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Dopo l’annuncio shock del Papa, le reazioni 2.0

Ricorderete sicuramente l’annuncio shock divulgato dal Papa, in occasione della visita in Camerun, prima tappa del viaggio in Africa, dove vivono il 67% dei sieropositivi del mondo: “I preservativi non sono la soluzione per combattere l’Hiv”.

Dall’Europa le reazioni non hanno tardato ad arrivare:
“viva inquietudine” da Parigi, “costernazione” da Bruxelles, “indignazione” del Fondo mondiale per la lotta contro l’Aids..

E qui la reazione di Di’Gay Project.

Ringraziamo Michele per la preziosa segnalazione.

Pubblicato il 17 aprile 2009 - Articolo scritto da Yukiko per Ninja Video
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1 Commento

  • Questa è stata la risposta del Papa alla domanda “Santità, tra i molti mali che travagliano l’Africa, vi è anche e in particolare quello della diffusione dell’Aids. La posizione della Chiesa cattolica sul modo di lottare contro di esso viene spesso considerata non realistica e non efficace. Lei affronterà questo tema, durante il viaggio?”
    Risposta ” Io direi il contrario: penso che la realtà più efficiente, più presente sul fronte della lotta contro l’Aids sia proprio la Chiesa cattolica, con i suoi movimenti, con le sue diverse realtà. Penso alla Comunità di Sant’Egidio che fa tanto, visibilmente e anche invisibilmente, per la lotta contro l’Aids, ai Camilliani, a tutte le Suore che sono a disposizione dei malati … Direi che non si può superare questo problema dell’Aids solo con slogan pubblicitari. Se non c’è l’anima, se gli africani non si aiutano, non si può risolvere il flagello con la distribuzione di profilattici: al contrario, il rischio è di aumentare il problema. La soluzione può trovarsi solo in un duplice impegno: il primo, una umanizzazione della sessualità, cioè un rinnovo spirituale e umano che porti con sé un nuovo modo di comportarsi l’uno con l’altro, e secondo, una vera amicizia anche e soprattutto per le persone sofferenti, la disponibilità, anche con sacrifici, con rinunce personali, ad essere con i sofferenti. E questi sono i fattori che aiutano e che portano visibili progressi. Perciò, direi questa nostra duplice forza di rinnovare l’uomo interiormente, di dare forza spirituale e umana per un comportamento giusto nei confronti del proprio corpo e di quello dell’altro, e questa capacità di soffrire con i sofferenti, di rimanere presente nelle situazioni di prova. Mi sembra che questa sia la giusta risposta, e la Chiesa fa questo e così offre un contributo grandissimo ed importante. Ringraziamo tutti coloro che lo fanno”.

    Le reazioni sono arrivate decontestualizzando la frase (il discorso era ben più ampio). E i nostri europei che hanno protestato vendono poi i medicinali anti HIV a peso d’oro in Africa. Guardate comunque i dati dei paesi dove il profilattico viene distribuito a go go senza affiancare una educazione della persona ad una sessualità responsabile e quelli invece dove si è proceduto a fare un lavoro differente. E a questo punto non si tratta più di essere cattolici, buddisti o laici ma persone.
    Questo era quello che diceva durante la conferenza internazionale sull’Aids a Firenze già 91 il presidente ugandese Museveni
    «Credo che la migliore risposta alla minaccia posta dall’Aids sia riaffermare pubblicamente e con forza la stima e il rispetto che ogni persona deve al suo prossimo. I giovani devono imparare le virtù del controllo di sé, della non immediatezza del piacere e talora del sacrificio». E in Uganda la frequenza di infezioni Hiv nella popolazione è scesa dal 15% nel 1991 al 5% nel 2001, mentre nell’intera Africa sub-sahariana, secondo Unaids, la frequenza media di infezione Hiv nella popolazione si va riducendo: da 7,5% nel 2003 a 7,2% nel 2005.

    L’esperienza ugandese è stata perfino definita come “un vaccino sociale”.
    L’approccio globale alla prevenzione definito “ABC”, è diventato un approccio inclusivo e basato sulla evidenza per la prevenzione della trasmissione sessuale dell’HIV
    L’approccio ABC è stato considerato con interesse negli ultimi anni e discusso su riviste internazionali autorevoli, incluse The Lancet, Science, British Medical Journal, che non sono certo giornali clericali.

    Tutto qua. Non so quanto questo video possa essere utile agli africani.
    Comunque discutiamo ma facciamolo senza partito preso o seguendo le opinioni più trendy.

    Ciao


    Pubblicato da akiro il aprile 17, 2009 @ 16:48 pm Commenta

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