in modo scientifico. Nasce così il Phoonk 2 scare contest che ha avuto inizio il 10 marzo: la sfida stavolta consiste nel provare davvero che il film lascia indifferente il suo pubblico.

Chi aderirà all’iniziativa, infatti, sarà monitorato via ECG per misurare battito cardiaco e pulsazioni. Il risultato andrà in streaming in tempo reale su uno schermo posto fuori dal cinema stesso.

La certezza di fondo, dichiara il team di Phoonk 2, è che chiunque subisce comunque un certo quantitativo di emozione quando esposto a precisi stimoli: se poi, invece, qualcuno riuscirà a mantenere il proprio battito cardiaco sotto una certa soglia, otterrà ben 7500 €. In altre parole si viene pagati solo si è detta la verità.

Ben diversa è la situazione di Paranormal Entity, mockbuster dell’ormai celeberrima The Asylum. La casa di produzione hollywoodiana, infatti, è specializzata nella produzione di film a basso costo che scimmiottano titolo e contenuto degli originali (da cui il soprannome di origine giornalistica di mockbusters) ed escono in DVD in periodi vicini a quelli delle pellicole da cui traggono spunto, così da sfruttarne il battage pubblicitario e l’hype creatosi intorno ad esse.

Per intenderci, The Asylum in passato si è resa famose per produzioni come Pirates of Treasure Island, Transmorphers, The Terminators, 2012 Doomsday (su Wikipedia trovate una “lista comparata“).

Anche la Simius Film, con Paranormal Effect, ha cercato di godere della pubblicità derivante dalla pellicola di Peli, ma i contenuti sono piuttosto differenti dall’originale e dunque anche dal lavoro di The Asylum.

Peraltro, la genialità di quest’ultima per il lancio di Paranormal Entity sta nella capacità che ha avuto di parodiare perfino le strategie di marketing non convenzionale: la produzione è stata cioè spacciata non per una pellicola di finzione ma per una raccolta di “veri” filmati amatoriali ottenuti con il consenso delle famiglie delle vittime…sono geniali o no?

Intanto Filmauro ha lanciato un concorso in cui viene premiato il “talento paranormale” degli aspiranti filmaker che possono caricare su un sito dedicato le loro produzioni paranormali, poi votate dagli altri utenti.

Tra scienza, falso e futuri registi gli ingredienti per un bell’horror non mancano…avvertiamo già la Asylum?