La campagna sociale contro gli ideali di bellezza contemporanea

Silvia Carbone
Silvia Carbone

Marketing Manager @ Ninja Academy

La campagna sociale contro gli ideali di bellezza contemporaneaL’ANAD, Associazione Nazionale per l’Anoressia Nervosa e i Disturbi Associati, sostiene che gli ideali di bellezza sono stati distorti in questi ultimi anni. Il problema è che la gente conosce l’anoressia, ma non la considera una malattia potenzialmente mortale. Questo anche perché sono molte le grandi firme dell’industria della moda che associano il concetto di bello a magro.

Ricorderete sicuramente la campagna shock di Oliviero Toscani contro l’anoressia di cui si è discusso molto sulle passerelle nella settimana della moda di Milano nel 2007.

Una campagna di sensibilizzazione in Germania si è resa necessaria, in quanto “mentre in molti paesi modelle con indice di massa corporea inferiore a 18 non possono lavorare in Germania la serietà del problema viene spesso sottovalutata”, così l’ANAD in collaborazione con l’agenzia Ogilvy di Francoforte, ha “attualizzato” alcune opere d’arte, mostrando le versioni contemporanee di l’Olympia di Manet, la Bagnante di Valpicon di Ingres e la Ragazza Distesa di Boucher.

Le tre opere, i cui originali sono simbolo della sensualità femminile, sono stati ridipinti dall’artista Remus Grecu ed esposti al Museo Städel di Francoforte.

“L’ideale di bellezza stà cambiando. Oggi i media, le case di moda e le aziende di cosmetici promuovono misure che non sono raggiungibili da persone con stili di vita e di alimentazione sani, rendendo disordini alimentari quali bulimia e anoressia delle vere e proprie mode.”

La campagna, che è riuscita ad ottenere un largo interesse da parte dei media, oltre ad aumentare il traffico del sito web antianorexia.net del 16 % e il quantitativo di donazioni, è stata inoltre riconosciuta dalla Osocio come una delle migliori campagne del 2009, conquistando anche, tra i tanti altri importanti titoli, il bronzo ai Cannes Lions 2009.