Boobox: il free sample su misura

Boobox: il free sample su misuraDiciamocelo chiaramente: gratis è meglio e i campioni omaggio ci sono sempre piaciuti.

Le schiere di giovani che distribuiscono prove di prodotto nelle principali vie e piazze delle città, così come la semplice diffusione dei campioni nei supermercati e in luoghi simili non garantiscono una sufficiente accuratezza di posizionamento: nella maggior parte dei casi se ci offrono qualcosa lo prendiamo ma non significa che siamo il target ideale di quel prodotto. Come fare dunque?

Sarebbe sufficiente garantirci che i destinatari del nostro campione di prova siano coloro che hanno reale interesse a testare il prodotto, inoltre pagare persone che si occupino della distribuzione di free samples ha pur sempre un costo che è indipendente dai risultati raggiunti. Hanno provato a risolvere la questione i belgi di Fosfor, agenzia di marketing e design che con Boobox offe un servizio piuttosto innovativo.

Boobox, infatti, è un distributore automatico di campioni omaggio personalizzabile e modulabile: le dimensioni possono essere modificate, così come gli allocamenti dei prodotti, oltre alla disponibilità d’uso di un impianto di refrigerazione che sarebbe adatto alla conservazione delle bevande e dei cibi che necessitano di basse temperature. Inoltre, in abbinamento al distributore sarebbe possiible utilizzare anche dei cartelloni luminosi che avrebbero la funzione di attirare l’attenzione sul prodotto.

Non vi dice niente di nuovo vero? Temete che i distributori possano essere semplicemente depredati? Fosfor ha pensato anche a questo. Per poter ricevere il prodotto bisognerà prima inviare un SMS al numero indicato: automaticamente il mittente riceverà un codice necessario per prelevare il campione. E’ evidente che senza un effettivo interesse, nessuno perderebbe del tempo in tale operazione. E’ proprio in questa scelta che si colloca la principale innovazione introdotta da Fosfor che, comunque, testerà Boobox – fino alla fine del 2009 – solo in alcune stazioni belghe.

D’altra parte, se è vero che il marketing è innovazione, è anche vero che nulla si crea né si distrugge ma tutto si trasforma: è così che si cerca di “svecchiare” i classici distributori automatici che non sembrano destinati ad andare in pensione, come ci aveva dimostrato Samsung con il suo touchscreen per Coca Cola.

In Giappone, peraltro, già dal 2003 Coca Cola aveva installato distributori governabili da remoto in grado di erogare gratis la mitica bevanda (oltre ad acqua e the) in caso di disastri: nel 2004, infatti, dopo il terremoto di Chuetsu, è stato grazie a tale sistema che la popolazione non è rimasta senza acqua.

Sempre nel paese del Sol levante, poi, esistono già da tempo macchine in grado di analizzare l’età di chi richiede alcool o sigarette, evitandone così la vendita ai minorenni, per non parlare degli stravaganti distributori di carta igienica, di fiori freschi e lingerie. I giapponesi hanno anche pensato a chi non vuole andare alla ricerca di un distributore: non c’è problema, sarà i ldisributore a venire da voi!

Insomma, non resta che attendere e vedere cosa ci riserverà l’evoluzione di questi grandi distributori: resisteranno alla sfida del tempo o sono irrimediabilemnte destinati all’obsolescenza?