"Conversazioni" del brand: identità e global community

Tu sei un valore, la tua identità è importante, tu sei il brand!

La comunicazione pubblicitaria sposta il proprio centro sempre più verso l’individuo, la sua identità, la sua personalità. Questo è il principio da cui parte la campagna pubblicitaria 2010 di Police, attraverso il concorso  “Be Younique”, l’obiettivo è scoprire nuovi volti tra i suoi consumatori.

Visitando il sito puoi caricare la tua foto, e soprattutto puoi indicare il motivo per cui sei unico, la ragione per cui dovrebbero scegliere proprio te. I vincitori parteciperanno allo shooting per le nuove immagini BeYounique 2010.

Una strategia efficace per individuare gusti, tendenze, personalità, insieme ad un profondo riconoscimento e identificazione con il brand. Le persone diventano portatori di valori, esplicitando le loro esigenze,  la necessità di condivisione, offrendo al prodotto la possibilità di posizionarsi come strumento attraverso cui comunicare, esprimersi, relazionarsi.

La campagna pubblicitaria è di forte impatto visivo, grazie all’immagine di un volto ricoperto da un cartone, che lasciando spazio alla nostra fantasia,  ci fa sentire i potenziali protagonisti. Le persone comunicano, si scambiano idee, si mettono in gioco: sembra lo stesso assunto da cui è partita Invicta nella realizzazione del nuovo portale web dedicato alla storia del marchio. La veste grafica molto accattivante suscita l’interesse dell’utente, catturato dalla varietà delle immagini, dai colori, dal continuo rimando al vivere il marchio come un’esperienza.

Con il nuovo sito Invicta valorizza il suo passato, ma allo stesso tempo dichiara il suo presente attraverso il claim: “Moving experience”, ovvero lo stile di vita delle persone dinamiche, dei viaggiatori urbani, degli esploratori moderni. L’obiettivo è stimolare la partecipazione dell’utente, che viene invitato ad interagire  attraverso blog, link a social network, concorsi e anche una sezione e-shop.

Il prodotto rappresenta uno stile di vita: la dinamicità, l’allegria, il viaggio, tutti elementi che identificano chi acquista i prodotti invicta, chi si riconosce nei suoi valori. Il bisogno di affermare la propria individualità non è in contrasto con la necessità di sentirsi parte di un gruppo, una community costituita da persone che condividono i suoi stessi valori.

Il linguaggio pubblicitario non può affidarsi ad una comunicazione ferrea e stabilita, ma deve relazionarsi alle persone, alle loro modalità di espressione e di condivisione. “I mercati sono conversazioni” la prima delle 95 tesi del “Cluetrain Manifesto”, scritto nel 1999 da un gruppo di comunicatori, sembra attuarsi attraverso queste nuove strategie aziendali. Il manifesto descrive come nell’era di Internet siano i consumatori a definire le esigenze di mercato, a costruire gli stessi valori dell’azienda, a pretendere condivisione, informazione, e trasparenza.

A distanza di anni abbiamo la prova che le aziende non possono più sottovalutare quest’aspetto, che si sta diffondendo la consapevolezza della centralità dell’utente e dei suoi bisogni.

Entrambi i brand analizzati cercano attraverso gli strumenti propri del web 2.0 di aprirsi al mondo della rete, in modo da riuscire a cogliere l’opportunità di conoscere in maniera più approfondita i consumatori, ma anche di soddisfarli, di farli sentire il centro di ogni scelta strategica, e aumentarne la fedeltà.

La relazione avviene tra gli utenti, ma implica sempre un rapporto con l’azienda, che non dimentichiamo ha comunque lo scopo di spingerci all’acquisto. Però possiamo avere la certezza che nell’evoluzione di un prodotto, e dell’universo valoriale che lo connota, il brand non può più sottovalutare le attese dei consumatori, nell’assoluta certezza del rischio che correrebbe nel farlo.