Windows, Apple & Google: la storia infinita

Cari ninja, volevo ragionare un po’ con voi sull’atteggiamento di Windows & Co. verso i social network e più in generale cercare di riprendere i fili delle trame che li riguardano.

Mentre Apple conta su una comunità di fan tra le più forti in assoluto (peraltro gestita interamente dal basso) ed è impegnata a litigare con Google sulla sua presunta scorrettezza nell’immettersi sul mercato del mobile, Windows sembra volersi spingere sempre più verso il lato social.

Ma come si è arrivati a questo?

Senza la pretesa di essere esaustivi facciamo qualche passo indietro. C’era una volta un’azienda di Redmond in cui era vietato parlare dell’azienda di Redmond fuori dall’azienda di Redmond. Erano i tempi in cui Microsoft, testardamente, cercava di blindarsi evitando il dialogo.

Negli anni la sua posizione è cambiata ed i dipendenti sono ora liberi di parlare, twittare e discutere anche della loro azienda.

Anzi, per il lancio di Windows 7 la Microsoft – sicura di aver fatto il colpaccio – ha dedicato un’intera sezione del sito allo streaming dei messaggi postati dagli utenti su vari social networks con tagging o mentions relative al nuovo prodotto.

Una bella svolta in effetti, che sembra volersi replicare con il lancio del nuovo sistema operativo Windows Mobile 7, che pare darà del filo da torcere all’iPhone (ma Apple non voleva accordarsi con Microsoft per usare Bing come motore di ricerca ed estromettere Google?). Peraltro i dipendenti di Microsoft hanno detto al Wall Street Journal di essere costretti ad usare l’iPhone di nascosto e di non poter godere delle agevolazioni tariffaria accordate, invece, a chi possiede un telefono con Windows Mobile. Il tutto mentre in cantiere – accanto a lavori sull’augmented vision – fervono i preparativi per il tablet Courier, diretto concorrente di iPad.

D’altra parte bisogna stare attenti quando si parla del proprio lavoro, soprattutto se si usano i social networks. Lo sa bene la quasi-dipendente Cisco che aveva twittato: “Cisco just offered me a job! Now I have to weigh the utility of a fatty paycheck against the daily commute to San Jose and hating the work”. Ecco la pronta risposta di Tim Levad, channel partner advocate del colosso americano: “Who is the hiring manager. I’m sure they would love to know that you will hate the work. We here at Cisco are versed in the web”.

Non dimentichiamoci poi che da gennaio, l’uomo simbolo di Microsoft, Bill Gates, è approdato su Twitter.

Google, invece (tralasciando le vicende italiane del caso Vivi Down e la condanna), ha lanciato da poco Buzz, azione preceduta a breve distanza dal lancio in beta di Wave, dal miglioramento di Chrome e dal potenziamento di Android.

Non avete la sensazione che la vera svolta di Windows e Google stia nel (cercare di) proporsi come brand di culto?

In fondo è un atteggiamento che è sempre un po ‘appartenuto a Google e a cui Microsoft ormai strizza l’occhio, soprattutto dopo la svolta verso il cloud computing e l’offerta di servizi gratuiti sempre più numerosi.

Probabilmente si cerca anche di esorcizzare anni di rapporti non proprio idilliaci tra Windows e i suoi pur numerosissimi utenti che gli hanno comunque garantito una salda posizione di dominanza sul mercato.

In un modo o nell’altro si dice, l’importante è che se ne parli e Microsoft nel bene e nel male è sempre stata al centro di molti discorsi (personalmente non dimenticherò mai che le varie versioni di Windows dal 3.1 in poi hanno accompagnato molti momenti della mia vita…sono sentimentale, che vogliamo farci?).
Direi che a Redmond sono tra i pochi a poter vantarsi del fatto che un loro prodotto – Internet Explorer – ha avuto addirittura un funerale ben organizzato!

Insomma, qualunque sia il vostro sistema operativo, cellulare o motore di ricerca una cosa è certa: a volte le vicende di questi grandi colossi dell’informatica sono appassionati quasi quanto le serie TV!

(to be continued)