“Tag My Museum” vi guida tra i Fori Imperiali romani

Di QR codes se ne parla da un paio di anni ma solo ultimamente i progetti che utilizzano questa tecnologia hanno conquistato una certa visibilità, nelle pubblicità di quotidiani e riviste ad esempio così come nelle strategie “guerrilla” di molte aziende e media artist. Dal 19 marzo il Comune di Roma, in collaborazione con IBM, ha dato il via ad un “percorso taggato” che guida il visitatore nel Museo dei Fori Imperiali, il gioco è sempre lo stesso: il visitatore fotografa il codice bidimensionale con il proprio telefonino, via bluetooth legge notizie e informazioni sulla zona del museo che ha davanti e nello stesso tempo gli viene suggerita la zona del museo (tag) seguente.

Iniziativa interessante e che porta vantaggi al museo e a chi lo visita migliorando l’esperienza d’uso di questi spazi ed eventi. Sviluppi e miglioramenti devono essere presi in considerazione per non rischiare, quando calerà l’hype su questa tecnologia, di finire nel dimenticatoio; in questa prima fase i progetti che hanno utilizzato i QR codes hanno posto giustamente l’accento sulle capacità di fornire informazioni, quello che invece potrebbe essere preso in considerazione come sviluppo futuro è la componente relazionale che possono attivare i codici bidimensionali anche sfruttando la tecnologia bluetooth.

visto qui

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  • Vittorio

    Un utilizzo molto attento e mirato dei QRC è stato messo in atto anche per la promozione del film Uomini che odiano le donne. Due giorni prima dell’uscita del film, sono stati utlizzati 30000 pendini, rilasciati sui motorini degli studenti dei licei di Roma, Milano e Torino. L’azione ha comportato un numero di accessi al sito, unici e per la singola giornata, 6 volte superiore alla media.
    Il limite dei Qrc è che il reader lo hanno “di serie” pochissimi modelli di cellulare. Altrimenti, bisogna leggere l’articolo in cui è presente il QRC, tornare a casa, scaricare il software (se sei fotunato l’annuncio che hai letto ti fornisce un link utile), lo installi sul telefonino, e scatti una foto al QRC.
    Iter che non ha esattamente la caratteristica virale dell’agilità. Tuttavia è sicuramente uno strumento estramamente interessante, da tenere d’occhio in caso di riadattamenti futuri del comparto software dei telefonini.
    Un saluto ai Maestri

  • Vittorio

    Un utilizzo molto attento e mirato dei QRC è stato messo in atto anche per la promozione del film Uomini che odiano le donne. Due giorni prima dell’uscita del film, sono stati utlizzati 30000 pendini, rilasciati sui motorini degli studenti dei licei di Roma, Milano e Torino. L’azione ha comportato un numero di accessi al sito, unici e per la singola giornata, 6 volte superiore alla media.
    Il limite dei Qrc è che il reader lo hanno “di serie” pochissimi modelli di cellulare. Altrimenti, bisogna leggere l’articolo in cui è presente il QRC, tornare a casa, scaricare il software (se sei fotunato l’annuncio che hai letto ti fornisce un link utile), lo installi sul telefonino, e scatti una foto al QRC.
    Iter che non ha esattamente la caratteristica virale dell’agilità. Tuttavia è sicuramente uno strumento estramamente interessante, da tenere d’occhio in caso di riadattamenti futuri del comparto software dei telefonini.
    Un saluto ai Maestri

  • http://www.ninjamarketing.it Kiko Hattori Hanzo

    TAG my museum, finalmente! con un accesso wi fi all’entrata del museo, la user experience è assicurata. Altro che quei telefononi che danno in certi musei! certo che l’Italia dovrebbe essere il leader di un modo postmoderno di vivere l’arte e la cultura. sarebbe sicuramente molto word of mouth. politici ascoltate i Ninja!

  • http://www.ninjamarketing.it Kiko Hattori Hanzo

    TAG my museum, finalmente! con un accesso wi fi all’entrata del museo, la user experience è assicurata. Altro che quei telefononi che danno in certi musei! certo che l’Italia dovrebbe essere il leader di un modo postmoderno di vivere l’arte e la cultura. sarebbe sicuramente molto word of mouth. politici ascoltate i Ninja!

  • Giuseppe

    Un uso del bluetooth in un Museo l’ho visto anche a Milano al Museo della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci” (www.museoscienza.org).
    Nella sezione sulle Telecomuniocazioni, nella parte sui telefoni, è possibile riceve via bluetooth sul proprio cellulare le suonerie originali di alcuni dei telefoni d’epoca esposti in sezione (oltre a una didascalia e una foto del telefono, per poterlo ritrovare in sezione).
    Le suonerie sono degli mp3 salvabili sul proprio cellulare e utilizzabili poi come suonerie.
    Davvero un uso bello e originale che aggiunge contenuto in una sezione storica di un museo (altrimenti un telefono d’epoca lo vedi in vetrina ma no lo senti mai suonare!) e sfrutta un linguaggio insolito in un Museo in modo intelligente.

  • Giuseppe

    Un uso del bluetooth in un Museo l’ho visto anche a Milano al Museo della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci” (www.museoscienza.org).
    Nella sezione sulle Telecomuniocazioni, nella parte sui telefoni, è possibile riceve via bluetooth sul proprio cellulare le suonerie originali di alcuni dei telefoni d’epoca esposti in sezione (oltre a una didascalia e una foto del telefono, per poterlo ritrovare in sezione).
    Le suonerie sono degli mp3 salvabili sul proprio cellulare e utilizzabili poi come suonerie.
    Davvero un uso bello e originale che aggiunge contenuto in una sezione storica di un museo (altrimenti un telefono d’epoca lo vedi in vetrina ma no lo senti mai suonare!) e sfrutta un linguaggio insolito in un Museo in modo intelligente.

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