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15 dicembre 2009 Zatokih | 7 commenti

Un bacio “storico” per la scommessa di Cesvi

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Un bacio "storico" per la scommessa di Cesvi

Cosa non si farebbe per fare ingelosire il proprio partner? Cleopatra ha messo all’asta su eBay un bacio per colpire Cesare…e ci è riuscita!

Il bacio in Galleria Vittorio Emanuele, in realtà, era parte di una geniale campagna ad opera di MagillaGuerrilla per il lancio del progetto di Cesvi scommettichecisposiamo.

Qui troverete una dettagliata descrizione della campagna.

Via Bloguerrilla.

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7 Commenti

  • Ma non è che in un futuro la gente si stuferà di farsi prendere in giro? Voglio dire quel disincanto/diffidenza che la gente ha verso le comunicazioni delle aziende non potrebbe portarsi anche verso i social network? Nel senso che uno non si fiderà più e capirà subito che si tratta di una mossa commerciale, che (in questo caso) nessuna donna si sente trascurata…

    In questa campagna certo è permesso perché si tratta di no-profit (anke se qualcuno ci deve guadagnare x forza se no nessuno si muove!), ma tutte le campagne in cui sembra che sia una persona come noi a postare sui social network e poi si scopre che era un marchio che CI GUADAGNA.
    Mi domando se questo meccanismo di mimetismo dei brand possa “DAR FASTIDIO” alla gente, e portare quindi ad una diffidenza……
    che dite?

    -questa campagna mi ha fatto venir in mente quella di BaciPerugina…che, per quanto geniale, ha ingannato. Piacere di farsi ingannare?


    Pubblicato da naruto kun il dicembre 15, 2009 @ 12:39 pm Commenta
  • Caro naruto, sono in parte d’accordo con il tuo discorso. Anche a noi la campagna era sembrata un po’ “ispirata” a quella Perugina e anche per questo abbiamo aspettato di capire dove andasse a parare prima di parlarne su Ninjamarketing.

    La diffidenza sicuramente arriverà presto anche su SN ma credo che il problema vero sia la redistribuzione: il brand guadagna – fra le altre cose – “sfruttando” il consumatore. Il punto è se, come e in che misura all’utente verrà redistribuito questo valore.


    Pubblicato da Kemestry il dicembre 15, 2009 @ 13:07 pm Commenta
  • in divertimento….all’inzio (entertainment).

    Poi voglio vedere quando la gente si sarà abituata a questo genere e non sapendo come distinguere un video di un vero utente da una campagna pubblicitaria serà SEMPRE diffidente e quindi neanche si divertirà.

    Scusa, ma è che a scuola mi hanno insegnato che per legge la pubblicità deve palesare la sua natura commerciale (“messaggio promozionale” magari microscopico), mentre invece l’unconventional va avanti pulito. Quei video su youtube e l’asta su ebay erano messaggi pubblicitari e non capisco perché la giustizia non interviene mai.


    Pubblicato da naruto kun il dicembre 15, 2009 @ 13:17 pm Commenta
  • Il divertimento non basta… io penso che ci siano forme molto più concrete di redistribuzione (contenuti free o offerte speciali ad esempio).

    Sulla problematica legale sono piuttosto scettico. Se andasse come dici tu, pensa che molte delle campagne più geniali di questi anni non sarebbero esistite. In realtà io credo che se la campagna è fatta bene anche scoprendo solo dopo un mese la sua vera natura non ci rimani male, anzi. Credo che sia meglio non formalizzarsi troppo, sono a favore della creatività…

    anche perchè qui non si tratta di pubblicità ingannevole, ma semplicemente di una forma di comunicazione meno convenzionale e più interattiva.


    Pubblicato da Kemestry il dicembre 15, 2009 @ 13:33 pm Commenta
  • è che non mi pare giusto che se un annuncio pubblicitario su un quotidiano deve essere chiaramente distinguibile dal resto (diverso carattere, bordatura ecc) non possa succedere la stessa cosa anche sui social network.


    Pubblicato da naruto kun il dicembre 15, 2009 @ 13:40 pm Commenta
  • Sono molto d’accordo con il discorso che fa Kemestry sulla redistribuzione ma secondo me è un’altra la questione fondamentale che sta dietro a questa campagna ma un po’dietro tutto il marketing non convenzionale: la verosimiglianza. Il fatto che una ragazza si chiami Cleopatra D’Egitto e metta una bacio all’asta per conquistare un ragazzo che stranamente si chiama Cesare Imperatore è chiaramente una storia verosimile non vera. Non serve che un messaggio pubblicitario sui social network sia scritto in un carattere diverso, il solo fatto che gli utenti accettino di credere ad una storia verosimile e di partecipare attivamente alla sua narrazione testimonia che non si sentono presi in giro. Il consumatore è stanco di ricevere passivamente messaggi chiaramente pubblicitari preferisce vivere esperienze velatamente pubblicitarie.


    Pubblicato da Son Goku il dicembre 15, 2009 @ 15:29 pm Commenta
  • guarda questo video e dimmi se sembra vero o è un fake. Non si presenta come cleopatra d’egitto. E poi una che ha il ragazzo e si mette all’asta mica va a dire il suo nome vero (né qllo del suo ragazzo)


    Pubblicato da naruto kun il dicembre 16, 2009 @ 19:41 pm Commenta

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