Il punto sulle WEB TV dopo la seconda edizione di Paese che vai

il_punto_sulle_web_tv_dopo_la_seconda_edizione_di_paese_che_vai1Come vi avevamo annunciato in un post della scorsa settimana, si è tenuto a Milano, presso la IULM, il 22 e il 23 maggio la seconda edizione di Paese Che Vai, il meeting sulle micro web tv italiane organizzato da altretv.tv, che dal 2004 recensisce e segnala tutte le esperienze più significative nel campo della televisione sul web.

Durante il week end hanno potuto confrontarsi 26 canali online provenienti da ogni parte d’Italia, nati grazie all’iniziativa di studenti, pensionati, informatici o semplici appassionati, che hanno come unico obiettivo quello di raccontare il proprio territorio, denunciando ciò che non va o raccontando territori tralasciati dai media tradizionali, che si tratti di una città, di un piccolo comune o di un quartiere. O magari sono progetti nati e rivolti ad una community, che hanno come obiettivo quello di travalicare i confini territoriali e nazionali per riunire gli appassionati di determinati argomenti.

La mappatura dei canali online sfiora le novanta unità, sono 88 infatti i canali online presenti in diciotto regioni su venti (in testa Lazio, Lombardia ed Emilia Romagna) che fanno contare tutte insieme oltre mezzo milione di accessi unici al giorno. Le micro web tv nascono a volte anche in territori dove neppure è presente la banda larga, anzi spiega Giampaolo Colletti, direttore del meeting, è proprio in quei territori che a volte i cittadini riescono a creare collante più facilmente.

il_punto_sulle_web_tv_dopo_la_seconda_edizione_di_paese_che_vai2A tal proposito nei due giorni del meeting è stata avviata una raccolta firme per richiedere ai player TCL del mercato della distribuzione della banda, la connessione forfettizzata domestica e-o mobile, entro un certo preventivato consumo, per gli editori delle micro web tv dei cittadini al fine di distribuire il segnale. La raccolta firme proseguirà on line nei prossimi mesi.

Inoltre anche quest’anno ha preso il via la rassegna spin off di Paese che vai “Teletopi”, nome che fa ovviamente il verso ai Telegatti, con riferimento ad una animale simbolo della navigazione. La rassegna metterà in mostra alcuni dei lavori delle micro web tv giudicati da un team di 33 addetti ai lavori e le premiazioni sono previste per novembre 2009. Tra le numerose categorie che verranno premiate: la migliore micro web tv informativa territoriale, la migliore micro web tv giovane, la migliore web tv di denuncia, la migliore web tv da community.

Fin qui la cronaca dell’evento, ma tentiamo ora di fare il punto della situazione sulle web tv.

il_punto_sulle_web_tv_dopo_la_seconda_edizione_di_paese_che_vaiLo scorso aprile è stato pubblicato il report Microsoft “Europe logs on: Internet trends of today & tomorrow” che prevede per giugno 2010 il sorpasso di internet sulle tv, sottraendo a quest’ultima il primato di mezzo di comunicazione più utilizzato. Secondo lo studio infatti nel 2010 Internet raggiungerà una media di 14,2 ore alla settimana rispetto alle 11,5 ore alla settimana della tv. Il computer infatti sta velocemente diventando mezzo per fruire sia dei contenuti a banda larga sia trasmissioni televisive in diretta o registrate. Inoltre è fondamentale sottolineare come oramai per alcune fasce d’età, come quella compresa fra i 18 e i 24 anni, il pc rappresenta l’unico schermo televisivo, mentre il 42% dei giovani adulti guarda regolarmente la tv online.

Di questo trend si sono accorti come sempre, prima che in qualsiasi altro posto negli Stati Uniti. Il primo rapporto Nielsen sulla visione di programmi tv via Internet riguarda il mese di dicembre 2008 e analizza l’andamento dei siti ufficiali dei programmi, che a differenza dell’Italia negli Stati Uniti, permettono la visione di serie tv e show in diretta o a ridosso dalla messa in onda via etere. Si parla di milioni e milioni di telespettatori che ogni giorno si sono connessi per guardare le proprie serie e i propri show preferiti. I più visti sono stati Lost, Saturday night Live, Grey’s anatomy.

Infine la notizia che anche i social network hanno deciso di puntare sul mercato delle serie tv. Il primo è Twitter che ha deciso di realizzare una serie non convenzionale e autoprodotta. La caratteristica principale del progetto è quella di non avere nessuna sceneggiatura predefinita e che avendo come obiettivo quello di coinvolgere tutti gli utenti, saranno loro a scriverne la storia, i risvolti e ne diventeranno protagonisti.

Scritto da

Felicia Villani

Laureata in Scienze della Comunicazione e laureanda in Comunicazione d’Impresa sempre presso l’Università degli Studi di Salerno, Villani Felicia dopo un anno Erasmus a ... continua

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