Nella giungla degli Elite Networks

Nella giungla degli élite networksL’universo di internet ha subito un forte scossone con l’esplosione dei social network.

Questi si sono strappati il successo l’un con l’altro a suon di numero di utenti: come nel caso della sfida myspace-facebook vinta (pare) dal secondo.

Accanto a questi network di massa, però, è sorta una piccola giungla di social network minori e esclusivi.

Stiamo parlando dei cosiddetti élite networks, come ad esempio  www.Asmallworld.net (il più famoso e gettonato, e forse per questo ormai meno esclusivo), fondato nel 2004 da Erik Wachtmeister, figlio di un ambasciatore svedese già abituato a frequentare l’alta società.

ASW, come lo chiamano i membri, è un network ad ingresso gratuito riservato,che conta circa 300000 iscritti tra cui 15000 direttori generali 4000 laureati ad Harvard e personalità del calibro di Naomi Campell, Quentin Tarantino e Tiger Woods.

Ci si può iscrivere o mandando la propria richiesta con CV completo, che verrà poi posta al vaglio per l’accettazione, o ricevendo un invito da un membro che ha questa facoltà (possono solo i trusted members, i soci anziani).

Quello che salta agli occhi degli élite networks ad accesso riservato è la diminuzione del fine sociale del network stesso con uno speculare aumento di quello business.

Nella giungla degli Elite Networks In generale, potremmo dire,  anche in altri network ancor più esclusivi che vi citerò a breve, più la cerchia degli iscritti è ristretta più aumenta il fine business del network, spesso con veri e propri servizi dedicati.

In ASW, i membri condividono informazioni sugli stili di vita che conducono, quindi facilmente si trovano annunci di vendita di case a Montecarlo, richieste di una location di lusso a Londra o New York per un evento o ancora consigli sul mantenimento e il tuning di una Bentley, domande sul fitto di un jet o su quali rotte percorrere con il proprio yacht per sfuggire ai pirati al largo dell’ Africa.

Tutte esperienze che per la loro particolare esclusività e costo creano già di per sé un mondo a parte, senza bisogno di limitare gli inviti per iscriversi!!

Un comune mortale avrebbe infatti ben poco da condividere con questo genere di richieste e, anche se iscritto, resterebbe comunque alla finestra di questa luxury social class. E’ quindi automatico ed ovvio che si vengano a creare facili opportunità di business per chi già condivide quel mondo anche nel reale e trova in questo “socialiness” (social-business) network un’ottima opportunità per realizzarli.

Sull’ onda di ASW in Italia è nato AUPAT.it (acronimo di Aggiungi Un Posto A Tavola) fondato nel 2005 da  amici bolognesi per unire le proprie reti di amicizie, è diventanto  in 3 anni l’èlite network italiano per eccellenza con ormai quasi 15000 iscritti. Come per ASW si può entrare solo per invito personale di un membro, diminuendo così la probabilità di avere all’interno della community persone indesiderate, come fruitori di spam, così da rassicurare gli affiliati mostrando un ambiente che sembri familiare. Gli “aupattiani” come gli stessi membri si definiscono, sono professionisti, esperti di vari settori, personalità del marketing, imprenditori e artisti che si possono incontrare condividendo gli aspetti della propria vita e i pareri, o promuovendo eventi e iniziative.

Il sito, edito dalla web agency Mollusco & Balena, si è evoluto negli anni, ed ha subito un grosso restyling che ha aumentato le possibilità relazionali tra gli utenti, facilitando pubblicità e acquisti. Si è  teso a creare quindi un collegamento preferenziale biunivoco tra imprese, che possono incentrare la comunicazione verso un target di medio-alto profilo, e professionisti presenti sul network, che possono fruire di prodotti, anteprime ed eventi privilegiati.

Naturalmente Asmallworld e AUPAT sono solo i primi e maggiori alberi della giungla internazionale ed italiana..vi sono networks che paiono ben più esclusivi e business oriented..

Nella giungla degli Elite Networks Ripartiamo quindi da quello che, anche se gratuito, sembra uno dei più prestigiosi ed inaccessibili (e il nome la dice lunga), www.TotalPrestige.com, solo 700 iscritti (cifra indicativa non ufficializzata), tra cui petrolieri arabi e alta finanza newyorkese con un circuito di partner e clienti che arriva a 50000 persone di entourage.

L’organizzazione fu fondata da Rose Marie Perez nel 1993 in Svizzera come circolo d’élite. Nel 2005 la sede si è trasferita negli USA ed è sbarcato on line, attraendo l’attenzione di persone come Frank de Rose, referente del fondo d’investimento Ferrata capital, il quale ha deciso di investirci un miliardo di dollari per farla diventare una community 2.0 estremamente ristretta, che si occupi di offrire le migliori possibilità di business ai propri selezionatissimi membri.

Il sito offre un completo carnet di luxury services ai propri affiliati, dagli inviti per gli eventi più esclusivi (ma proprio i più inavvicinabili!), alla completa conciegerie, quindi reservation nei posti più esclusivi al mondo, noleggio di jet , yacht e limousine.

Ovviamente, come detto prima, la parte più importante resta il servizio business e di trading, oltre alla creazione ad hoc di eventi e meeting esclusivi, viene infatti offerto un servizio di buyer/seller research (il prezzo della ricerca ed intermediazione è basato sul volume d’affari cercato, si parte da 10000 dollari), con un’ulteriore percentuale (tra il 5 ed il 10%) nel caso il contratto con la controparte proposta vada a buon fine.

Tutti i network che sto citando ,vi ricordo, sono ad invito diretto da parte di un membro che ne abbia il diritto. Il gestore si riserva, però, il diritto di accettazione e si può essere espulsi molto facilmente con comportamenti che non rispettino il rigoroso life style del sito o si dia l’impressione di essere degli scalatori sociali.

Un discorso a parte merita il network Ning, fondato dal mito di internet Marc Anderseen (creatore del primo browser web Mosaic e di Netscape). Ning, nato nel 2005, è una piattaforma per la creazione di social network personalizzati, il primo “user generated social network”, con cui ognuno può crearsi la propria cerchia di amicizie, legata magari da interessi comuni. Composto ormai da più di 300000 social networks privati, il suo successo è dovuto anche all’estrema interfacciabilità del sito con gli altri social media come Flickr, Facebook e Myspace.

Al suo interno sono nati ovviamente diversi private network d’élite ispirati ai precedenti,votati però maggiormente a essere single club da rimorchio o liste di lusso per inviti a feste private e particolari, con la possibilità quindi  contatti high level e riservati. Tra questi vi cito  www.asinnercircle.com, più conosciuto, www.exclusiveroyalhighsociety.com e www.world-elite.ning.com.

decayenne eventIn questa giungla sto cominciando a perdermi…e non è finita!! Come non citare www.Decayenne.com, probabilmente uno dei club più antichi della rete (nacque nel 2001), altamente esclusivo ( è stato il primo tra l’altro a creare la mobile-application per i propri membri per connettersi dal cellulare, più completa di quella del fagocitante FB).

Ed ancora ci sono: il business network con sede a Miami www.professionalblackbook.comwww.lstyle.com diffuso in centro-nord Europa, che offre anch’esso servizi di conciergérie e di luxury advertising, o ancora i londinesi www.theplatinumlist.com (che offre servizi ricercati ed esclusivi) e www.thebuttonclub.com (specializzato in eventi) ed ancora www.diamondlounge.com… c’è davvero l’imbarazzo della scelta per deprimersi cercando di entrare in uno di questi!!!

Ho volutamente tralasciato il più importante luxury website, probabilmente del mondo, Quintessentially.com, sia il collegato élite network  QU.BERS (riservato ai soci e ai loro amici), perché è una società di conciergérie (la maggiore, con sedi in 44 paesi), costituita da associati che pagano un abbonamento annuale. Vista l’importanza dell’azienda e l’esclusività dei servizi offerti (nonché la non indifferente lunghezza che sta assumendo questa stesura!) gli dedicheremo al più presto un articolo dove vi parleremo dell’intervista che l’AD della società Tony Gherardelli ci ha gentilmente concesso.

Uff..! Forse ce l’abbiamo fatta ..mi scuso per la prolissità dell’articolo ma l’argomento era di una certa vastità, ed ho potuto solo accennare a molti argomenti.

A parte elogiare chi prende la difficoltà di ingresso in tali network con ironia, come un simpatico articolo letto di recente, non è detto , e può essere alquanto deprimente, che una volta trovato l’invito si venga accettati o si riesca a vivere  il network in pieno, proprio per i classismi di lifestyle insiti in essi.

Gli stessi VIP infatti si sono ultimamente “democratizzati” iscrivendosi ai social networks popolani (Facebook, Myspace, Twitter) ed usandoli attivamente sia con i propri fans che fra di loro, alla ricerca dell’ozioso e puro contatto “umano”. Si è trovata così la perfetta formula di marketing relazionale, per una persona che vive della sua fama, un contatto non freddo e autoreferenziale come un sito personale, ma un account FB che si tuffi nella mischia della folla senza fartene sentire la ressa.

Il carattere elitario di questi inaccessibili siti non è altro che l’esemplificazione della sempre maggior aderenza della rete al mondo reale di chi se ne avvale e del suo proporsi sempre più come un mondo non lontano e distaccato ma come un’estensione della società, che la stessa sta assimilando come parte integrante del suo vivere ed evolversi. Si rispecchiano così alla perfezione nella rete gli stili di vita del reale, nonché le implicazioni sociologiche e psicologiche che tutti affrontiamo per relazionarci con gli ambienti che incontriamo. Questo d’altronde spiega anche l’estremo successo di FaceBook, con una crescita mondiale del 2700% nell’ultimo anno ed ancor più vertiginosa in Italia, dove ha trovato nella nostra cultura cameratesca e malata di protagonismo sociale spicciolo (che ha invaso già da tempo le televisioni, con programmi di livello sempre più scadente) un terreno estremamente fertile di sviluppo..