Edgar Muller e John Pugh: quando il 3D non è solo al cinema

Edgar Muller e John Pugh: quando il 3D non è solo al cinemaSe vi è capitato di passare per la Stazione Centrale di Milano questo mese di giugno, vi sarete probabilmente imbattuti in una voragine che vi catapultava direttamente in una vallata austriaca. Non fatevi illusioni però, non è stato ancora inventato il teletrasporto né tantomeno è stato scoperto uno Stargate.

L’unica illusione contemplata in questo caso è quella ottica, poichè si tratta di una bellissima opera di street painting 3D realizzata da Edgar Muller, esponente della street art conosciuto a livello mondiale (le immagini dei suoi lavori sono sparse ovunque per la rete).

Questa sua opera, la prima in Italia, copre una superficie di oltre 40 mq e sfrutta la tecnica del trompe l’oeil (letteramente “inganna l’occhio”), una tecnica pittorica in uso già nella antica Grecia e a Roma che consiste nel dipingere uno sfondo apparentemente reale su di una parete per farla sparire alla vista. Il dipinto di Muller fa sembrare proprio che il pavimento si apra su una vallata austriaca.

Il tutto è stato realizzato in relazione ad un’azione di ambient media per promuovere l’offerta estiva di Austria Turismo. L’operazione, ideata e curata dall’agenzia Unbranded, prevede anche la presenza sul posto di hostess che distribuiranno il Travelbook estivo. Le diverse fasi della realizzazione del dipinto sono mostrate in un video creato per l’occasione.

Edgar Muller e John Pugh: quando il 3D non è solo al cinema Ma Edgar Muller non è l’unico esponente di questa forma d’arte. Un altro maestro è sicuramente John Pugh, artista che  ama anch’egli dipingere in grande ma, a differenza di Muller che lavora sulle pavimentazioni, preferisce per le sue opere le pareti verticali. Dagli Stati Uniti alla Nuova Zelanda chiunque si trovi a passare davanti i suoi dipinti non può fare altro che restare a bocca aperta.

Infatti poter assistere alle conseguenze di un disastro naturale sulle parete degli edifici è senza dubbio un’esperienza particolare, se poi ci aggiungiamo che le crepe portano allo scoperto tesori egizi o colonne in perfetto stile greco potete capire la stupefacenza di tali opere.

Edgar Muller e John Pugh: quando il 3D non è solo al cinemaUno dei suoi lavori che raffigura Lili’uokalani, ultima regina hawaiana, assieme a Duke Kahanamoku, padre del surf è stato anche protagonista di una storia simpatica. I due personaggi sono rappresentati all’interno di una gigantesca onda che copre tutta la parte laterale di un edifico di Honolulu e durante la sua realizzazione l’opera ha tratto in inganno addirittura dei pompieri che passando di lì sono accorsi per salvare dei bambini dipinti alla base dell’enorme murales e soltanto a pochi metri dall’edificio si cono resi conto di essere stati vittima di un effetto ottico.

Jonh Pugh afferma che si diverte molto a creare scenari che contrastano con i contesti moderni, cercando di trasportare colui che guarda la sua opera in una nuova dimensione spazio temporale, regalandogli una esperienza unica. Inoltre dipingere in grande scala utilizzando gli spazi urbani gli permette di poter interagire con un audience molto vasta, considerando quindi le città come veri e propri media. Lo stesso concetto di base su cui si fonda il pensiero di BLUE, uno street artist italiano conosciuto in tutto il mondo, che considera i muri delle città il viatico migliore per diffondere i suoi messaggi.

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Dopo aver conseguito casualmente la Laurea specialistica in comunicazione d’impresa e pubblica, Daniele Caputo approda ancor più casualmente alla corte dei ninja. Di poche ... continua

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