I lavori a prova di crisi: solo in ambito tecnologico?

Girovagando con il mio solito fare curioso per il web mi sono imbattuto in un articolo presente su Wired il cui titolo ha da subito attirato la mia attenzione: “I cinque lavori a prova di crisi“.

Non nascondo che speravo di trovarci anche il “ninja”, ma le alternative proposte contemplano soltanto ambiti legati strettamente alla tecnologia.

I lavori presi in considerazione sono: lo sviluppatore di videogiochi indipendenti, l’ingegnere aerospaziale, l’esperto di tecnologie 3D, l’architetto eco-compatibile, e l’investigatore digitale.

Sicuramente queste professioni garantiranno ottimi guadagni nel prossimo futuro, legate alle nuove tendenze che nei prossimi anni dovrebbero sempre più prendere piede.

Basti pensare alle battaglie a suon di videogiochi delle varie case produttrici di videogiochi (Microsoft, Nintendo, Sony) che si affidano sempre di più a talentuosi sviluppatori indipendenti che arrivano a guadagnare mediamente circa 60000 mila € l’anno per ogni gioco.

Considerando poi che nei prossimi anni ci dovrebbe essere un incremento del cosiddetto turismo spaziale, non sarebbe per nulla una cattiva idea progettare navicelle e velivoli non solo per la NASA o l’ESA, ma soprattutto per le numerose compagnie private interessate a questa nuova frontiera dei viaggi.

L’esperto di tecnologie 3D dovrebbe invece sfruttare la rivoluzione che sta avvenendo nel campo dell’intrattenimento con tecnologie in grado di portare le immagini tridimensionali anche nei salotti di casa con televisori abilitati.

Che dire poi degli architetti che si stanno specializzando nella realizzazione di edifici eco-sostenibili, ormai la maggior parte dei nuovi progetti è rivolta all’impatto zero, abitazioni che si autoalimentano attraverso l’energia pulita. Anche in questo caso i guadagni oscillano tra i 50000 e i 100000 € l’anno.

Infine, poiché al giorno d’oggi anche la criminalità si è trasferita in rete, i detective devono avere grandi competenze nel settore informatico per risalire alle organizzazioni criminali che operano nel settore.

La varietà di reati tecnologici è enorme: virus, trojan, phishing, frodi, attacchi alla privacy, pirateria informatica, violazione del diritto d’autore, pedofilia e anche in questo caso le cifre che riguardano tali specialisti sono davvero importanti.

Ora però mi sorge un dubbio, e per coloro che non hanno più possibilità di mettersi sui libri per specializzarsi in questi settori? Né tantomeno sono esperti di videogiochi o tecniche 3D? che speranze ci sono?

Credo che la discriminante sia quella di trovare un’attività in cui la domanda del servizio tenda ad essere almeno costante nel tempo e che permetta di avere sempre una quantità minima di lavoro. Inoltre,  se pure i guadagni non dovessero essere eccessivi, è importante che non ci siano periodi troppo lunghi di vacche magre. Date queste condizioni, parte il mestiere più antico del mondo a me viene in mente solo il becchino… e a voi?Proponeteci i vostri lavori a prova di crisi!

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Dopo aver conseguito casualmente la Laurea specialistica in comunicazione d’impresa e pubblica, Daniele Caputo approda ancor più casualmente alla corte dei ninja. Di poche ... continua

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