Il caso Posi e la censura su Facebook

Il_caso_Posi_e_la_censura_su_FacebookFacebook sta antipatico a molti, ma molti sono su Facebook.

O almeno ogni giorno alcuni di quei molti si lamentano di Facebook. E dove? Su Facebook ovviamente.

Ma quindi questo Facebook ci piace o no? La risposta è… (aggiungere risposta ).

Ovviamente anche Facebook poi ci mette del suo per farsi odiare.

Basta pensare a quando decide di eliminare un profilo all’improvviso, senza spiegazioni e senza preavviso. Una cosa che, diciamo la verità, può essere più fastidiosa di quando qualcuno come la tipa con la quale stai uscendo ti chiede di lasciargli l’ultimo pezzo di pizza rimasto nel piatto che tu hai tanto scrupolosamente lasciato in ultimo per finire in bellezza.

È quello che è capitato a Posi ad esempio. Non il fatto della pizza, o almeno non lo so se Posi ama mangiare ultimi pezzi di pizza di altri, ma il fatto del profilo cancellato.

Innanzitutto diciamo per chi non lo sapesse che Posi è, come recita la sua pagina su Wikipedia, una musicista schiva, solitaria e senza paura di dire le cose come stanno. Antidiva, ed antitesi dei cliché mondani, lavora come dj 6 sere a settimana nei club italiani ed esteri, proponendo una selezione di musica elettronica, nudisco e remix da lei stessa prodotti. Ha rifiutato proposte di alcune tra le tre più importanti Major italiane in seguito alla sua decisione di intraprendere una strada autoprodotta .

Una tosta insomma.

Ecco perché Facebook ha cancellato la sua presenza (sia profilo, sia pagina fan) forse.Il_caso_Posi_e_la_censura_su_Facebook02

Una censura bella e buona quindi? O cosa?

A leggere le parole della stessa Posi sul suo sito pare si sia trattato proprio di censura, visto che insieme a lei sono stati vaporizzati anche i profili dei suoi collaboratori e di tutto il suo staff oltre ovviamente a tutto il materiale di foto, testi, note, tag ecc.

Una cosa un po’ assurda a dire il vero.

Possiamo anche capire che i testi dei brani non sono proprio quelli di un Baglioni o di una Laura Pausini qualsiasi, anzi nei suoi pezzi Posi parla di omosessualità, di discriminazioni, di argomenti considerati tabu’ con un linguaggio che è quello della strada e di noi ggiovani e non certo dei salotti buoni, però una censura così brutale e totale sembra proprio esagerata.

Ovviamente la nostra Posi non è rimasta con le mani in mano e ha creato una nuova pagina che con l’apporto di 1500 fan in un solo giorno ha fatto sì che i censori di Facebook ritornassero sui propri passi e riattivassero la pagina del profilo di Chiara Luzzana (vero nome di Posi) dopo averle inviato una mail di scuse.

Tutto è bene quel che finisce bene allora? E chi lo sa…

Questo è il video di Lamette: