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> <channel><title>Commenti a: Social Network: pochi amici ma buoni</title> <atom:link href="http://www.ninjamarketing.it/2010/02/04/social-network-pochi-amici-ma-buoni/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.ninjamarketing.it/2010/02/04/social-network-pochi-amici-ma-buoni/</link> <description>Social Media, Marketing, Viral, Business, Innovation</description> <lastBuildDate>Sat, 11 Feb 2012 02:19:48 +0000</lastBuildDate> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator> <item><title>Di: diegovic</title><link>http://www.ninjamarketing.it/2010/02/04/social-network-pochi-amici-ma-buoni/comment-page-1/#comment-12722</link> <dc:creator>diegovic</dc:creator> <pubDate>Thu, 04 Feb 2010 17:06:01 +0000</pubDate> <guid
isPermaLink="false">http://www.ninjamarketing.it/?p=25622#comment-12722</guid> <description>Il post è interessante e i dati esposti sono chiari, ma credo ci sia un vizio di fondo sulla definizione di cosa sono i &quot;legami deboli&quot;.
Da quello che ho capito studiando i lavori originali di M.Granovetter che fù il primo a definire il concetto di legame debole, per definire la forza di un legame si deve prendere in considerazione alcuni fattori come il tempo di frequentazione dei soggetti, l&#039;intensità emotiva, il livello di intimità e i servizi reciproci.Si può quindi obiettare che molti dei nostri contatti sui social netwrking sites alla facebook o linkedin siano per lo più legami forti, mentre quelli veramente deboli (e mi rifaccio al lavoro  di Granovetter)siano nel mondo reale il giornalaio o il collega di un altra sede che vediamo due volte l&#039;anno mentre online possano essere le persone con cui scambiamo come ora un commento su un blog oppure di cui leggiamo un retweet da parte di un amico.Vista da questo punto di vista la rete ci permette di intrattenere molti più legami deboli, quindi diffondere di più le idee e i concetti, superano il limite del numero di Dumbar, forse calcolato per un uomo che non poteva contare su risorse intellettive e di comunicazione come quelle del 2010.</description> <content:encoded><![CDATA[<p>Il post è interessante e i dati esposti sono chiari, ma credo ci sia un vizio di fondo sulla definizione di cosa sono i &#8220;legami deboli&#8221;.<br
/> Da quello che ho capito studiando i lavori originali di M.Granovetter che fù il primo a definire il concetto di legame debole, per definire la forza di un legame si deve prendere in considerazione alcuni fattori come il tempo di frequentazione dei soggetti, l&#8217;intensità emotiva, il livello di intimità e i servizi reciproci.</p><p>Si può quindi obiettare che molti dei nostri contatti sui social netwrking sites alla facebook o linkedin siano per lo più legami forti, mentre quelli veramente deboli (e mi rifaccio al lavoro  di Granovetter)siano nel mondo reale il giornalaio o il collega di un altra sede che vediamo due volte l&#8217;anno mentre online possano essere le persone con cui scambiamo come ora un commento su un blog oppure di cui leggiamo un retweet da parte di un amico.</p><p>Vista da questo punto di vista la rete ci permette di intrattenere molti più legami deboli, quindi diffondere di più le idee e i concetti, superano il limite del numero di Dumbar, forse calcolato per un uomo che non poteva contare su risorse intellettive e di comunicazione come quelle del 2010.</p> ]]></content:encoded> </item> <item><title>Di: diegovic</title><link>http://www.ninjamarketing.it/2010/02/04/social-network-pochi-amici-ma-buoni/comment-page-1/#comment-20058</link> <dc:creator>diegovic</dc:creator> <pubDate>Thu, 04 Feb 2010 17:06:00 +0000</pubDate> <guid
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Da quello che ho capito studiando i lavori originali di M.Granovetter che fù il primo a definire il concetto di legame debole, per definire la forza di un legame si deve prendere in considerazione alcuni fattori come il tempo di frequentazione dei soggetti, l&#039;intensità emotiva, il livello di intimità e i servizi reciproci.Si può quindi obiettare che molti dei nostri contatti sui social netwrking sites alla facebook o linkedin siano per lo più legami forti, mentre quelli veramente deboli (e mi rifaccio al lavoro  di Granovetter)siano nel mondo reale il giornalaio o il collega di un altra sede che vediamo due volte l&#039;anno mentre online possano essere le persone con cui scambiamo come ora un commento su un blog oppure di cui leggiamo un retweet da parte di un amico.Vista da questo punto di vista la rete ci permette di intrattenere molti più legami deboli, quindi diffondere di più le idee e i concetti, superano il limite del numero di Dumbar, forse calcolato per un uomo che non poteva contare su risorse intellettive e di comunicazione come quelle del 2010.</description> <content:encoded><![CDATA[<p>Il post è interessante e i dati esposti sono chiari, ma credo ci sia un vizio di fondo sulla definizione di cosa sono i &#8220;legami deboli&#8221;.<br
/> Da quello che ho capito studiando i lavori originali di M.Granovetter che fù il primo a definire il concetto di legame debole, per definire la forza di un legame si deve prendere in considerazione alcuni fattori come il tempo di frequentazione dei soggetti, l&#8217;intensità emotiva, il livello di intimità e i servizi reciproci.</p><p>Si può quindi obiettare che molti dei nostri contatti sui social netwrking sites alla facebook o linkedin siano per lo più legami forti, mentre quelli veramente deboli (e mi rifaccio al lavoro  di Granovetter)siano nel mondo reale il giornalaio o il collega di un altra sede che vediamo due volte l&#8217;anno mentre online possano essere le persone con cui scambiamo come ora un commento su un blog oppure di cui leggiamo un retweet da parte di un amico.</p><p>Vista da questo punto di vista la rete ci permette di intrattenere molti più legami deboli, quindi diffondere di più le idee e i concetti, superano il limite del numero di Dumbar, forse calcolato per un uomo che non poteva contare su risorse intellettive e di comunicazione come quelle del 2010.</p> ]]></content:encoded> </item> <item><title>Di: Neko</title><link>http://www.ninjamarketing.it/2010/02/04/social-network-pochi-amici-ma-buoni/comment-page-1/#comment-12711</link> <dc:creator>Neko</dc:creator> <pubDate>Thu, 04 Feb 2010 11:52:18 +0000</pubDate> <guid
isPermaLink="false">http://www.ninjamarketing.it/?p=25622#comment-12711</guid> <description>si, esatto... in effetti il numero di Dunbar è una vecchia teoria frutto dello studio sulle reti sociali di Dunbar.
la notizia è che, a seguito dell&#039;ultimo studio dello stesso Dunbar sulle relazioni sociali virtuali pare sia applicabile anche ai social network :)</description> <content:encoded><![CDATA[<p>si, esatto&#8230; in effetti il numero di Dunbar è una vecchia teoria frutto dello studio sulle reti sociali di Dunbar.<br
/> la notizia è che, a seguito dell&#8217;ultimo studio dello stesso Dunbar sulle relazioni sociali virtuali pare sia applicabile anche ai social network <img
src="http://cdn.ninjamarketing.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif?9d7bd4" alt=':)' class='wp-smiley' /></p> ]]></content:encoded> </item> <item><title>Di: Neko</title><link>http://www.ninjamarketing.it/2010/02/04/social-network-pochi-amici-ma-buoni/comment-page-1/#comment-20057</link> <dc:creator>Neko</dc:creator> <pubDate>Thu, 04 Feb 2010 11:52:00 +0000</pubDate> <guid
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la notizia è che, a seguito dell&#039;ultimo studio dello stesso Dunbar sulle relazioni sociali virtuali pare sia applicabile anche ai social network :)</description> <content:encoded><![CDATA[<p>si, esatto&#8230; in effetti il numero di Dunbar è una vecchia teoria frutto dello studio sulle reti sociali di Dunbar.<br
/> la notizia è che, a seguito dell&#8217;ultimo studio dello stesso Dunbar sulle relazioni sociali virtuali pare sia applicabile anche ai social network <img
src="http://cdn.ninjamarketing.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif?9d7bd4" alt=':)' class='wp-smiley' /></p> ]]></content:encoded> </item> <item><title>Di: Cetax</title><link>http://www.ninjamarketing.it/2010/02/04/social-network-pochi-amici-ma-buoni/comment-page-1/#comment-12708</link> <dc:creator>Cetax</dc:creator> <pubDate>Thu, 04 Feb 2010 11:31:05 +0000</pubDate> <guid
isPermaLink="false">http://www.ninjamarketing.it/?p=25622#comment-12708</guid> <description>Articolo interessante soprattutto per quanto riguarda gli effetti che questo &quot;limite&quot; può comportare nell&#039;analisi dei flussi di informazioni tra gruppi e nella loro ottimizzazione funzionale alla predisposizione di una campagna wom / buzz ... cmq il buon Chris Anderson già aveva citato sul proprio libro &quot;Gratis&quot; il mitico numero di Dunbar.</description> <content:encoded><![CDATA[<p>Articolo interessante soprattutto per quanto riguarda gli effetti che questo &#8220;limite&#8221; può comportare nell&#8217;analisi dei flussi di informazioni tra gruppi e nella loro ottimizzazione funzionale alla predisposizione di una campagna wom / buzz &#8230; cmq il buon Chris Anderson già aveva citato sul proprio libro &#8220;Gratis&#8221; il mitico numero di Dunbar.</p> ]]></content:encoded> </item> <item><title>Di: Cetax</title><link>http://www.ninjamarketing.it/2010/02/04/social-network-pochi-amici-ma-buoni/comment-page-1/#comment-20056</link> <dc:creator>Cetax</dc:creator> <pubDate>Thu, 04 Feb 2010 11:31:00 +0000</pubDate> <guid
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isPermaLink="false">http://www.ninjamarketing.it/?p=25622#comment-12702</guid> <description>Si dice anche che di questi 150 contatti, un utente tenda a relazionarsi veramente (quindi si sente si vede con una certa frequenza) con al max una 20ina di persone.
E proprio con questo motivo, alcuni social come ad esempio peoplesound permettono all&#039;utente di individuare i 20 contatti &quot;più amici&quot; dei 400+ che abbiamo su fb e dei 150 previsti da Dumbar.</description> <content:encoded><![CDATA[<p>Si dice anche che di questi 150 contatti, un utente tenda a relazionarsi veramente (quindi si sente si vede con una certa frequenza) con al max una 20ina di persone.<br
/> E proprio con questo motivo, alcuni social come ad esempio peoplesound permettono all&#8217;utente di individuare i 20 contatti &#8220;più amici&#8221; dei 400+ che abbiamo su fb e dei 150 previsti da Dumbar.</p> ]]></content:encoded> </item> <item><title>Di: Enrico</title><link>http://www.ninjamarketing.it/2010/02/04/social-network-pochi-amici-ma-buoni/comment-page-1/#comment-20055</link> <dc:creator>Enrico</dc:creator> <pubDate>Thu, 04 Feb 2010 10:53:00 +0000</pubDate> <guid
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E proprio con questo motivo, alcuni social come ad esempio peoplesound permettono all&#039;utente di individuare i 20 contatti &quot;più amici&quot; dei 400+ che abbiamo su fb e dei 150 previsti da Dumbar.</description> <content:encoded><![CDATA[<p>Si dice anche che di questi 150 contatti, un utente tenda a relazionarsi veramente (quindi si sente si vede con una certa frequenza) con al max una 20ina di persone.<br
/> E proprio con questo motivo, alcuni social come ad esempio peoplesound permettono all&#8217;utente di individuare i 20 contatti &#8220;più amici&#8221; dei 400+ che abbiamo su fb e dei 150 previsti da Dumbar.</p> ]]></content:encoded> </item> </channel> </rss>
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