Can I Love Internet?

Can_I_Love_Internet_Di solito amiamo riempirci la bocca di belle parole su internet e di quanto sia grandiosa la rivoluzione del 2.0, della libertà di espressione e del fatto che la censura in rete non esiste. Siamo tutti molto fighi quando parliamo di e-democracy e condivisione e siamo molto contenti.

Siamo avanti, siamo liberali, a noi la proposta Pecorella ci mette i brividi, internet è libero, noi amiamo internet!

I love Internet è infatti il nome del contest lanciato da Wired e Telecom Italia su Zooppa il cui brief tra le altre cose dice questo: “lanciare attraverso i vostri video un grande messaggio di amore per la rete. “IO AMO INTERNET. Per un uso responsabile e libero della rete“. Un messaggio rivolto alla società italiana, al mondo dell’economia e della politica, affinchè la rete sia finalmente compresa, apprezzata e valorizzata. Un messaggio composto da tanti messaggi: i vostri.

Noi abbiamo colto al volo questa opportunità, ci sembrava una bella iniziativa ed esortati “a esprimersi liberamente, senza paura, senza filtri” abbiamo deciso di partecipare. A modo nostro però.
Dunque con un po’di spirito goliardico abbiamo inviato questo video di Gianfranco Marziano
in cui il nostro parla del suo rapporto con la rete, sicuri del fatto che sarebbe stato rimosso dato il linguaggio non proprio degno dell’Accademia della Crusca e il carattere chiaramente provocatorio del messaggio.
E così è stato. Dopo poche ore il video è stato eliminato, forse anche giustamente, dato che non rispettava i termini del regolamento: “Unfortunately I had to pull your ad for being too vulgar. You use language that is against our terms and conditions.
Please re-submit your ad without vulgar language.
Thank you

Una provocazione quindi la nostra. Ma perché?

Perché è dalle provocazioni che spesso nascono le discussioni più interessanti e il video ne avrebbe sicuramente scatenate alcune su tematiche importanti legate al web: libertà e censura, credibilità e autorevolezza dei contenuti o ancora avrebbe potuto generare un dialogo sul valore dell’autenticità.
Ci chiediamo se in rete è possibile fare tutto ciò che si vuole, è realmente questa la libertà di cui abbiamo bisogno? E se alcune cose non le riteniamo idonee, come nel caso del nostro video, rimuoverlo da un sito rappresenta davvero una censura oppure in questa azione si esprime la libertà di chi gestisce dei mezzi di comunicazione di ritenere inopportuni alcuni contenuti?

E ancora secondo quali criteri si stabilisce se un contenuto possa avere un certo valore o possedere caratteristiche da tutti (?) condivisibili?
E se decido di censurare il video su una piattaforma, chi mi dice che se pubblicato altrove non possa avere una maggiore risonanza, magari proprio in seguito alla censura?

Il fatto che il video sia stato rimosso non impedisce di sviluppare questo dialogo, anzi forse ci fornisce qualche elemento di valutazione in più.
Il video di Marziano è solo il punto di partenza per discutere intorno a queste domande che ci stiamo ponendo e a cui onestamente non credo possiamo avere risposte certe.

Alcune considerazioni sul valore della libertà in rete le abbiamo sviluppate:
“la potenza del web è che l’unione fa la forza e il social networking = potere = libertà“.
Ma non libertà come valore assoluto, altrimenti rimaniamo nella vecchia accezione, ma libertà come insieme delle possibilità di scelta che ha un individuo.

Si tratta del passaggio dalla dimensione estetica a quella etica. Ora non voglio scomodare Kant e Kierkegaard e tutti quelli che si sono interrogati sul tema, ma parrebbe che il soggetto diventi tale quando inizia a prender consapevolezza di poter scegliere.
Sino ad oggi, dalla nascita delle nazioni, nessuna forma di stato ha consentito all’uomo di poter essere realmente libero. Le distorsioni Socialiste sappiamo cosa hanno prodotto, per non parlare del Capitalismo, indubbiamente la forma di totalitarismo più estrema che stiamo subendo da anni, che in nome della Libertà come valore assoluto, ha inibito tutte le libertà come scelta relegandole a POSSIBILITA’ (sono libero di studiare se me lo POSSO permettere, sono libero di ballare se POSSO comprarmi i dischi, etc.. etc..).
La cosa bella invece è che la rete sta abbattendo questa barriera, questo slittamento semantico di LIBERTA’ come POSSIBILITA’ economica, reificando la prima forma di democrazia reale, almeno per noi benestanti occidentali che possiamo permetterci internet, il computer, la corrente elettrica e pure il succo di frutta che beviamo mentre guardiamo i video di YouTube.
Sono libero di poter esprimere la mia creatività: produco musica e la diffondo.
Sono libero di viaggiare: anche senza soldi sfrutto la rete delle conoscenze che ho per il mondo (o anche grazie al coach surfing).
Sono libero di respirare
Sono libero di….
E così via…”.

Can_I_Love_Internet_Il nostro pensiero è espresso in queste parole. Quello che ci interessa ora è invitarvi a partecipare a questo ottimo progetto promosso da Wired e Telecom Italia sicuramente e conoscere il vostro pensiero; vogliamo ricevere le vostre critiche, confrontarci con voi. Dobbiamo capire cos’è internet, cos’è la libertà, dove stiamo andando.
Noi non lo sappiamo ma intuiamo che il valore della dialettica sia il primo da recuperare.

Piccola nota personale: io non amo internet, amo alcune cose. Altre le detesto.

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  • rushrushgettheyeyo

    io non amo internet. Ma i porno che ci trovo mi piacciono assai.

  • rushrushgettheyeyo

    io non amo internet. Ma i porno che ci trovo mi piacciono assai.

  • http://www.facebook.com/lorenzof Lorenzo Fantoni

    Internet ha dato forza al tizio chiuso nello scantinato con la stagnola in testa che teme gli alieni. Se prima aveva il dubbio di essere l’unico gli basta una ricerca su google per non sentirsi solo (e parlo di lui come di tutte manie che internet e la condivisione alimentano ogni giorno)

    Internet ci ha resi selettivi, intolleranti e pronti a confrontarsi solo con chi la pensa come noi (scegliamo forum tematici dove la pensano come noi, leggiamo blog che la pensano come noi, selezioniamo amici su msn che la pensano come noi). Ci ha tolto il bisogno di confrontarsi con i rompiscatole, i noiosi, i pedanti, tanto da farci desiderare un tasto ignore anche nella vita reale.

    Nonostante questo io amo internet, amo il sapere condiviso, amo la possibilità di discutere con tutti di tutti, amo saltare in modo repentino da una voce di wikipedia ad un video passando per un blog e dopo una discussione assolutamente inutile sull’ultimo libro/fumetto/videogioco. Amo il fatto che qualche giorno fa non conoscevo questo sito e adesso sono qua a scriverci come niente fosse.

    Amo internet dunque, non tutta l’internet ovviamente, ma tutto sommato credo che i flame, i pazzi, i blog darkettoni scritti male e la gente che ti assilla con i tag su facebook siano un prezzo giusto da pagare per tutto il resto.

  • http://www.facebook.com/lorenzof Lorenzo Fantoni

    Internet ha dato forza al tizio chiuso nello scantinato con la stagnola in testa che teme gli alieni. Se prima aveva il dubbio di essere l’unico gli basta una ricerca su google per non sentirsi solo (e parlo di lui come di tutte manie che internet e la condivisione alimentano ogni giorno)

    Internet ci ha resi selettivi, intolleranti e pronti a confrontarsi solo con chi la pensa come noi (scegliamo forum tematici dove la pensano come noi, leggiamo blog che la pensano come noi, selezioniamo amici su msn che la pensano come noi). Ci ha tolto il bisogno di confrontarsi con i rompiscatole, i noiosi, i pedanti, tanto da farci desiderare un tasto ignore anche nella vita reale.

    Nonostante questo io amo internet, amo il sapere condiviso, amo la possibilità di discutere con tutti di tutti, amo saltare in modo repentino da una voce di wikipedia ad un video passando per un blog e dopo una discussione assolutamente inutile sull’ultimo libro/fumetto/videogioco. Amo il fatto che qualche giorno fa non conoscevo questo sito e adesso sono qua a scriverci come niente fosse.

    Amo internet dunque, non tutta l’internet ovviamente, ma tutto sommato credo che i flame, i pazzi, i blog darkettoni scritti male e la gente che ti assilla con i tag su facebook siano un prezzo giusto da pagare per tutto il resto.

  • sury

    Il termine libertà non lo screditerei anteponendo ad esso un articolo determinativo, in qualsiasi momento venga detto, le barrette del |valore assoluto| sarebbero perfette.
    In o su internet (dipende dal significato dato alla parola) ci si trova tutto e niente, e contrariamente a quanto pensano i creatori di 4chan, ci sono cose che non andrebbero mostrate se non in momenti, luoghi e a categorie specifiche della rete.
    Il concetto di base è sempre quello di fare e dire ciò che non infastidirebbe nemmeno noi stessi. Il video di Marziano non mi ha infastidito, ma non è nemmeno politically correct.
    I disastri sulla rete non sono una prerogativa femminile vorrei dire al principe, (nonostante non sia femminista)ma purtroppo sono provocati dall’affidare le perle ai porci(ndr).
    Il bello di internet è come la sdoganatissima frase “il mondo è bello perchè è vario”. L’aiuto che mi ha dato è stato capire che la wwf non mi permetterà mai di comprare un panda, oltre al fatto che ci sono tante persone al di sotto di un certo livello.
    Per il resto credo di volergli bene. Ad internet, s’intenda…
    Bell’articolo anche se a tratti, nelle pieghe degli angoli somiglia ad un messaggio propagandistico. Internet vi paga? :)

  • sury

    Il termine libertà non lo screditerei anteponendo ad esso un articolo determinativo, in qualsiasi momento venga detto, le barrette del |valore assoluto| sarebbero perfette.
    In o su internet (dipende dal significato dato alla parola) ci si trova tutto e niente, e contrariamente a quanto pensano i creatori di 4chan, ci sono cose che non andrebbero mostrate se non in momenti, luoghi e a categorie specifiche della rete.
    Il concetto di base è sempre quello di fare e dire ciò che non infastidirebbe nemmeno noi stessi. Il video di Marziano non mi ha infastidito, ma non è nemmeno politically correct.
    I disastri sulla rete non sono una prerogativa femminile vorrei dire al principe, (nonostante non sia femminista)ma purtroppo sono provocati dall’affidare le perle ai porci(ndr).
    Il bello di internet è come la sdoganatissima frase “il mondo è bello perchè è vario”. L’aiuto che mi ha dato è stato capire che la wwf non mi permetterà mai di comprare un panda, oltre al fatto che ci sono tante persone al di sotto di un certo livello.
    Per il resto credo di volergli bene. Ad internet, s’intenda…
    Bell’articolo anche se a tratti, nelle pieghe degli angoli somiglia ad un messaggio propagandistico. Internet vi paga? :)

  • http://www.twitterando.it Riccardo

    Bellissimo video, idea geniale siete stati bravissimi!

  • http://www.twitterando.it Riccardo

    Bellissimo video, idea geniale siete stati bravissimi!

  • http://www.ninjamarketing.it Pandemazio Kuranosuke

    @rushrushgettheyeyo: diciamo che quel tipo di video non rientrano tra le cose che detesto…

    @sury: a volte mi perdo nei tuoi ragionamenti ma in linea di principio condivido :D

    @lorenzo: condivido in pieno la tua riflessione e sono contento sia capitato sul nostro sito

    @Riccardo: grazie mille

  • http://www.ninjamarketing.it Pandemazio Kuranosuke

    @rushrushgettheyeyo: diciamo che quel tipo di video non rientrano tra le cose che detesto…

    @sury: a volte mi perdo nei tuoi ragionamenti ma in linea di principio condivido :D

    @lorenzo: condivido in pieno la tua riflessione e sono contento sia capitato sul nostro sito

    @Riccardo: grazie mille

  • http://www.linkedin.com/in/emanuelazaccone Zatokih

    Io amo internet. Veramente.
    Ma non per quello che è in sé, bensì per quello che è risucito e ingigantire.
    Perché parliamoci chiaro: che la gente si aggreghi, dialoghi, si confronti è storia vecchia (risalente alle polis greche direi).
    Quando però ho gli strumenti per fare diventare tutto questo colossale allora la situazione si configura in modo radicalmente diverso.

    Le software house possono anche sviluppare quel che vogliono ma la verità è che è stato grazie alla creatività delle persone e alla loro capacità di modificare l’originaria destinazione d’uso di numerosi web tools che si è arrivati fin qui.
    Molti siti erano nati con intenti diversi da quelli attuali: ciò che ha fatto la differenza non è stato internet in sé ma la gente che stava su internet.

    E’ la stessa differenza che possiamo fare ora, è il discrimine tra le policy dei siti e gli strumenti che invece ci consentono di fare esattamente quello che vogliamo.
    Ad esempio, dal contest è stato eliminato l’intervento di Marziano: da un lato può apparire una censura, dall’altro è anche vero che ci sono delle regole dichiarate (!) e che dunque si è trattato di un’infrazione consapevole. Come a dire che a casa mia comando io. Giustissimo. Ma quando il terreno è di tutti?
    Marziano, infatti, può caricare lo stesso video su YouTube: starete pensando che si può eliminare anche da lì ma avete preso in considerazione la quantità di gente che, nel frattempo potrebbe averlo visto?
    In secondo luogo Marziano potrebbe semplicemente postarlo su Tumblr o caricarlo via Facebook tra i suoi video.
    Mi sembrate poco convinti. Certo, perché guardate alla permanenza dell’oggetto ma avete pensato alla sua viralità? Questo genere di contenuti sembrano avere un’incredibile capacità di diffusione e così la loro sparizione non fa altro che aumentare i rumors sui video stessi.
    Se invece vogliamo pensare a qualcosa di differente dai video pensiamo all’importanza di Twitter nel dopo elezioni iraniano, guardiamo al tributo che l’intero popolo di internet ha messo su dopo la morte di Michael Jackson, pensiamo ai flashmobs, alle pratiche di mash-up che appassionano i fan…posso andare avanti davvero per parecchio.
    Inoltre la categoria di “offensivo” varia da paese a paese e da cultura a cultura: pretendere un arbitrio super partes ci equiparerebbe a semidei.

    Insomma per inquadrare Internet, per inquadrare “questo” Internet (2.0, con buona pace di O’Reilly) non è ad esso che bisogna guardare ma alle persone che ci stanno dietro.
    Sì, la democrazia c’è; fatti salvi i luoghi in cui il digital divide può creare problemi non indifferenti.

    Ho un credo, e gli elementi non sono elencati in ordine casuale:
    I trust in the wisdom of crowds,
    I trust in the power of the Net,
    I trust in 2.0 tools,
    I trust in open sourcing.
    Sì, credo nella saggezza delle folle. E se poi c’è un po’ di pazzia ben venga.
    Caos è una parola che può usare solo chi ha paura di internet. L’importante è davvero partecipare.

    PS: I love Marziano per la faccia incredibilmente simpatica e “virale” che ha!

  • http://www.linkedin.com/in/emanuelazaccone Zatokih

    Io amo internet. Veramente.
    Ma non per quello che è in sé, bensì per quello che è risucito e ingigantire.
    Perché parliamoci chiaro: che la gente si aggreghi, dialoghi, si confronti è storia vecchia (risalente alle polis greche direi).
    Quando però ho gli strumenti per fare diventare tutto questo colossale allora la situazione si configura in modo radicalmente diverso.

    Le software house possono anche sviluppare quel che vogliono ma la verità è che è stato grazie alla creatività delle persone e alla loro capacità di modificare l’originaria destinazione d’uso di numerosi web tools che si è arrivati fin qui.
    Molti siti erano nati con intenti diversi da quelli attuali: ciò che ha fatto la differenza non è stato internet in sé ma la gente che stava su internet.

    E’ la stessa differenza che possiamo fare ora, è il discrimine tra le policy dei siti e gli strumenti che invece ci consentono di fare esattamente quello che vogliamo.
    Ad esempio, dal contest è stato eliminato l’intervento di Marziano: da un lato può apparire una censura, dall’altro è anche vero che ci sono delle regole dichiarate (!) e che dunque si è trattato di un’infrazione consapevole. Come a dire che a casa mia comando io. Giustissimo. Ma quando il terreno è di tutti?
    Marziano, infatti, può caricare lo stesso video su YouTube: starete pensando che si può eliminare anche da lì ma avete preso in considerazione la quantità di gente che, nel frattempo potrebbe averlo visto?
    In secondo luogo Marziano potrebbe semplicemente postarlo su Tumblr o caricarlo via Facebook tra i suoi video.
    Mi sembrate poco convinti. Certo, perché guardate alla permanenza dell’oggetto ma avete pensato alla sua viralità? Questo genere di contenuti sembrano avere un’incredibile capacità di diffusione e così la loro sparizione non fa altro che aumentare i rumors sui video stessi.
    Se invece vogliamo pensare a qualcosa di differente dai video pensiamo all’importanza di Twitter nel dopo elezioni iraniano, guardiamo al tributo che l’intero popolo di internet ha messo su dopo la morte di Michael Jackson, pensiamo ai flashmobs, alle pratiche di mash-up che appassionano i fan…posso andare avanti davvero per parecchio.
    Inoltre la categoria di “offensivo” varia da paese a paese e da cultura a cultura: pretendere un arbitrio super partes ci equiparerebbe a semidei.

    Insomma per inquadrare Internet, per inquadrare “questo” Internet (2.0, con buona pace di O’Reilly) non è ad esso che bisogna guardare ma alle persone che ci stanno dietro.
    Sì, la democrazia c’è; fatti salvi i luoghi in cui il digital divide può creare problemi non indifferenti.

    Ho un credo, e gli elementi non sono elencati in ordine casuale:
    I trust in the wisdom of crowds,
    I trust in the power of the Net,
    I trust in 2.0 tools,
    I trust in open sourcing.
    Sì, credo nella saggezza delle folle. E se poi c’è un po’ di pazzia ben venga.
    Caos è una parola che può usare solo chi ha paura di internet. L’importante è davvero partecipare.

    PS: I love Marziano per la faccia incredibilmente simpatica e “virale” che ha!

  • sury

    @pandemazio: purtroppo non ho il dono della sitesi e della chiarezza, ma non sembra una patologia solo mia :)

  • sury

    @pandemazio: purtroppo non ho il dono della sitesi e della chiarezza, ma non sembra una patologia solo mia :)

  • http://ruotalibera.wordpress.com Dr. Jumper

    “La mia libertà finisce dove inizia la vostra” diceva Martin Luther King.
    Penso che questa massima valga anche oggi nell’era digitale.
    Concordo in pieno con quanto scritto nell’articolo…
    Non concordo invece con quanto scritto da Lorenzo… non penso che internet ci abbia resi più intolleranti… anzi… semmai più critici.

    Questione Libertà.
    Fondamentaltamente siamo liberi. Liberi di fare quello che ci pare… ma senza violare leggi, regolamenti, senza recare danno agli altri.
    Ma il problema che sorge sia nella vita reale che in internet è il problema più vecchio del mondo… chi controlla il controllore?
    Chi decide cosa e come censurare? In base a quali criteri? E questi criteri chi li ha sabiliti?
    Ma la domanda è un’altra..perchè si è resa necessaria la cenusra?
    Si è resa necessaria per colpa di pochi che fanno un uso imporprio della rete e dei mezzi di informazione… e quindi si mette in atto la regola presente tutt’oggi nei negozietti di quartiere: “Per colpa di qualcuno non si fa credito a nessuno”
    Peccato che poi questa regola venga ampliata un pò troppo… e anche una semplice persona che osa un pò di più con le sue dichiarazioni rischia… rischia di perdere un pezzo importante di libertà… la libertà di dire.

    E’ per questo che amo internet. Odio l’uso che alune persone fanno di internet.

    Amo internet per tutte le possibilità che offre;
    Amo internet perchè permette la condivisione e la propagazione del sapere;
    Amo internet perchè ti permette di restare in contatto con persone che altrimenti dimenticheresti;
    Amo internet perchè Google ha la soluzione a (quasi) tutti i problemi;
    Amo internet perchè puoi acquistare un oggetto introvabile a migliai di km da casa senza alzare il culo da sopra la sedia;
    potrei continuare per ore… ma è meglio fermarsi…

    Odio internet perchè c’è lo spam;
    Odio internet per il suo trade-off con la privacy
    Odio internet perchè ci sono le PERSONE che non spezzano le catene di S. Antonio (e vi assicuro che è la cosa che odio più di ogni altra cosa!)
    Odio internet perchè ci sono persone;
    Odio internet perchè sono d’accordo con Marziano;
    potrei continuare per ore… ma è meglio fermarsi…

  • http://ruotalibera.wordpress.com Dr. Jumper

    “La mia libertà finisce dove inizia la vostra” diceva Martin Luther King.
    Penso che questa massima valga anche oggi nell’era digitale.
    Concordo in pieno con quanto scritto nell’articolo…
    Non concordo invece con quanto scritto da Lorenzo… non penso che internet ci abbia resi più intolleranti… anzi… semmai più critici.

    Questione Libertà.
    Fondamentaltamente siamo liberi. Liberi di fare quello che ci pare… ma senza violare leggi, regolamenti, senza recare danno agli altri.
    Ma il problema che sorge sia nella vita reale che in internet è il problema più vecchio del mondo… chi controlla il controllore?
    Chi decide cosa e come censurare? In base a quali criteri? E questi criteri chi li ha sabiliti?
    Ma la domanda è un’altra..perchè si è resa necessaria la cenusra?
    Si è resa necessaria per colpa di pochi che fanno un uso imporprio della rete e dei mezzi di informazione… e quindi si mette in atto la regola presente tutt’oggi nei negozietti di quartiere: “Per colpa di qualcuno non si fa credito a nessuno”
    Peccato che poi questa regola venga ampliata un pò troppo… e anche una semplice persona che osa un pò di più con le sue dichiarazioni rischia… rischia di perdere un pezzo importante di libertà… la libertà di dire.

    E’ per questo che amo internet. Odio l’uso che alune persone fanno di internet.

    Amo internet per tutte le possibilità che offre;
    Amo internet perchè permette la condivisione e la propagazione del sapere;
    Amo internet perchè ti permette di restare in contatto con persone che altrimenti dimenticheresti;
    Amo internet perchè Google ha la soluzione a (quasi) tutti i problemi;
    Amo internet perchè puoi acquistare un oggetto introvabile a migliai di km da casa senza alzare il culo da sopra la sedia;
    potrei continuare per ore… ma è meglio fermarsi…

    Odio internet perchè c’è lo spam;
    Odio internet per il suo trade-off con la privacy
    Odio internet perchè ci sono le PERSONE che non spezzano le catene di S. Antonio (e vi assicuro che è la cosa che odio più di ogni altra cosa!)
    Odio internet perchè ci sono persone;
    Odio internet perchè sono d’accordo con Marziano;
    potrei continuare per ore… ma è meglio fermarsi…

  • http://www.facebook.com/lorenzof Lorenzo Fantoni

    l’essere critici e l’essere intolleranti sono due percorsi diversi. Sicuramente internet ci consente di accedere ad un numero infinito di pareri e recensioni, ma l’intolleranza di cui parlo io è qualcosa di diverso.

    Se mi disturbi, ti ignoro con un tasto
    Se voglio, posso seguire solo community che parlano bene di ciò che mi piace (e la cosa è trasversale, si applicai ai videogiochi, alle moto, agli elettrodomestici, ai film, ecc.. e guai a criticare un fanboy!)
    Se questo blog ritenesse un mio intervento disturbante, potrebbe censurarlo.
    Se voglio posso fare la spesa su internet senza neppure incontrare quell’antipatica della cassiera.

    Internet e la tecnologia ci forniscono tutti gli strumenti necessari per allontanare i rompiscatole.. ma la società ed i rapporti “classici” si basano anche sul gestire chi non vorremmo incontrare, per questo dico che rischiamo di diventare “intolleranti” nel senso più ampio del termine.

    Avrei anche scritto altro sull’argomento ma non sono qua per spammare :)

  • http://www.facebook.com/lorenzof Lorenzo Fantoni

    l’essere critici e l’essere intolleranti sono due percorsi diversi. Sicuramente internet ci consente di accedere ad un numero infinito di pareri e recensioni, ma l’intolleranza di cui parlo io è qualcosa di diverso.

    Se mi disturbi, ti ignoro con un tasto
    Se voglio, posso seguire solo community che parlano bene di ciò che mi piace (e la cosa è trasversale, si applicai ai videogiochi, alle moto, agli elettrodomestici, ai film, ecc.. e guai a criticare un fanboy!)
    Se questo blog ritenesse un mio intervento disturbante, potrebbe censurarlo.
    Se voglio posso fare la spesa su internet senza neppure incontrare quell’antipatica della cassiera.

    Internet e la tecnologia ci forniscono tutti gli strumenti necessari per allontanare i rompiscatole.. ma la società ed i rapporti “classici” si basano anche sul gestire chi non vorremmo incontrare, per questo dico che rischiamo di diventare “intolleranti” nel senso più ampio del termine.

    Avrei anche scritto altro sull’argomento ma non sono qua per spammare :)

  • http://ruotalibera.wordpress.com Dr. Jumper

    @Lorenzo: adesso che hai chiarito è tutto chiaro, non avevo messo in conto questo punto di vista.
    Anche se possiamo lo stesso ignorare le persone o i commenti reali nella vita di tutti i giorni… sarà sicuramente più complicato, ma possiamo anche scegliere di andare in un altro negozio o di cambiare strada per evitare di incontrare una persona…

  • http://ruotalibera.wordpress.com Dr. Jumper

    @Lorenzo: adesso che hai chiarito è tutto chiaro, non avevo messo in conto questo punto di vista.
    Anche se possiamo lo stesso ignorare le persone o i commenti reali nella vita di tutti i giorni… sarà sicuramente più complicato, ma possiamo anche scegliere di andare in un altro negozio o di cambiare strada per evitare di incontrare una persona…

  • http://www.facebook.com/lorenzof Lorenzo Fantoni

    Beh certo se andiamo sul particolare possiamo trovare mille sfaccettature… ma il filtro dello schermo è un potente strumento di make-up… ci permette di apparire come vogliamo, ponderare le risposte per non farle sembrare troppo brusche, fingere cortesia, ignorare il linguaggio non verbale che potrebbe tradirci…

  • http://www.facebook.com/lorenzof Lorenzo Fantoni

    Beh certo se andiamo sul particolare possiamo trovare mille sfaccettature… ma il filtro dello schermo è un potente strumento di make-up… ci permette di apparire come vogliamo, ponderare le risposte per non farle sembrare troppo brusche, fingere cortesia, ignorare il linguaggio non verbale che potrebbe tradirci…

  • http://www.theonemillioneuroblog.com/ Massimo

    Internet ha grandi poteri,e come diceva qualcuno”Un grande potere comprta grandi responsabilita’”

  • http://www.theonemillioneuroblog.com/ Massimo

    Internet ha grandi poteri,e come diceva qualcuno”Un grande potere comprta grandi responsabilita’”

  • http://www.facebook.com/pages/LALTROPARLANTE/32374282725?ref=s L’ALTROPARLANTE

    Cosa ne penso di internet ? Il secondo album de L’Altroparlante, di prossima pubblicazione, avrà come titolo “Finché c’è rete c’è speranza”. Citando Peppino De Filippo potrei chiudere dicendo “ho detto tutto”.
    Internet è una grande opportunità, sia per la musica emergente che per l’informazione, per far venire fuori dall’appiattimento totale quelle notizie e quei contenuti che altrimenti verrebbero insabbiati dall’arroganza dei potenti. Per quanto mi riguarda direttamente credo che per chi scrive canzoni schierandosi in maniera netta, facendo nomi e cognomi, oggi l’unico modo di arrivare alla gente sia la rete. Ma la rete è soprattutto l’alternativa a quel giornalismo, purtroppo in maggioranza, che ha dimenticato il proprio ruolo e ormai si dedica solo alla propaganda del potere, contemporaneamente causa ed effetto del berlusconismo, scatenando un corto circuito infernale. Il problema, come sempre, non è internet ma è l’essere umano che ha sempre avuto una particolare vocazione per “comprare” i suoi simili o lasciarsi comprare. Temo che tra qualche anno anche internet sarà diventato esclusivamente un mezzo dei nostri controllori, un pò come le vecchie Radio libere che nacquero per rispondere all’esigenza di far ascoltare qualcosa di diverso dalla “solita musica” e oggi sono diventate il simbolo della “solita musica”. Perciò godiamoci questi pochi anni di rete libera che ancora abbiamo davanti, prima che anche internet venga ingabbiata, e non intendo solo censurata, ma “acquistata” da chi ha più potere e denaro per farne un proprio strumento di manipolazione e condizionamento, come è già accaduto nel corso degli anni per la stampa, la radio e la televisione.

  • http://www.facebook.com/pages/LALTROPARLANTE/32374282725?ref=s L’ALTROPARLANTE

    Cosa ne penso di internet ? Il secondo album de L’Altroparlante, di prossima pubblicazione, avrà come titolo “Finché c’è rete c’è speranza”. Citando Peppino De Filippo potrei chiudere dicendo “ho detto tutto”.
    Internet è una grande opportunità, sia per la musica emergente che per l’informazione, per far venire fuori dall’appiattimento totale quelle notizie e quei contenuti che altrimenti verrebbero insabbiati dall’arroganza dei potenti. Per quanto mi riguarda direttamente credo che per chi scrive canzoni schierandosi in maniera netta, facendo nomi e cognomi, oggi l’unico modo di arrivare alla gente sia la rete. Ma la rete è soprattutto l’alternativa a quel giornalismo, purtroppo in maggioranza, che ha dimenticato il proprio ruolo e ormai si dedica solo alla propaganda del potere, contemporaneamente causa ed effetto del berlusconismo, scatenando un corto circuito infernale. Il problema, come sempre, non è internet ma è l’essere umano che ha sempre avuto una particolare vocazione per “comprare” i suoi simili o lasciarsi comprare. Temo che tra qualche anno anche internet sarà diventato esclusivamente un mezzo dei nostri controllori, un pò come le vecchie Radio libere che nacquero per rispondere all’esigenza di far ascoltare qualcosa di diverso dalla “solita musica” e oggi sono diventate il simbolo della “solita musica”. Perciò godiamoci questi pochi anni di rete libera che ancora abbiamo davanti, prima che anche internet venga ingabbiata, e non intendo solo censurata, ma “acquistata” da chi ha più potere e denaro per farne un proprio strumento di manipolazione e condizionamento, come è già accaduto nel corso degli anni per la stampa, la radio e la televisione.

  • http://www.facebook.com/profile.php?id=751450619 Donatella Rosetti

    Credo che abbiano escluso il video perchè secondo loro non esprimeva correttamente il messaggio del concorso, lo fuorviava. Invece no.
    E’ un punto di vista diverso e che può generare molte riflessioni sull’importanza dell’apparire nella società italiana di oggi, ad esempio. Con la scusa del perbenismo,l’hanno escluso. Eppure si sa benissimo che frequentemente l’uso di parolacce nelle frasi può rendere più incisivo e forte ciò che si ha da dire,se correttamente impiegato.
    Per il resto,Internet,e in particolare,i social network come Facebook,sono la più alta forma di democrazia di cui uno Stato può disporre.Il presente si costruisce in parte qui,con tutto il meglio e il peggio che ci può essere. L’altra parte si costruisce con l’azione, preferibilmente pubblica. Ecco come si conferisce linfa al concetto di libertà.

  • http://www.facebook.com/profile.php?id=751450619 Donatella Rosetti

    Credo che abbiano escluso il video perchè secondo loro non esprimeva correttamente il messaggio del concorso, lo fuorviava. Invece no.
    E’ un punto di vista diverso e che può generare molte riflessioni sull’importanza dell’apparire nella società italiana di oggi, ad esempio. Con la scusa del perbenismo,l’hanno escluso. Eppure si sa benissimo che frequentemente l’uso di parolacce nelle frasi può rendere più incisivo e forte ciò che si ha da dire,se correttamente impiegato.
    Per il resto,Internet,e in particolare,i social network come Facebook,sono la più alta forma di democrazia di cui uno Stato può disporre.Il presente si costruisce in parte qui,con tutto il meglio e il peggio che ci può essere. L’altra parte si costruisce con l’azione, preferibilmente pubblica. Ecco come si conferisce linfa al concetto di libertà.

  • http://www.facebook.com/nastenka Alice Avallone

    Intelligente e provocatorio.
    Che cosa vi aspettavate dunque?

  • http://www.facebook.com/nastenka Alice Avallone

    Intelligente e provocatorio.
    Che cosa vi aspettavate dunque?

  • http://geek-marketing.blogspot.com francobbe

    più che un commento questo articolo meriterebbe un post di risposta, anzi a dir la verità una tesi di laurea magistrale in filosofia…

    in brevis , che devo riattaccare a studiare ;-) , sulla libertà di Internet

    mmm…Internet è libero, ma le infrastrutture no…

    Cybersoviet di Carlo Formenti spiega bene quali sono le leggende metropolitane sulla libertà di Internet…

    peccato non averlo qua in casa…sennò riproporrei un bignamino

    La censura su Youtube di un video che tra l’altro si capisce benissimo sia ironico dimostra che il controllo c’è ed è forte.

    io sposterei il problema da un altro punto di vista.e porrei ulteriori domande che il post non sottolinea a fondo…

    Internet permette alle persone di intraprendere un percorso per costruire e poi affermare la propria identità in totale libertà?

    Penso al mio caso…Sarei mai diventato fan sfegato del punk e dello ska se non avessi avuto Internet?

    Avrei mai partecipato a tutti i concerti che ho visto?

    Avrei mai conosciuto off-line quelle persone che seppure mai incrociate sulle chat avevano i miei stessi interessi?

    La risposta è no, sarei stato molto probabilmente un discotecaro e non avrei mai intessutto off-line quei rapporti sociali con persone conosciute per esempio ad un concerto…

    L’esempio della mia passione per lo ska e per il punk è solo una delle tante modalità con le quali Internet e le sue connessioni sociali hanno permesso di costruire la mia identità in piena libertà.

    Per concludere vi racconto la mia “case history” personale, è grazie a Internet che conobbi un gruppo punk, ascoltai le loro canzoni, mi dissi “che sballo”, beh quel gruppo punk erano i Razzapparte, anche loro di Viterbo…ebbene prima di allora non li conoscevo.

    Ammetto pubblicamente che quel mio incontro su internet cambiò la mia vita in meglio…

    Vi sembra poco?

  • http://geek-marketing.blogspot.com francobbe

    più che un commento questo articolo meriterebbe un post di risposta, anzi a dir la verità una tesi di laurea magistrale in filosofia…

    in brevis , che devo riattaccare a studiare ;-) , sulla libertà di Internet

    mmm…Internet è libero, ma le infrastrutture no…

    Cybersoviet di Carlo Formenti spiega bene quali sono le leggende metropolitane sulla libertà di Internet…

    peccato non averlo qua in casa…sennò riproporrei un bignamino

    La censura su Youtube di un video che tra l’altro si capisce benissimo sia ironico dimostra che il controllo c’è ed è forte.

    io sposterei il problema da un altro punto di vista.e porrei ulteriori domande che il post non sottolinea a fondo…

    Internet permette alle persone di intraprendere un percorso per costruire e poi affermare la propria identità in totale libertà?

    Penso al mio caso…Sarei mai diventato fan sfegato del punk e dello ska se non avessi avuto Internet?

    Avrei mai partecipato a tutti i concerti che ho visto?

    Avrei mai conosciuto off-line quelle persone che seppure mai incrociate sulle chat avevano i miei stessi interessi?

    La risposta è no, sarei stato molto probabilmente un discotecaro e non avrei mai intessutto off-line quei rapporti sociali con persone conosciute per esempio ad un concerto…

    L’esempio della mia passione per lo ska e per il punk è solo una delle tante modalità con le quali Internet e le sue connessioni sociali hanno permesso di costruire la mia identità in piena libertà.

    Per concludere vi racconto la mia “case history” personale, è grazie a Internet che conobbi un gruppo punk, ascoltai le loro canzoni, mi dissi “che sballo”, beh quel gruppo punk erano i Razzapparte, anche loro di Viterbo…ebbene prima di allora non li conoscevo.

    Ammetto pubblicamente che quel mio incontro su internet cambiò la mia vita in meglio…

    Vi sembra poco?

  • http://www.ilcapitano.info capitaninja

    Ciao ragazzi, a margine di tutto vorrei esprimere solo questa considerazione
    ; siamo sicuri che in Italia, l’uso e l’utilizzo di Internet sia veramente libero come avviene negli altri paesi democratici?
    Di questi tempi il dubbio mi viene …. spontaneo…
    Cmq, sempre e solo Internet per Noi che non abbiamo alternative di Alzare la voce, nemmeno per far si che qualcuno ci possa ascoltare…
    ma che siamo, “Marziano”?…

  • http://www.ilcapitano.info capitaninja

    Ciao ragazzi, a margine di tutto vorrei esprimere solo questa considerazione
    ; siamo sicuri che in Italia, l’uso e l’utilizzo di Internet sia veramente libero come avviene negli altri paesi democratici?
    Di questi tempi il dubbio mi viene …. spontaneo…
    Cmq, sempre e solo Internet per Noi che non abbiamo alternative di Alzare la voce, nemmeno per far si che qualcuno ci possa ascoltare…
    ma che siamo, “Marziano”?…

  • http://claimid.com/linopalena BlindSamurai

    Credo che il nodo del prossimo futuro sia far sapere alla gente, rendere la gente consapevole delle possibilità di scelta che portano alla libertà (relativa) che ora hanno e che possono (se nn, in tempi complicati come questi, devono) sfruttare.
    La forza di internet è motrice ma la differenza, imho, la fa la “consapevolezza”. In tutte le sue accezioni.

  • http://claimid.com/linopalena BlindSamurai

    Credo che il nodo del prossimo futuro sia far sapere alla gente, rendere la gente consapevole delle possibilità di scelta che portano alla libertà (relativa) che ora hanno e che possono (se nn, in tempi complicati come questi, devono) sfruttare.
    La forza di internet è motrice ma la differenza, imho, la fa la “consapevolezza”. In tutte le sue accezioni.

  • http://webstrategist.it Mushin

    Io ritengo che la risposta alla domanda “che tipo di rete vogliamo” non possa non tenere conto di lavori come quello di Sen o Rawls.

    Personalmente ritengo che il concetto di scelta debba includere (per essere rispettoso della libertà) una riflessione paretiana: la mia azione espressione della mia libertà (di uploadare un video) è ottimale in senso paretiano? Cioé migliora la mia condizione senza peggiorare quella di chi la accoglie? Io credo che la grande rivoluzione di internet stia nella possibilità di creare discussione e credo che questo renda di fatto impossibile la censura. Quindi più che cancellare il video (da un sito forse ma non da internet!) avrei scelto la strada della conversazione, smontandolo, opponendomi, ma non facendo finta che non esista. In rete non puoi ignorare.

  • http://webstrategist.it Mushin

    Io ritengo che la risposta alla domanda “che tipo di rete vogliamo” non possa non tenere conto di lavori come quello di Sen o Rawls.

    Personalmente ritengo che il concetto di scelta debba includere (per essere rispettoso della libertà) una riflessione paretiana: la mia azione espressione della mia libertà (di uploadare un video) è ottimale in senso paretiano? Cioé migliora la mia condizione senza peggiorare quella di chi la accoglie? Io credo che la grande rivoluzione di internet stia nella possibilità di creare discussione e credo che questo renda di fatto impossibile la censura. Quindi più che cancellare il video (da un sito forse ma non da internet!) avrei scelto la strada della conversazione, smontandolo, opponendomi, ma non facendo finta che non esista. In rete non puoi ignorare.

  • pinomerenda

    E’ un vero peccato che un lavoro creativo come questo con un simpa (piuttosto sincero:)) come lui venga cancellato da zooppa… ti assicuro che non è mai successo, è la gestione USA (infatti mi pare di aver capito che ti han risposto in inglese) che non capisce n cazz… per loro è tutto volgare… hanno proprio un tipo di comunicazione diersa, … pistole e pallottole vanno bene un capezzolo è già si urla allo scandalo… ti lascio con uno spot radio da zooppa italia http://www.zooppa.it/ads/tomtom-cabaretlive/radios/fa-caldo-per-lo-spam ti riaspettiamo!! ciao piomerenda

  • pinomerenda

    E’ un vero peccato che un lavoro creativo come questo con un simpa (piuttosto sincero:)) come lui venga cancellato da zooppa… ti assicuro che non è mai successo, è la gestione USA (infatti mi pare di aver capito che ti han risposto in inglese) che non capisce n cazz… per loro è tutto volgare… hanno proprio un tipo di comunicazione diersa, … pistole e pallottole vanno bene un capezzolo è già si urla allo scandalo… ti lascio con uno spot radio da zooppa italia http://www.zooppa.it/ads/tomtom-cabaretlive/radios/fa-caldo-per-lo-spam ti riaspettiamo!! ciao piomerenda

  • Iabicus

    Ciao Ninja, raccolgo l’invito a commentare il post e provo a sintetizzare il mio punto di vista.

    Premessa d’obbligo, non sono mai stato un fan dell’iniziativa “Io amo Internet”, nonostante la mia vicinanza a Wired e ai temi della cultura digitale. Ne ho seguito la genesi, conosco personalmente molti dei promotori, ma l’ho sempre considerata un po’ “naive” rispetto ala profondità di un tema come quello della Rete e della sua valenza democratica.

    Settimana scorsa a Milano abbiamo incontrato B. J. Fogg che parlava di “captologia” e persuasione tecnologica al “Meet the Media Guru. E’ stato presentato dal direttore di Wired che ha anticipato un progetto che dovrebbe coinvolgere anche il professore di Stanford, nel candidare Internet al prossimo premio Nobel per la Pace.

    Certo che questo scatenerà un dibattito, ma è nelle dinamiche della Rete e mi sento molto più coinvolto da una riflessione di questo tipo, che da un’affermazione generica e un po’ superficiale come “Io amo Internet”. E arrivo al vostro video.

    Non mi scandalizza il fatto che sia stato rimosso perché avrebbe violato il regolamento. Del resto, mi sembra che il manifesto della “cultura libera” – osannato da hacker, guerriglieri e bastian contrari – sia stato scritto proprio da un giurista, il quale rifiuta il principio di anarchia del web e trova nel Creative Commons un sano principio normativo. Non divaghiamo: c’era un regolamento a cui il video è venuto meno con l’uso di un linguaggio considerato non consono. Che ci piaccia o meno.

    Mi fa strano che proprio da qui arrivi una provocazione così, modestissimo parere personale, ingenua e semplicistica. Il video di Gianfranco sfrutta la sua “bella faccia virale” e la suadente cadenza partenopea, per un monologo stereotipato e del tutto fuori asse. Mi sembra che più di una volta abbiate riportato il virale Evolution come sinonimo d’intelligenza contagiosa, se non sbaglio questo è anche il tema alla base della vostra ultima fatica editoriale. Possibile che si debba passare ancora dal dileggio del gentil sesso per amor di provocazione? Non è un po’ troppo facile riferirci ancora a concetti antichi come “donne al volante, pericolo costante” e topòs affini?

    Mi sembra che il brief di Zoopa chiedesse una riflessione di altro genere e tipo rispetto al video che assume connotati alieni all’iniziativa: marziano, di nome e di fatto. Sicuri che quei 70 secondi non fossero stati girati precedentemente e poi chiusi con un “super” così, “tanto per”?

    Io sono un tifoso delle provocazioni, ma in tempi come questi devono essere sane e intelligenti. Altrimenti facciamo come quelli che in televisione sfoderano una t-shirt idiota sotto la cravatta, solo per insultare una cultura diversa dalla nostra.

    Alla fine il bello della Rete, come scrive bene Mushin, è che diventa impossibile qualsiasi forma di censura. Il video di cui sopra è in circolazione. E’ stato rimosso, ma chiunque potrà continuare a vederlo. Scegliendo in autonomia se si tratta di un oggetto intelligente o se non ha resistito alla tentazione di dire una Stronzata.

    Grazie per l’invito e buon fine settimana,

    P. I.

  • Iabicus

    Ciao Ninja, raccolgo l’invito a commentare il post e provo a sintetizzare il mio punto di vista.

    Premessa d’obbligo, non sono mai stato un fan dell’iniziativa “Io amo Internet”, nonostante la mia vicinanza a Wired e ai temi della cultura digitale. Ne ho seguito la genesi, conosco personalmente molti dei promotori, ma l’ho sempre considerata un po’ “naive” rispetto ala profondità di un tema come quello della Rete e della sua valenza democratica.

    Settimana scorsa a Milano abbiamo incontrato B. J. Fogg che parlava di “captologia” e persuasione tecnologica al “Meet the Media Guru. E’ stato presentato dal direttore di Wired che ha anticipato un progetto che dovrebbe coinvolgere anche il professore di Stanford, nel candidare Internet al prossimo premio Nobel per la Pace.

    Certo che questo scatenerà un dibattito, ma è nelle dinamiche della Rete e mi sento molto più coinvolto da una riflessione di questo tipo, che da un’affermazione generica e un po’ superficiale come “Io amo Internet”. E arrivo al vostro video.

    Non mi scandalizza il fatto che sia stato rimosso perché avrebbe violato il regolamento. Del resto, mi sembra che il manifesto della “cultura libera” – osannato da hacker, guerriglieri e bastian contrari – sia stato scritto proprio da un giurista, il quale rifiuta il principio di anarchia del web e trova nel Creative Commons un sano principio normativo. Non divaghiamo: c’era un regolamento a cui il video è venuto meno con l’uso di un linguaggio considerato non consono. Che ci piaccia o meno.

    Mi fa strano che proprio da qui arrivi una provocazione così, modestissimo parere personale, ingenua e semplicistica. Il video di Gianfranco sfrutta la sua “bella faccia virale” e la suadente cadenza partenopea, per un monologo stereotipato e del tutto fuori asse. Mi sembra che più di una volta abbiate riportato il virale Evolution come sinonimo d’intelligenza contagiosa, se non sbaglio questo è anche il tema alla base della vostra ultima fatica editoriale. Possibile che si debba passare ancora dal dileggio del gentil sesso per amor di provocazione? Non è un po’ troppo facile riferirci ancora a concetti antichi come “donne al volante, pericolo costante” e topòs affini?

    Mi sembra che il brief di Zoopa chiedesse una riflessione di altro genere e tipo rispetto al video che assume connotati alieni all’iniziativa: marziano, di nome e di fatto. Sicuri che quei 70 secondi non fossero stati girati precedentemente e poi chiusi con un “super” così, “tanto per”?

    Io sono un tifoso delle provocazioni, ma in tempi come questi devono essere sane e intelligenti. Altrimenti facciamo come quelli che in televisione sfoderano una t-shirt idiota sotto la cravatta, solo per insultare una cultura diversa dalla nostra.

    Alla fine il bello della Rete, come scrive bene Mushin, è che diventa impossibile qualsiasi forma di censura. Il video di cui sopra è in circolazione. E’ stato rimosso, ma chiunque potrà continuare a vederlo. Scegliendo in autonomia se si tratta di un oggetto intelligente o se non ha resistito alla tentazione di dire una Stronzata.

    Grazie per l’invito e buon fine settimana,

    P. I.

  • http://meemi.com capobecchino

    intanto ho riportato il video http://meemi.com/capobecchino/336204 cosi da segnalarvi eventuali risposte, perchè credo molto in questa discussione.

    io amo internet per lo “strumento” che è, e come tale vorrei che fosse davvero “libera” e “senza filtri”.

    mi spiace ed è stata una mossa poco “saggia” quella di eliminare il video, visto che vogliono creare o almeno promuovere una rete “libera”, quindi con che diritto non viene accettato.

    certo è che libera non significa anarchica e quindi ci sta anche la provocazione che sicuramente farà parlare più della pubblicazione del video.

    grandi e continuate cosi ;)

  • http://meemi.com capobecchino

    intanto ho riportato il video http://meemi.com/capobecchino/336204 cosi da segnalarvi eventuali risposte, perchè credo molto in questa discussione.

    io amo internet per lo “strumento” che è, e come tale vorrei che fosse davvero “libera” e “senza filtri”.

    mi spiace ed è stata una mossa poco “saggia” quella di eliminare il video, visto che vogliono creare o almeno promuovere una rete “libera”, quindi con che diritto non viene accettato.

    certo è che libera non significa anarchica e quindi ci sta anche la provocazione che sicuramente farà parlare più della pubblicazione del video.

    grandi e continuate cosi ;)

  • http://www.ninjamarketing.it alex

    Ragzzi vi pregherei a non soffermarvi sui contenuti del video o sulla sua attinenza al brief.
    Non ci è interessato vincere, ma stimolare una conversazione. Sapevamo che il video sarebbe stato rimosso e, partendo da questo, ci piaceva spingere il discorso più in là…
    Mi pare ci siamo riusciti e sono felicissimo di leggere i vostri spunti, tutti interessanti. Questa è crescita, questo è internet ;)
    Grazie assai

  • http://www.ninjamarketing.it alex

    Ragzzi vi pregherei a non soffermarvi sui contenuti del video o sulla sua attinenza al brief.
    Non ci è interessato vincere, ma stimolare una conversazione. Sapevamo che il video sarebbe stato rimosso e, partendo da questo, ci piaceva spingere il discorso più in là…
    Mi pare ci siamo riusciti e sono felicissimo di leggere i vostri spunti, tutti interessanti. Questa è crescita, questo è internet ;)
    Grazie assai

  • http://www.facebook.com/alex.badalic Alex Badalic

    Non posso non amare quel meraviglioso palcoscenico che è Internet. In pochi anni mi ha reso noto e mi ha portato contatti e lavorio dovunque.

    Alex

  • http://www.facebook.com/alex.badalic Alex Badalic

    Non posso non amare quel meraviglioso palcoscenico che è Internet. In pochi anni mi ha reso noto e mi ha portato contatti e lavorio dovunque.

    Alex

  • http://www.marketingmediterraneo.splinder.com orochimaru Khen

    ahaha..Ma chi ha mai detto che la rete è LIBERA?
    Ma allora dove la mettiamo la COMORRA ON-LINE di Google, o di gente come Aranzulla, o l’obbligo dei link in entrata ed uscita per esser letto/visto???

    Internet è un’ associazione a delinquere tra blogger, internauti e Posizionatori.

    La libertà delle basse barriere all’entrata non fa altro che aumentare il loro potere…

    Parlando de contest, lo trovo abbastanza carino, anche perchè è multipiattaforma, come quasi tutti quelli di cui parlate nel vostro blog, quindi migliora il posizionamento sul google (sto ripentendo un’altra volta lo stesso concetto..INTALLIATISSIMO)

    Vabbè! Mi sono appena svegliato, quindi la smetto col delirio.
    Nu bacion’!!!

  • http://www.marketingmediterraneo.splinder.com orochimaru Khen

    ahaha..Ma chi ha mai detto che la rete è LIBERA?
    Ma allora dove la mettiamo la COMORRA ON-LINE di Google, o di gente come Aranzulla, o l’obbligo dei link in entrata ed uscita per esser letto/visto???

    Internet è un’ associazione a delinquere tra blogger, internauti e Posizionatori.

    La libertà delle basse barriere all’entrata non fa altro che aumentare il loro potere…

    Parlando de contest, lo trovo abbastanza carino, anche perchè è multipiattaforma, come quasi tutti quelli di cui parlate nel vostro blog, quindi migliora il posizionamento sul google (sto ripentendo un’altra volta lo stesso concetto..INTALLIATISSIMO)

    Vabbè! Mi sono appena svegliato, quindi la smetto col delirio.
    Nu bacion’!!!

  • http://seo.andreapilotti.com/liberta-di-espressione-in-internet-riflessioni Libertà di espressione in Internet: riflessioni

    [...] approfondire la questione, leggi le riflessioni che Pandemazio Kuranosuke ha scritto nel suo interessante [...]

  • http://www.ilriccio.eu Il Riccio

    Ma internet ci dà libertà o legami? La cosa più apprezzata di internet sono le relazioni, e le relazioni sono legami. Anche l’amore è legame, come pure l’amicizia. Son tutte forme di limitazione della libertà di cui noi, animali sociali, abbiamo esistenziale bisogno.

    Sulle censure invece ci sarebbe da aprire un (lungo) capitolo a parte

    Un abbraccio (toh, un altro legame…)

  • http://www.ilriccio.eu Il Riccio

    Ma internet ci dà libertà o legami? La cosa più apprezzata di internet sono le relazioni, e le relazioni sono legami. Anche l’amore è legame, come pure l’amicizia. Son tutte forme di limitazione della libertà di cui noi, animali sociali, abbiamo esistenziale bisogno.

    Sulle censure invece ci sarebbe da aprire un (lungo) capitolo a parte

    Un abbraccio (toh, un altro legame…)

  • Misato

    Vedo Internet come porta d’accesso ad una conoscenza quasi illimitata.
    Vivo Internet come un lavoro, come svago, come mezzo di comunicazione, come opportunità.
    Ma so che spesso bisogna navigare senza far troppo rumore..
    Spiego la mia affermazione prendendo come spunto il social network che meglio conosco: Facebook.
    Come tutti gli strumenti di comunicazione di maggior successo, Facebook è stato, oggetto di controversie: nel 2005, l’Università del New Mexico ha bloccato nel campus l’accesso a Facebook sia perché estraneo alle attività universitarie, sia perché la Politica d’uso del sito non era accettabile e sicura e quindi non conforme a quella del college; oggi, però, l’Università del New Mexico ha una sua pagina su Facebook. Nel maggio 2007, invece, il governo dell’Ontario ha proibito il collegamento al network ai suoi impiegati perché il sito web non è direttamente collegato al lavoro svolto in ufficio. L’accanimento verso Facebook ha raggiunto l’estremizzazione in molte nazioni, tra cui Siria e Iran che hanno proibito l’accesso a tutta la popolazione, perché visto come causa di anarchia e strumento di organizzazioni anti-governative e pro-Israele (specialmente in Siria).
    In Italia e in altre nazione Europee è stato vietato in aziende e in pubbliche amministrazioni.
    Le persone non hanno la libertà di far sapere al modo cosa stanno facendo e pensando “in questo momento”?
    Un social network può influire sulle risorse produttive delle risorse umane (mi si perdoni il gioco di parole)? È nato un proibizionismo 2.0?
    Nonostante tutto, Facebook è servito alla cattura di un ladro, a indagini delle forze dell’ordine, alla diffusione di video e aggiornamenti in tempo reale sulle catastrofi che hanno segnato il mondo in questi ultimi tempi e all’elezione del presidente USA.
    Perché tanto accanimento?
    La censura, però, ha tante forme, può essere imposta da terzi o perfino da noi stessi.
    In teoria su FB possiamo scrivere e pubblicare ciò che vogliamo, ma dobbiamo sempre fare i conti con il giudizio del nostro social graph.
    Decine di arbiter del FB code elegantiae sono pronti a commentare o ad esprimersi con un laconico “mi piace” o, a volte, è il silenzio, l’assoluta mancanza di un qualsiasi feed-back ciò che fa più male.
    Prima di scrivere qualcosa su FB, spesso mi chiedo “potrebbe offendere qualcuno?” oppure “qualcuno potrebbe crearsi un’idea di me sbagliata?” e non nascondo che la maggior parte delle volte ho deciso di tenere per me quello che volevo esprimere.
    Quando leggo su FB “A che cosa stai pensando?”, ovvero la domanda che sollecita l’aggiornamento di stato, rispondo: sto pensando che forse dovrei scrivere qualcosa di cool per farmi approvare dal mio social graph, sto pensando che dovrei essere solo me stessa e quindi sincera, sto pensando che se qualcuno mi chiede a cosa sto pensando non darò mai una risposta veritiera.
    Quindi, si può parlare di libertà? Abbiamo la libertà di pensare efare ciò che ci pare ma, per fortuna o purtroppo, anche gli altri hanno la libertà di censurarci o comunque di giudicarci.
    Di conseguenza abbiamo la libertà di fare del male o di non farlo, si chiama libero arbitrio. Forse dovremmo fare i conti con il significato di libertà e anche con la rappresentazione mentale che abbiamo di questo concetto, esasperato nella sua soggettivazione.
    A mio parere l’oggettività non esiste e quindi ogni volta che si parla di libertà, parliamo di noi stessi e del nostro modo di intenderla.
    È vero che nel momento in cui c’è una minima limitazione della libertà, come la censura nel caso di G. Marziano, la risonanza mediatica cresce in maniera esponenziale. Perché? Per il diffuso voyeurismo del “proibito” o per la frustrazione che da sempre ci portiamo dietro a causa di diritti di espressione non rispettati.
    Tornando a Marziano, da donna dico che in linea di massima non sbaglia. Come da copione, esagera nell’esporre le sue tesi, è il suo stile, ma ha afferrato lo zeitgeist 2.0: il web per tutti, fatto su misura su coloro che fino a due mesi fa non sapevano neanche accendere un computer. È il superamento del gap del digital divide o è solo l’ennesimo appiattimento di un medium avvenuto per compiacere la massa?
    La solfa è sempre la stessa: il diverso, l’outsider, viene sempre zittito.
    Meno male che i Gianfranco Marziano esistono e persistono!

  • Misato

    Vedo Internet come porta d’accesso ad una conoscenza quasi illimitata.
    Vivo Internet come un lavoro, come svago, come mezzo di comunicazione, come opportunità.
    Ma so che spesso bisogna navigare senza far troppo rumore..
    Spiego la mia affermazione prendendo come spunto il social network che meglio conosco: Facebook.
    Come tutti gli strumenti di comunicazione di maggior successo, Facebook è stato, oggetto di controversie: nel 2005, l’Università del New Mexico ha bloccato nel campus l’accesso a Facebook sia perché estraneo alle attività universitarie, sia perché la Politica d’uso del sito non era accettabile e sicura e quindi non conforme a quella del college; oggi, però, l’Università del New Mexico ha una sua pagina su Facebook. Nel maggio 2007, invece, il governo dell’Ontario ha proibito il collegamento al network ai suoi impiegati perché il sito web non è direttamente collegato al lavoro svolto in ufficio. L’accanimento verso Facebook ha raggiunto l’estremizzazione in molte nazioni, tra cui Siria e Iran che hanno proibito l’accesso a tutta la popolazione, perché visto come causa di anarchia e strumento di organizzazioni anti-governative e pro-Israele (specialmente in Siria).
    In Italia e in altre nazione Europee è stato vietato in aziende e in pubbliche amministrazioni.
    Le persone non hanno la libertà di far sapere al modo cosa stanno facendo e pensando “in questo momento”?
    Un social network può influire sulle risorse produttive delle risorse umane (mi si perdoni il gioco di parole)? È nato un proibizionismo 2.0?
    Nonostante tutto, Facebook è servito alla cattura di un ladro, a indagini delle forze dell’ordine, alla diffusione di video e aggiornamenti in tempo reale sulle catastrofi che hanno segnato il mondo in questi ultimi tempi e all’elezione del presidente USA.
    Perché tanto accanimento?
    La censura, però, ha tante forme, può essere imposta da terzi o perfino da noi stessi.
    In teoria su FB possiamo scrivere e pubblicare ciò che vogliamo, ma dobbiamo sempre fare i conti con il giudizio del nostro social graph.
    Decine di arbiter del FB code elegantiae sono pronti a commentare o ad esprimersi con un laconico “mi piace” o, a volte, è il silenzio, l’assoluta mancanza di un qualsiasi feed-back ciò che fa più male.
    Prima di scrivere qualcosa su FB, spesso mi chiedo “potrebbe offendere qualcuno?” oppure “qualcuno potrebbe crearsi un’idea di me sbagliata?” e non nascondo che la maggior parte delle volte ho deciso di tenere per me quello che volevo esprimere.
    Quando leggo su FB “A che cosa stai pensando?”, ovvero la domanda che sollecita l’aggiornamento di stato, rispondo: sto pensando che forse dovrei scrivere qualcosa di cool per farmi approvare dal mio social graph, sto pensando che dovrei essere solo me stessa e quindi sincera, sto pensando che se qualcuno mi chiede a cosa sto pensando non darò mai una risposta veritiera.
    Quindi, si può parlare di libertà? Abbiamo la libertà di pensare efare ciò che ci pare ma, per fortuna o purtroppo, anche gli altri hanno la libertà di censurarci o comunque di giudicarci.
    Di conseguenza abbiamo la libertà di fare del male o di non farlo, si chiama libero arbitrio. Forse dovremmo fare i conti con il significato di libertà e anche con la rappresentazione mentale che abbiamo di questo concetto, esasperato nella sua soggettivazione.
    A mio parere l’oggettività non esiste e quindi ogni volta che si parla di libertà, parliamo di noi stessi e del nostro modo di intenderla.
    È vero che nel momento in cui c’è una minima limitazione della libertà, come la censura nel caso di G. Marziano, la risonanza mediatica cresce in maniera esponenziale. Perché? Per il diffuso voyeurismo del “proibito” o per la frustrazione che da sempre ci portiamo dietro a causa di diritti di espressione non rispettati.
    Tornando a Marziano, da donna dico che in linea di massima non sbaglia. Come da copione, esagera nell’esporre le sue tesi, è il suo stile, ma ha afferrato lo zeitgeist 2.0: il web per tutti, fatto su misura su coloro che fino a due mesi fa non sapevano neanche accendere un computer. È il superamento del gap del digital divide o è solo l’ennesimo appiattimento di un medium avvenuto per compiacere la massa?
    La solfa è sempre la stessa: il diverso, l’outsider, viene sempre zittito.
    Meno male che i Gianfranco Marziano esistono e persistono!

  • Mike Portnoy

    Io credo che la rete, sempre seguendo il brief della campagna come spunto, sia già valorizzata,compresa e apprezzata in gran parte per le cose buone che ha permesso e permetterà, e prima di me c’è stato più di un commento elencandone i pregi.

    Il problema è determinare da chi non sia stata valorizzata e compresa. E questo purtroppo è molto semplice da definire.

    In primo luogo dagli altri media che la temono, a causa di una “convergenza” che molti settori della comunicazione credono li possa un giorno cancellare dal panorama dei mezzi di comunicazione di massa.

    La rete offre più opportunità oltre ad integrarli al suo interno per quanto riguarda i contenuti (notizie,film, musica ed altro) permette un’interazione più completa che tenderà ad assorbire l’intero sistema comunicativo molto probabilmente in meno di un decennio.

    Sono loro quindi i primi a smitizzarla, ridicolizzarla e darle una cattiva luce, basti pensare alle campagne contro youtube o alcuni blog, tendenzialmente forzate su questo aspetto.

    Secondariamente, ma non del tutto, il mancato feeling è quello con la politica, dovuto alla chiarezza e schiettezza delle opinioni presenti sulla rete che nessun politico potrebbe mai accettare perchè singolarmente amplificabili a un pubblico illimitato di utenti.
    In un paese come il nostro , corrotto all’osso, il possesso delle informazioni e vitale, e per questo c’è l’esigenza di controllo sulle opinioni, le idee, le iniziative che la rete riesce a creare a una velocità inimmaginabile rispetto a decenni fa.

    Credo perciò che i veri spunti da prendere in considerazione siano questi, la rete è uno strumento e come ogni strumento può essere usato bene e male.
    Se i pregi della sua libertà sono maggiori dei danni che crea , lunga vita alla rete ;) .

  • Mike Portnoy

    Io credo che la rete, sempre seguendo il brief della campagna come spunto, sia già valorizzata,compresa e apprezzata in gran parte per le cose buone che ha permesso e permetterà, e prima di me c’è stato più di un commento elencandone i pregi.

    Il problema è determinare da chi non sia stata valorizzata e compresa. E questo purtroppo è molto semplice da definire.

    In primo luogo dagli altri media che la temono, a causa di una “convergenza” che molti settori della comunicazione credono li possa un giorno cancellare dal panorama dei mezzi di comunicazione di massa.

    La rete offre più opportunità oltre ad integrarli al suo interno per quanto riguarda i contenuti (notizie,film, musica ed altro) permette un’interazione più completa che tenderà ad assorbire l’intero sistema comunicativo molto probabilmente in meno di un decennio.

    Sono loro quindi i primi a smitizzarla, ridicolizzarla e darle una cattiva luce, basti pensare alle campagne contro youtube o alcuni blog, tendenzialmente forzate su questo aspetto.

    Secondariamente, ma non del tutto, il mancato feeling è quello con la politica, dovuto alla chiarezza e schiettezza delle opinioni presenti sulla rete che nessun politico potrebbe mai accettare perchè singolarmente amplificabili a un pubblico illimitato di utenti.
    In un paese come il nostro , corrotto all’osso, il possesso delle informazioni e vitale, e per questo c’è l’esigenza di controllo sulle opinioni, le idee, le iniziative che la rete riesce a creare a una velocità inimmaginabile rispetto a decenni fa.

    Credo perciò che i veri spunti da prendere in considerazione siano questi, la rete è uno strumento e come ogni strumento può essere usato bene e male.
    Se i pregi della sua libertà sono maggiori dei danni che crea , lunga vita alla rete ;) .

  • seba

    Cosa fa internet? favorisce le relazioni, crea legami (deboli o forti che siano), rompe schemi precostituiti e…nonostante le censure e le bocciature,
    la forza delle relazioni e degli scambi, apre altre vie, altri spazi di libertà…
    Complimenti ai Ninja per la loro brillante idea e per stimolare sempre le relazioni. :-)

  • seba

    Cosa fa internet? favorisce le relazioni, crea legami (deboli o forti che siano), rompe schemi precostituiti e…nonostante le censure e le bocciature,
    la forza delle relazioni e degli scambi, apre altre vie, altri spazi di libertà…
    Complimenti ai Ninja per la loro brillante idea e per stimolare sempre le relazioni. :-)

  • http://www.pgde.eu pgde

    mi piacerebbe credere a internet come un posto libero! forse abbiamo solo l’illusione di essere liberi, di pensare, di esprimerci di farci sentire, ma alla fine forse simply FREEDOM IS NOT FREE! :(

  • http://www.pgde.eu pgde

    mi piacerebbe credere a internet come un posto libero! forse abbiamo solo l’illusione di essere liberi, di pensare, di esprimerci di farci sentire, ma alla fine forse simply FREEDOM IS NOT FREE! :(

  • http://www.facebook.com/stefi.fussi Stefi Fussi

    Io amo internet, ma non parlerei di “libertà”. “Libertà” nell’intagibile flusso digitale è un termine pericoloso, perchè come dici tu nell’articolo non è facile controllare i contenuti nè tanto meno uniformare le policy dei diversi spazi.
    Diversi spazi, appunto…internet ci dà delle “possibilità”.
    Come possedere un auto potente e poter scegliere il tragitto che vogliamo percorrere, ma attenzione, non tutti i conducenti sono degni di possedere un auto così. E per questo abbiamo bisogno della “censura”, per proteggere le possibilità di questi utenti.
    Io amo internet e amo le auto potenti.
    E temo il primo quanto le seconde. Non per me, che mi sento consapevole sia nel websurfing che nella guida…ma per gli altri, per le “possibiltà” che questi possono scegliere di sfruttare. E certamente non esiste un codice della strada per il 2.0…quindi questo Stop dove lo mettiamo? L’umanità, la scienza, la letteratura…la storia procede per tentativi. Proviamo. Discutiamo. Cambiamo idea. Ora che abbiamo più “possibilità”, faremo più in fretta.

  • http://www.facebook.com/stefi.fussi Stefi Fussi

    Io amo internet, ma non parlerei di “libertà”. “Libertà” nell’intagibile flusso digitale è un termine pericoloso, perchè come dici tu nell’articolo non è facile controllare i contenuti nè tanto meno uniformare le policy dei diversi spazi.
    Diversi spazi, appunto…internet ci dà delle “possibilità”.
    Come possedere un auto potente e poter scegliere il tragitto che vogliamo percorrere, ma attenzione, non tutti i conducenti sono degni di possedere un auto così. E per questo abbiamo bisogno della “censura”, per proteggere le possibilità di questi utenti.
    Io amo internet e amo le auto potenti.
    E temo il primo quanto le seconde. Non per me, che mi sento consapevole sia nel websurfing che nella guida…ma per gli altri, per le “possibiltà” che questi possono scegliere di sfruttare. E certamente non esiste un codice della strada per il 2.0…quindi questo Stop dove lo mettiamo? L’umanità, la scienza, la letteratura…la storia procede per tentativi. Proviamo. Discutiamo. Cambiamo idea. Ora che abbiamo più “possibilità”, faremo più in fretta.

  • http://micheleficara.com/blog/ Michele Ficara Manganelli

    vedo che non sono l’unico che “sorride” vedendo una concorso sponsorizzato da una rivista discussa come wired e che si arroga il diritto di decidere cosa “amare in rete”

    personalmente non ho partecipato a questo inutile e sponsorizzato concorso ma ho pubblicato il mio video “fuori concorso” il giorno dopo la data di chiusura.

    se sei curioso di fdarli una occhiata lo trovi qui:

    http://www.youtube.com/watch?v=Q9bFlsExdeY

    La blogosfera ama (veramente) internet !

  • http://micheleficara.com/blog/ Michele Ficara Manganelli

    vedo che non sono l’unico che “sorride” vedendo una concorso sponsorizzato da una rivista discussa come wired e che si arroga il diritto di decidere cosa “amare in rete”

    personalmente non ho partecipato a questo inutile e sponsorizzato concorso ma ho pubblicato il mio video “fuori concorso” il giorno dopo la data di chiusura.

    se sei curioso di fdarli una occhiata lo trovi qui:

    http://www.youtube.com/watch?v=Q9bFlsExdeY

    La blogosfera ama (veramente) internet !

  • http://www.twitter.com/patrizia patriziare

    argomento così affascinante, così necessario e così spinoso al tempo stesso…la libertà. Siamo mai stati veramente liberi? in termini assoluti? Internet ci ha dato un nuovo spazio, una nuova piazza dove poterci esprimere, conoscere, condividere, vivere…ma siamo tutti comunque sempre condizionati da qualcosa, dal pensiero di altri, da come appariremo, da come verremo giudicati…in questo non credo che internet abbia reso l’essere umano + libero dai condizionamenti sociali…magari certe regole sono cambiate, ma sopravvivono anche in rete. Per quanto riguarda invece la possibilità dataci da qs mezzo di esprimere un’opinione, di dire la propria, di entrare in contatto con ‘altri mondi’, di informarsi come e dove si vuole…beh internet ha sicuramente aumentato esponenzialmente le possibilità di farlo. Ma i rischi e le trappole, io credo, sussistono ancora e forse diventano ancora più sudbole, richiedendo così uno sforzo maggiore da parte nostra, una maggiore capacità di analisi e di critica.

  • http://www.twitter.com/patrizia patriziare

    argomento così affascinante, così necessario e così spinoso al tempo stesso…la libertà. Siamo mai stati veramente liberi? in termini assoluti? Internet ci ha dato un nuovo spazio, una nuova piazza dove poterci esprimere, conoscere, condividere, vivere…ma siamo tutti comunque sempre condizionati da qualcosa, dal pensiero di altri, da come appariremo, da come verremo giudicati…in questo non credo che internet abbia reso l’essere umano + libero dai condizionamenti sociali…magari certe regole sono cambiate, ma sopravvivono anche in rete. Per quanto riguarda invece la possibilità dataci da qs mezzo di esprimere un’opinione, di dire la propria, di entrare in contatto con ‘altri mondi’, di informarsi come e dove si vuole…beh internet ha sicuramente aumentato esponenzialmente le possibilità di farlo. Ma i rischi e le trappole, io credo, sussistono ancora e forse diventano ancora più sudbole, richiedendo così uno sforzo maggiore da parte nostra, una maggiore capacità di analisi e di critica.

  • oscar moodrama

    Amo la rete ma a volte mi ci sento come un pesce che ci casca dentro.

  • http://facebook oscar moodrama

    Amo la rete ma a volte mi ci sento come un pesce che ci casca dentro.

  • http://www.facebook.com/davidedicioccio Davide Cioccio

    A parte che amo Marziano e ogni cosa che dica è legge, penso che una certa deriva qualunquistica si sia raggiunta, con Facebook e gli odiosi inutili test, nonchè i gruppi.

    Per il resto mi piace internet e come ogni mezzo (medium) ha i suoi vantaggi e svantaggi.

  • http://www.facebook.com/davidedicioccio Davide Cioccio

    A parte che amo Marziano e ogni cosa che dica è legge, penso che una certa deriva qualunquistica si sia raggiunta, con Facebook e gli odiosi inutili test, nonchè i gruppi.

    Per il resto mi piace internet e come ogni mezzo (medium) ha i suoi vantaggi e svantaggi.

  • http://accademiaduepuntozero.wordpress.com Accademia Duepuntozero

    Gli utenti fanno il contenuto, ma non il mercato.

    Sono forse gli utenti azionisti di Google o di Yahoo?

    Continua…

  • http://accademiaduepuntozero.wordpress.com Accademia Duepuntozero

    Gli utenti fanno il contenuto, ma non il mercato.

    Sono forse gli utenti azionisti di Google o di Yahoo?

    Continua…

  • YukoHanaB

    @patriziare. Sono completamente d’accordo con te.

    Il video qui presentato rappresenta una bella e sana provocazione.

    Internet rimane, a mio avviso, comunque un mezzo, che può essere manipolato e controllato oppure no.
    Come tutti i mezzi ha il suo lato “buono” e il suo lato “cattivo”.
    Alla fine, dipende sempre da chi lo utilizza, da cosa ci fa e da come lo fa.

    Non so sinceramente se parlare di libertà. Per me è una parola grossa.

    Attraverso Internet la libertà a volte si manifesta realmente, altre è pura illusione.

    Io penso che semplicemente stiamo gonfiando un po’ troppo le cose.

    Così come al tempo la Televisione ha fatto la sua grande rivoluzione andando a sconvolgere la vita della gente – contribuendo enormemente a trasformare il tempo “libero” in tempo “del consumo” -, così Internet sta modificando la nostra vita oggi.

    Ovviamente non possiamo sapere ora a cosa ci porterà.

    Forse il tempo libero da tempo “del consumo” si trasformerà in tempo “del sapere”? mah… chissà… ben venga!

    Alla fine credo che a farla da padrona sarà sempre la pubblicità.

    Una cosa che cambia sicuramente rispetto al passato è che se prima la pubblicità veniva veicolata da “cose”, da oggetti insomma (vedi la stampa, la TV, le affissioni etc.), ora viene veicolata dalle persone, facendosi così ancora più subdola, sottile ed efficace.

  • YukoHanaB

    @patriziare. Sono completamente d’accordo con te.

    Il video qui presentato rappresenta una bella e sana provocazione.

    Internet rimane, a mio avviso, comunque un mezzo, che può essere manipolato e controllato oppure no.
    Come tutti i mezzi ha il suo lato “buono” e il suo lato “cattivo”.
    Alla fine, dipende sempre da chi lo utilizza, da cosa ci fa e da come lo fa.

    Non so sinceramente se parlare di libertà. Per me è una parola grossa.

    Attraverso Internet la libertà a volte si manifesta realmente, altre è pura illusione.

    Io penso che semplicemente stiamo gonfiando un po’ troppo le cose.

    Così come al tempo la Televisione ha fatto la sua grande rivoluzione andando a sconvolgere la vita della gente – contribuendo enormemente a trasformare il tempo “libero” in tempo “del consumo” -, così Internet sta modificando la nostra vita oggi.

    Ovviamente non possiamo sapere ora a cosa ci porterà.

    Forse il tempo libero da tempo “del consumo” si trasformerà in tempo “del sapere”? mah… chissà… ben venga!

    Alla fine credo che a farla da padrona sarà sempre la pubblicità.

    Una cosa che cambia sicuramente rispetto al passato è che se prima la pubblicità veniva veicolata da “cose”, da oggetti insomma (vedi la stampa, la TV, le affissioni etc.), ora viene veicolata dalle persone, facendosi così ancora più subdola, sottile ed efficace.

  • Neko
  • Neko
  • http://www.facebook.com/anzicioco Anzicioco Selvatico

    ‘Ci sarà in una delle prossime generazioni un metodo farmacologico per far amare alle persone la loro condizione di servi e quindi produrre dittature, come dire, senza lacrime; una sorta di campo di concentramento indolore per intere società in cui le persone saranno private di fatto delle loro libertà, ma ne saranno piuttosto felici.’

    Huxley lo diceva una settantina di anni orsono… direi che ci siamo.

  • http://www.facebook.com/anzicioco Anzicioco Selvatico

    ‘Ci sarà in una delle prossime generazioni un metodo farmacologico per far amare alle persone la loro condizione di servi e quindi produrre dittature, come dire, senza lacrime; una sorta di campo di concentramento indolore per intere società in cui le persone saranno private di fatto delle loro libertà, ma ne saranno piuttosto felici.’

    Huxley lo diceva una settantina di anni orsono… direi che ci siamo.

  • http://www.laurapacelli.com Annina Percic

    Libertà… Parola grossa di questi tempi. Ma è indubbio che il Web nasce con questo spirito. Io sono d’accordo con la libertà di espressione digitalizzata. E anche sull’equiparazione del mezzo (la Rete) come fonte di informazione a tutti gli effetti. Sta a (noi) giornalisti verificarne la veridicità. Che però l’ingordigia di informazioni (non dico notizie consapevolmente) in tempo reale non costringa gli utenti a non poterne più. La tivvù già ci ha rovinato la vita, evitiamo un altro collasso. SURFER LAP

  • http://www.laurapacelli.com Annina Percic

    Libertà… Parola grossa di questi tempi. Ma è indubbio che il Web nasce con questo spirito. Io sono d’accordo con la libertà di espressione digitalizzata. E anche sull’equiparazione del mezzo (la Rete) come fonte di informazione a tutti gli effetti. Sta a (noi) giornalisti verificarne la veridicità. Che però l’ingordigia di informazioni (non dico notizie consapevolmente) in tempo reale non costringa gli utenti a non poterne più. La tivvù già ci ha rovinato la vita, evitiamo un altro collasso. SURFER LAP

  • Toki

    Internet e libertà. Credo che prima di indagare questo rapporto occorra definire cosa sia in realtà internet e cosa rappresenti. Ho pensato un pò. Secondo me internet è una protesi mediatica, ovvero uno strumento utile a vivere meglio, ad organizzare al meglio la nostra vita fuori dalla rete. Questa considerazione rappresenta il confine tra il buono ed il cattivo uso di internet, uno strumento imprenscindibile per l’uomo post-moderno.
    Internet è per l’uomo post-moderno, quello che secondo Hegel rappresentavano le gazzette (i giornali) per l’uomo moderno: una preghiera.Un elemento irrinunciabile di progresso in grado di determinare sperequazioni sociali. Per questo è importante indagare il rapporto tra internet e libertà.
    Ma più che promuovere una riflessione incentrata sui termini di censura o di propaganda (politica, commerciale, etc. non mi interessa) vorrei che si ripensasse questo rapporto a partire da un nuovo termine di indagine: lo spreco.
    Occorre cioè ripensare internet secondo una logica nuova in grado di definirla come una risorsa immediatamente disponibile ma non illimitatamente disponibile. Una logica ecologica che ripensi internet come un bene scarso e per questo indefinibilmente prezioso.
    Non so se il termine di “consumo consapevole” possa essere il più opportuno, ma forse è quello che più di ogni altro può aiutarci a definire i canoni di un “uso responsabile”. Scarsità, consumo consapevole, uso responsabile sono locuzioni che sottintendono tutte una necessità, una regolamentazione certa e soprattutto attuale. Non si può regolamentare un media nuovo attraverso strumenti regolatori o esperienze mediatiche vecchie.
    Questa necessità di stabilire regole esiste, permarrà e sarà sempre più pressante dal momento in cui si cercherà di porre in essere regole insufficienti nell’interpretazione della realtà.
    Perchè bisogna che internet riesca a salvare se stessa, dalla sovrabbondanza di informazioni che la abitano e la alimentano. Un uso bulimico della rete non fa il bene della rete.
    Troppe informazioni, piuttosto che un’indiscriminata trasformazione del consumatore in autore, rappresentano un rischio effettivo e quanto mai vicino. Quello di un cortocircuito mediale in grado di far perdere il valore semantico delle informazioni, come se di colpo divenissero insapori, e tutti ci consegnassimo al rumore senza essere in grado di ricoscere un suono, la bellezza di una melodia.
    Forse la “selezione delle informazioni” è un processo di censura, ma che senso può avere un’illusione di libertà dove tutti fanno ciò che ritengono più opportuno senza preoccuparsi del bene degli altri (non dico dell’utilità per gli altri, quanto del fatto che gli altri possano capire cosa si vuole effettivamente trasmettere)? Il problema sulla libertà di internet ed in internet non si risolve di certo in questo poche righe. Sono tante le problematiche.
    Come poter dimenticare la libertà di accesso, il digital divide geografico ed anagrafico. Molte zone in Italia non hanno ancora connesioni internet veloci, piuttosto che molte fasce della popolazione -specialmente chi non a che fare abitualmente con questa tecnologia (anziani in primis)- vive e vivrà sempre più problematiche di analfabetismo di ritorno.
    Ma il problema della libertà di internet, della sua scarsità in quanto bene limitato, della sovrabbondanza di informazioni purtroppo in gran maggioranza pressochè inutili è anche un problema di merito, di legalità, di civiltà, di salute pubblica.
    Perchè se la pedofilia online è una piaga conclamata, quasi nessuno conosce le patologie inerenti un uso smodato di internet: la pornodipendenza ad esempio. E siamo sicuri che quello degli hikikomori giapponesi non sia un semplice stile di vita, ma qualcosa di molto vicino ad una forma di dipendenza?
    Non voglio poi volutamente analizzare le problematiche inerenti il copyright e la libera fruizione delle opere di ingegno in rete.
    Credo in definitiva che le categorie della libertà di internet siano molteplici e che il discorso non possa limitarsi alla censura.
    Sarebbe invece opportuno che le potenzialità “social” della rete, il suo nascere dal basso, esprimessero da subito la necessità di “non sprecare” internet, iniziando in questo modo a preservarlo. Perchè se è un bene è scarso, soltanto una economia di comunione, fondata su una condivisione equilibrata e responsabile può garantirne la sopravvivenza, la libertà e il giusto controllo. Bisogna rendersene conto quanto prima, prima che internet sia vittima di se stesso e finisca fagocitato dall’interesse più o meno esplicito di qualche gruppo pressione. Regolarsi da sè prima di essere regolati da altri, anzi regolarsi insieme agli altri, per il bene di tutti, soprattutto di chi verrà in futuro.

  • Toki

    Internet e libertà. Credo che prima di indagare questo rapporto occorra definire cosa sia in realtà internet e cosa rappresenti. Ho pensato un pò. Secondo me internet è una protesi mediatica, ovvero uno strumento utile a vivere meglio, ad organizzare al meglio la nostra vita fuori dalla rete. Questa considerazione rappresenta il confine tra il buono ed il cattivo uso di internet, uno strumento imprenscindibile per l’uomo post-moderno.
    Internet è per l’uomo post-moderno, quello che secondo Hegel rappresentavano le gazzette (i giornali) per l’uomo moderno: una preghiera.Un elemento irrinunciabile di progresso in grado di determinare sperequazioni sociali. Per questo è importante indagare il rapporto tra internet e libertà.
    Ma più che promuovere una riflessione incentrata sui termini di censura o di propaganda (politica, commerciale, etc. non mi interessa) vorrei che si ripensasse questo rapporto a partire da un nuovo termine di indagine: lo spreco.
    Occorre cioè ripensare internet secondo una logica nuova in grado di definirla come una risorsa immediatamente disponibile ma non illimitatamente disponibile. Una logica ecologica che ripensi internet come un bene scarso e per questo indefinibilmente prezioso.
    Non so se il termine di “consumo consapevole” possa essere il più opportuno, ma forse è quello che più di ogni altro può aiutarci a definire i canoni di un “uso responsabile”. Scarsità, consumo consapevole, uso responsabile sono locuzioni che sottintendono tutte una necessità, una regolamentazione certa e soprattutto attuale. Non si può regolamentare un media nuovo attraverso strumenti regolatori o esperienze mediatiche vecchie.
    Questa necessità di stabilire regole esiste, permarrà e sarà sempre più pressante dal momento in cui si cercherà di porre in essere regole insufficienti nell’interpretazione della realtà.
    Perchè bisogna che internet riesca a salvare se stessa, dalla sovrabbondanza di informazioni che la abitano e la alimentano. Un uso bulimico della rete non fa il bene della rete.
    Troppe informazioni, piuttosto che un’indiscriminata trasformazione del consumatore in autore, rappresentano un rischio effettivo e quanto mai vicino. Quello di un cortocircuito mediale in grado di far perdere il valore semantico delle informazioni, come se di colpo divenissero insapori, e tutti ci consegnassimo al rumore senza essere in grado di ricoscere un suono, la bellezza di una melodia.
    Forse la “selezione delle informazioni” è un processo di censura, ma che senso può avere un’illusione di libertà dove tutti fanno ciò che ritengono più opportuno senza preoccuparsi del bene degli altri (non dico dell’utilità per gli altri, quanto del fatto che gli altri possano capire cosa si vuole effettivamente trasmettere)? Il problema sulla libertà di internet ed in internet non si risolve di certo in questo poche righe. Sono tante le problematiche.
    Come poter dimenticare la libertà di accesso, il digital divide geografico ed anagrafico. Molte zone in Italia non hanno ancora connesioni internet veloci, piuttosto che molte fasce della popolazione -specialmente chi non a che fare abitualmente con questa tecnologia (anziani in primis)- vive e vivrà sempre più problematiche di analfabetismo di ritorno.
    Ma il problema della libertà di internet, della sua scarsità in quanto bene limitato, della sovrabbondanza di informazioni purtroppo in gran maggioranza pressochè inutili è anche un problema di merito, di legalità, di civiltà, di salute pubblica.
    Perchè se la pedofilia online è una piaga conclamata, quasi nessuno conosce le patologie inerenti un uso smodato di internet: la pornodipendenza ad esempio. E siamo sicuri che quello degli hikikomori giapponesi non sia un semplice stile di vita, ma qualcosa di molto vicino ad una forma di dipendenza?
    Non voglio poi volutamente analizzare le problematiche inerenti il copyright e la libera fruizione delle opere di ingegno in rete.
    Credo in definitiva che le categorie della libertà di internet siano molteplici e che il discorso non possa limitarsi alla censura.
    Sarebbe invece opportuno che le potenzialità “social” della rete, il suo nascere dal basso, esprimessero da subito la necessità di “non sprecare” internet, iniziando in questo modo a preservarlo. Perchè se è un bene è scarso, soltanto una economia di comunione, fondata su una condivisione equilibrata e responsabile può garantirne la sopravvivenza, la libertà e il giusto controllo. Bisogna rendersene conto quanto prima, prima che internet sia vittima di se stesso e finisca fagocitato dall’interesse più o meno esplicito di qualche gruppo pressione. Regolarsi da sè prima di essere regolati da altri, anzi regolarsi insieme agli altri, per il bene di tutti, soprattutto di chi verrà in futuro.

  • http://www.ninjamarketing.it/2009/10/15/technology-liberation-front-una-rete-senza-politica-e-possibile/ Technology Liberation Front – Una rete senza politica è possibile? | Marketing Non Convenzionale – Ninja Marketing

    [...] Liberation Front – Una rete senza politica è possibile? Non più di una settimana fa avevamo preso a pretesto un contest per parlare di quanto amiamo o meno la rete e soprattutto sul valore della “libertà [...]

  • arushofbloodtothecock

    ma non capisco la gente che scrive 30 cose che sembrano copiate da un corso di comunicazione universitaria.. suvvia siate spontanei!

  • arushofbloodtothecock

    ma non capisco la gente che scrive 30 cose che sembrano copiate da un corso di comunicazione universitaria.. suvvia siate spontanei!

  • http://www.ninjamarketing.it/2009/11/20/wired-internet-e-il-nobel-per-la-pace/ Wired, Internet e il Nobel per la Pace | Marketing Non Convenzionale – Ninja Marketing

    [...] che, come sapete bene, attribuiamo massima importanza tanto alla Rete che alla Pace, e che oltretutto siamo fan di Wired (e della sua edizione Italiana, of course!), [...]

  • http://www.axiscreations.com/ technology stocks news 2010

    Sites We Like…

    [...]just below, are some totally unrelated sites to ours, however, they are definitely worth checking out[...]…

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