Ninja Marketing
19 febbraio 2010 Yukiko | 8 commenti

Tutti contro Buzz: ecco come Google affronta Facebook, Twitter e non solo

Google Buzz
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Tutti voi in questi giorni avrete avuto modo di conoscere Google Buzz, uno strumento di social network e microblogging creato da Google e implementato nel servizio di posta elettronica via Gmail.

Per chi ancora non lo conoscesse, ecco il video utilizzato il 9 febbraio durante la conferenza stampa che annunciava Google Buzz (clicca qui per vedere quello della versione mobile):

Dopo qualche giorno dal lancio si è scatenata la polemica attorno alle impostazione della privacy di Buzz, sia per quanto riguarda l’automatismo che selezionava per ciascun utente i follower , sia per il collegamento tra il social network e il Profile pubblico dell’utilizzatore di Gmail.

Inizialmente, chi accedeva per la prima volta a Google Buzz aveva già pronta una lista di persone da seguire sulla base dei contatti con cui l’utente scambiava più di frequente messaggi (sia via mail sia via chat). E non è tutto, perché infatti i contatti sia di Gmail che di Buzz potevano consultare pubblicamente l’indirizzo email, il nome e cognome dell’utilizzatore.

A seguito di numerose lamentele da parte degli utenti malcontenti (addirittura una giovane americana ha avviato una class action presso la Corte Federale di San Jose, accusando Google di violazione del Computer Fraud and Abuse Act), a partire dal 13 Gennaio, Google ha modificato i parametri sulla privacy dei profili, inserendo un’opzione che permette al’utente di nascondere il proprio profilo a determinati follower e following, con anche la possibilità di bloccare gli utenti indesiderati.

Questo di Buzz per Google è un servizio davvero importante, anche perché fino adesso la società di Mountain View non è mai riuscita a lanciare nessun social network di successo a livello globale.

Questa mappa (trovate qui la versione ingrandita) aggiornata a Giugno 2009, ci dimostra infatti che Orkut è decollato sia in Brasile (il 53%


degli utenti ha origini brasiliane) che in India, ma non nel resto del mondo. Jaiku, acquisito da Google nel 2007, è oggi quasi dimenticato. Google Wave, a parte l’ondata di richieste e scambi di inviti che si è registrata a partire dal 30 settembre 2009, sembra oggi essere percepito in rete come poco utile, e quindi usato molto meno rispetto alle aspettative.

Tornando a Google Buzz, al momento il servizio permette l’integrazione con Picasa, Flickr, Google Reader, YouTube, Blogger e Twitter.

Facebook ha oggi, come tante volte avete sentito, più di 400 milioni di utenti, Twitter invece ne ha “soli” 18 milioni, mentre Gmail lo scorso anno registrava circa 36 milioni di visitatori unici.

Per adesso non esiste nessun metodo ufficiale per far integrare completamente Facebook e Buzz e sembra non essere nemmeno previsto per il prossimo futuro. Questo è un grande scoglio per Google, che in questo momento deve costruirsi un bacino di utenti. Anzi Facebook si sta per muovere nel territorio di Google. Come volti di voi avranno letto in rete, Facebook sta per lanciare il suo servizio di webmail. Presto quindi, grazie a questo progetto di nome Titan, sarà possibile ottenere una mail del tipo nome@facebook.com.

Diverso è invece il discorso per Twitter. Google infatti importa automaticamente i tweet di Twitter (basta integrare quest’opzione su Google Buzz), inviando l’aggiornamento ai propri follower di Buzz. Tuttavia l’integrazione è parziale, perché gli aggiornamenti di Buzz non vengono pubblicati su Twitter.

In più grazie a servizi offerti da terzi, come ad esempio tw2buzz, è possibile integrare i propri contatti di Twitter su Buzz.

Il servizio offerto da tw2buzz è per ora disponibile solo ad invito, e pensate un po’ noi di Ninja Marketing siamo riusciti ad avere a disposizione 70 inviti destinati ai nostri più affezionati lettori.

UPDATE: PER OTTENERE UNO DEGLI INVITI BASTA ISCRIVERSI DA QUESTO LINK

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8 Commenti

  • Vedremo chi la spunterà tra la battaglia dei social, intanto gradirei un invito per tw2buzz :)
    grazie in anticipo!

    p.s. importante: buzz importa i messaggi da twitter (ad esempio) e gli leva il ‘nofollow’ ;)


    Pubblicato da info alberghi il febbraio 19, 2010 @ 11:42 am Commenta
  • Ciao, personalmente ritengo #Buzz un ottimo strumento e spero ke finalmente serva a fare entrare la “Big G” nel circuito dei social. L’integrazione con Twitter è sicuramente un primo passo importante, ma considerando anke il “progetto Wavw”, ke finora si è un po’ arenato, ma fondamentalmente ha delle grosse potenzialità, penso si potranno vedere in futuro sviluppi interessanti… Staremo a vedere!
    Andrea
    hygbor@gmail.com


    Pubblicato da hygbor il febbraio 19, 2010 @ 12:11 pm Commenta
  • [...] che l’hanno portato al centro di una class action presso la Corte Federale di San Jose. Leggi l`intero post » Post a Comment [...]


  • Ma per ricevere un invito devo fare un commento al post o posso semplicemente scrivere vorrei un invito? :)

    Comunque sto usando Buzz da poco e in realtà non mi ha ancora convinto in pieno ma vedremo…

    Ora posso avere l’invito?


    Pubblicato da Pandemazio Kuranosuke il febbraio 19, 2010 @ 13:08 pm Commenta
  • Antipatico! :D

    Tornando a Buzz, trovo inutile (e potenzialmente fastidioso!) la possibilità di modificare il titolo/testo di un aggiornamento di Buzz, soprattutto dopo che questo ha ricevuto commenti! è un pò quello che succede oggi con i gruppi di Facebook..


    Pubblicato da Yukiko il febbraio 19, 2010 @ 13:39 pm Commenta
  • Abbiamo aggiornato il post, inserendo il link per autocompilare il campo con il codice di invito a Tw2buzz (senza necessità di dover inserire il commento per richiederlo).

    ;)


    Pubblicato da Yukiko il febbraio 19, 2010 @ 15:57 pm Commenta
  • Buzz ha bisogno di sganciarsi dalla dipendenza Gmail.
    Inoltre va correttamente valutato l’uso che ne verrà fatto dagli utenti. Perfino Twitter era nato con intenti ben diversi da quello che si è poi rivelato essere l’uso effettivo da parte dei suoi iscritti.
    Personalmente Buzz mi piace e non resisto dall’utilizzarlo ogni volta che mi loggo su Gmail.
    Inoltre mi sembra essere una via di mezzo tra Facebook e Twitter: con quest’ultimo mi consente l’integrazione e del primo ha la dimensione “friends”, include cioè persone anche a me molto vicine, portandomi dunque a postare anche oggetti o commenti che difificilemnte scriverei su Twitter (anzi, per i quali non ho mai usato Twitter).
    Inoltre son ofermamente convinta che Google abbia tutti i caratteri del barnd cult o del Lovemark se preferiamo (basti vedere la corsa agli inviti per Wave o il disapputno di chi non ha ricevuto immediatamente l’abilitazione a Buzz), semplicemente serve un po’ di tempo di assestamento…
    A parte questo conconcordo con Yukiko sul fastidio della modifica dei titoli “in corsa”, utility mutuata in realtà dalla gestione discussioni in Google Gruppi, insomma un riciclo non proprio intelligente!


    Pubblicato da Zatokih il febbraio 19, 2010 @ 16:39 pm Commenta
  • [...] invece (tralasciando le vicende italiane del caso Vivi Down e la condanna), ha lanciato da poco Buzz, azione preceduta a breve distanza dal lancio in beta di Wave, dal miglioramento di Chrome e dal [...]


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