Second Life in un romanzo, fra reale e virtuale

Second Life in un romanzo, fra reale e virtualeQuale rapporto intercorre tra Creatore e Creatura? Tra User e il proprio Avatar? Quale il transfer?

L’argomento è stato analizzato durante l’incontro, presso la libreria Ubik Napoli, con lo scrittore Claudio Forti, autore del romanzo ambientato in Second Life, protagonista del terzo appuntamento con Sentieri Digitali, la rassegna di cultura digitale, iniziativa di start-up del primo Osservatorio regionale sulle Culture Digitali progettoCampania2.0.

Partendo dalla storia del romanzo edito da Di Renzo, si è esplorato il mondo virtuale della piattaforma di Second Life con la premessa: Il virtuale è un derivato dal reale, non esiste virtuale che l’essere umano non voglia. Di fatto, la piattaforma di Second Life si presta per la sua duttilità alla replica e ricostruzione di quanto già esista nella realtà. Molte sono le figure professionali che ne fanno uso ai fini della ricerca e della sperimentazione.

Architetti, Ingegneri, Fotografi, Videomaker, Designer, Stilisti, o semplicemente persone appassionate che imparano a costruire oggetti in Second Life assumendo un ruolo anche sociale per l’economia della piattaforma, quello di “builder”. Ma l’uso e la frequentazione dei residente ha portato non solo a potenziare il sistema ma anche a concepirlo come piattaforma di e-learning (basti pensare agli stessi corsi per builder, oppure ai corsi di scrittura creativa, oltre che ad utilizzarlo per presentazioni, conferenze e convegni, mostre, streaming e live streaming.

«Cosa scatta a livello emotivo e mentale nell’essere umano quando attraverso il suo avatar si vuole indagare oltre la dimensione della seconda vita?» è la domanda posta all’autore dalla newsmaker Francesca Ferrara e immortalato come di consueto da Francesco Squeglia. La storia del’’Arch. Marco Farnese, lo spiega nelle pagine scritte da Claudio Forti. L’incontro e lo scontro con le creature della dimensione del sogno fino a che quel confine tra reale e irreale si assottiglia a tal punto dal spingere la persona a rintracciare la proprietaria dell’avatar Sarka.

Il viaggio di Marco sarà lungo e non esente da conseguenze e ripercussioni sulla sua vita familiare. Un viaggio che segna il passaggio dai primi 50 anni alla scoperta di una nuova dimensione di vita e al recupero degli affetti più stretti nella vita reale.