Terremoto 2.0: bentornati nel deserto del reale

Terremoto 2.0: bentornati nel deserto del reale Immerso per forza di cose (tra taxi, buzz urbano, web, etc…) nel complesso territorio mediatico della contemporaneità non ho potuto esimermi dall’essere testimone (e artefice) di un’ennesima aberrazione dei nostri tempi.

Ero sveglio nel B&B di Roma quando, alle 3.30 circa, c’è stata la grande scossa. Il mio primo pensiero è stato: “cazzo qui da qualche parte c’è stata distruzione”! Il ricordo è volato al 1980 quando nelle braccia impaurite di mio padre ho visto cadere il ciminiere della fabbrica di Passiano, la mia casa rovinata, i morti a pochi km dalla mia cittadina…

Accendo la TV ma nada; neanche il sito ANSA mi dava informazioni in tempo reale. Ero in ansia per i miei, ma nell’incertezza non volevo svegliare nessuno telefonando a casa. D’istinto sono entrato in Facebook ed ho provato la stessa meraviglia che ho ogni anno per la primavera: come i fiori di ciliegio in questi giorni, spuntavano a “ciocche” i vari topic di sonnambuli ed oltranzisti del 2.0 che, inconsapevolmente, cooperavano per restituirmi la mappa dell’evento che cercavo:

1) L’epicentro è a L’Aquila;
2) A Salerno si è sentito poco e non ci sono stati danni -> miei sono salvi;
3) Non corro (e chi lo dice) per ora rischi a stare qui.

Lo stato di necessità ha indotto una risemantizzazione della funzione per cui era stato creato (vedi qui) e Facebook riusciva a fungere da antidoto al naturale disorientamento che un evento del genere può provocare!

Ahimè la fase utile è durata poco. Come sempre nel momento in cui gli eventi storici diventano eventi mediali i media passano dall’essere strumento di testimonianza ad artefici della storia. È la prima tragedia italiana che viviamo in massa su Facebook, ed ho osservato che, così come accadeva in TV (emblematica l’esaltazione del TG1, che vi mostriamo qui sotto), anche nella dimensione sociale del web 2.0 il mezzo non contribuiva semplicemente una alterazione dell’evento in sé, ma ad una trasformazione qualitativa della natura stessa dell’evento che da catastrofe naturale diventava (in termini lacaniani) il suo eccesso osceno: un ennesimo volgare caso di giornalismo (mainstream o citizen che sia) emotivo!

Terremoto 2.0: bentornati nel deserto del realeQuando Neo, il protagonista di Matrix, viene scollegato dal megacomputer che lo teneva prigioniero e lo illudeva di vivere in un mondo che reale non era, Morpheus, il capo della resistenza, lo accoglie in un paesaggio di rovine bruciate: “Benvenuto nel deserto del reale!”.
La memoria ritorna indietro a qualche hanno fa, quando la stessa accoglienza me la riservò uno dei filosofi più provocatori di oggi in una sua riflessione sugli eventi dell’11 settembre che dalla celebre citazione di Matrix traeva il titolo.

Rovesciando l’interpretazione comune che vede in questa tragica data il prepotente ingresso della “realtà vera” nella nostra quotidianità troppo spesso fatta di televisione e immaginazione mediatica, Slavoj Zizek sosteneva che il crollo delle torri fosse piuttosto la realizzazione di una fantasia distruttiva originata e costantemente alimentata da tanta cinematografia e letteratura catastrofista americana, qualcosa che finora avevamo solo immaginato con terrore.

Lavorando per analogia ho pensato che davvero in un momento come questo, dove la “paura” sembra l’emozione fondativa del mood del paese (si parla solo e sempre di SICUREZZA), così come fu per il crollo delle torri su scala mondiale, il crollo della Basilica delle Anime Sante de L’Aquila contribuisce e concorre alla materializzazione dei nostri incubi. È per questo, per dirla alla Zizek, psicologicamente molto più difficile da elaborare di qualunque “ritorno alla realtà”.

Terremoto 2.0: bentornati nel deserto del reale Così come fu per l’11 settembre la fantasia catastrofica è ancora una volta diventata realtà! Allora tale realtà ci risultò insopportabile e ci siamo inventati una sua forza mediatica, continuando a guardarne la riproduzione televisiva, quasi a convincerci che non si trattava altro che di un ennesimo film.

Oggi, ai tempi del 2.0, oltre a guardare la sua riproduzione televisiva i pubblici hanno uno strumento in più: la possibilità di co-generarne la narrazione ed i risultati, ahimè, non sono dei migliori devo dire!

A parte una risposta istituzionale 0.9 beta (non avevamo nessun dubbio!), quello che mi preoccupa è che è sacrosantamente vero che una democrazia funziona quando viene dal basso, quando il popolo ha maturati i giusti strumenti critici per sostenerla. Non fu così per questo Bel Paese ai tempi degli alleati, non è stato così con il 2.0 che non è riuscito a permeare in una cultura ancora molto accentratrice ed egemonica e che serve solo quando è asservito agli ideali degli stessi alleati: non una etica della condivisione ma quello che è calato dall’alto sulle masse è il fenomeno Facebook, complici giornalisti e media mainstream, nelle sue accezioni più modaiole ed ignoranti!:(

L’unica possibilità di rottura e inversione di un processo di mercificazione rispetto a cui (almeno in Occidente) non sembra più esserci un fuori, è l’invenzione di una nuova collettività, quella in cui noi crediamo, quella del 2.0 fondata sui valori e sull’etica della solidarietà, della cooperazione, dello scambio… Ma le catene di S.Antonio, le corsa al gruppo con più iscritti e la gara per la maggior dimostrazione di tristezza nel proprio stato di Facebook a cui sto assistendo in questi giorni sono ben lungi da tutto questo!

Il risultato finale della soggettivazione globale non è la sparizione della ‘realtà oggettiva’, ma la sparizione della nostra stessa soggettività, trasformata in uno stucchevole capriccio mentre la realtà sociale continua il suo percorso. Ma il discorso è lungo e da Oriente ad Occidente saranno migliaia i terremoti (non solo geofisici) che ci attendono. Dal covo dei Ninja non possiamo fare altro che osservare, tentare di capire, per poi agire di conseguenza. Faremo tanti sbagli, è sicuro. Ma almeno cercheremo di non morire nell’abisso dell’oblio tradizionalmente inteso o 2.0 che sia!

Terremoto 2.0: bentornati nel deserto del reale La mancanza di vita dell’uomo contemporaneo, la noiosa monotonia da cui è attanagliato, è riconducibile alla ricerca della sicurezza come valore in sé, alla paura verso qualsiasi cosa che possa provocare squilibrio. Invece, quel che rende la vita degna di essere vissuta è proprio l’eccesso di vita, la consapevolezza che esiste qualcosa per cui si è pronti a rischiare la propria esistenza. Dunque, solo quando si è disposti a correre il rischio dello squilibrio si è veramente vivi.

Ora sparateci pure addosso, se scriviamo questo post non è per farci belli ma perché siamo onorati che i nostri ninja Daniele e Felicia abbiano utilizzato Facebook nel modo che sembra a noi giusto: per capire cosa stava succedendo e per organizzarsi e passare subito al momento più utile, quello dell’azione. Lasciando a Vespe, tg e smanettoni del web il ruolo di gingillarsi con una estrema, falsa, ipocrita solidarietà da bar dello Sport.

Il tutto nella consapevolezza che la società e con essa i nuovi strumenti di comunicazione ci presentano un territorio sempre più complesso che va usato con intelligenza e senso critico.

Ammesso che il nostro telos sia quello di ri-costruire e di farlo in maniera solida, progettuale, lungimirante…. Altrimenti il futuro non potrà che riservarci nuovi e più devastanti terremoti.

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  • http://studiograssi.eu dimitri

    “.. Ma le catene di S.Antonio, le corsa al gruppo con più iscritti e la gara per la maggior dimostrazione di tristezza nel proprio stato di Facebook a cui sto assistendo in questi giorni sono ben lungi da tutto questo!”…”

    Non sono d’accordo su questo passo del tuo post, per il semplice motivo che la partecipazione emotiva di un popolo ad un evento catastrofico trova la sua rappresentazione, ora, anche attraverso le “catene” di cui sopra. Ma ciò non ha nulla a che vedere e non va confusa con la scelta di chi decide di intervenire in prima persona. Sono due atteggiamenti diversi e non credo che possano essere messi sullo stesso piano.

    Prima di internet e di facebook ognuno si teneva per se il proprio stato d’animo, o al massimo lo condivideva con l’amico o il familiare più vicino. Oggi “le reti” permettono anche agli stati d’animo individuali di trovare una dimensione collettiva, e forse per questo appaiono più spettacolari o narcisistici.

    Ma non credo che quanto si sia visto su facebook debba essere considerata un’aberrazione della rete o dei comportamenti umani. Quella che tu chiami ipocrisia è una componente della personalità dell’uomo, che esiste e si manifesta con o senza internet, e come i sentimenti autentici e positivi trova il suo spazio nella collettività digitale. Ma non mi spingerei a definirlo com un comportamento generalizzato di usa la rete e dire che tutto è frutto di un mero capriccio.

    Per il resto condivido tutte le tue osservazioni.

  • http://studiograssi.eu dimitri

    “.. Ma le catene di S.Antonio, le corsa al gruppo con più iscritti e la gara per la maggior dimostrazione di tristezza nel proprio stato di Facebook a cui sto assistendo in questi giorni sono ben lungi da tutto questo!”…”

    Non sono d’accordo su questo passo del tuo post, per il semplice motivo che la partecipazione emotiva di un popolo ad un evento catastrofico trova la sua rappresentazione, ora, anche attraverso le “catene” di cui sopra. Ma ciò non ha nulla a che vedere e non va confusa con la scelta di chi decide di intervenire in prima persona. Sono due atteggiamenti diversi e non credo che possano essere messi sullo stesso piano.

    Prima di internet e di facebook ognuno si teneva per se il proprio stato d’animo, o al massimo lo condivideva con l’amico o il familiare più vicino. Oggi “le reti” permettono anche agli stati d’animo individuali di trovare una dimensione collettiva, e forse per questo appaiono più spettacolari o narcisistici.

    Ma non credo che quanto si sia visto su facebook debba essere considerata un’aberrazione della rete o dei comportamenti umani. Quella che tu chiami ipocrisia è una componente della personalità dell’uomo, che esiste e si manifesta con o senza internet, e come i sentimenti autentici e positivi trova il suo spazio nella collettività digitale. Ma non mi spingerei a definirlo com un comportamento generalizzato di usa la rete e dire che tutto è frutto di un mero capriccio.

    Per il resto condivido tutte le tue osservazioni.

  • http://liviacolare.com Livia

    Si tratta senza dubbio di un evento straniante, la cui percezione – grazie al Web – non è filtrata solo da un medium ma si compone di più livelli di soggettività. Come te anche io sono andata istintivamente a cercare le prime notizie su Facebook ed ho trovato quello che mi aspettavo: un grande e inutile casino – fatta eccezione per alcuni casi. Gli atti di solidarietà – lo ribadisco – devono essere sempre fatti alla luce del sole e in maniera concreta. Anche fare chiarezza sui fatti è un atto di solidarietà e perciò mi indigno quando il TG1 fa queste figure barbine al cospetto dell’Italia e del mondo.

  • http://liviacolare.com Livia

    Si tratta senza dubbio di un evento straniante, la cui percezione – grazie al Web – non è filtrata solo da un medium ma si compone di più livelli di soggettività. Come te anche io sono andata istintivamente a cercare le prime notizie su Facebook ed ho trovato quello che mi aspettavo: un grande e inutile casino – fatta eccezione per alcuni casi. Gli atti di solidarietà – lo ribadisco – devono essere sempre fatti alla luce del sole e in maniera concreta. Anche fare chiarezza sui fatti è un atto di solidarietà e perciò mi indigno quando il TG1 fa queste figure barbine al cospetto dell’Italia e del mondo.

  • marco

    Alex, sono d’accordo con te. Mi ha colpito una cosa: la mappa della zona del sisma in questo momento più completa e utile reperibile in Rete è stata fatta da un utente, Diego Guidotti (http://maps.google.com/maps/ms?ie=UTF8&source=embed&hl=en&oe=UTF8&msa=0&msid=106423965625263577119.000466dee47bb401919ef&z=10). Tanti sono i messaggi che le varie communità digitali si sono scambiati su tutte le piattaforme, tutti veri e sentiti (la stessa sensazione che ho provato sentendo i miei amici ed i miei cari che sono ancora in Abruzzo). Tutto questo è in stridente contrasto con la pornografia della morte e del dolore che i media tradizionali ci propinano. Quando leggo un giornale e vedo la TV mi sento veramente come uno sciacallo di sentimenti… e questo è degradante.

  • marco

    Alex, sono d’accordo con te. Mi ha colpito una cosa: la mappa della zona del sisma in questo momento più completa e utile reperibile in Rete è stata fatta da un utente, Diego Guidotti (http://maps.google.com/maps/ms?ie=UTF8&source=embed&hl=en&oe=UTF8&msa=0&msid=106423965625263577119.000466dee47bb401919ef&z=10). Tanti sono i messaggi che le varie communità digitali si sono scambiati su tutte le piattaforme, tutti veri e sentiti (la stessa sensazione che ho provato sentendo i miei amici ed i miei cari che sono ancora in Abruzzo). Tutto questo è in stridente contrasto con la pornografia della morte e del dolore che i media tradizionali ci propinano. Quando leggo un giornale e vedo la TV mi sento veramente come uno sciacallo di sentimenti… e questo è degradante.

  • Daniele

    Grazie per il post, bello.
    La questione è che ci sono persone con spirito critico, capacità riflessiva, cultura e – ammettiamolo – qualche lira in tasca in più della media che hanno la voglia e la possibilità di mettere in discussione il sistema. E poi ci sono altre persone che non hanno i mezzi per farlo o hanno scelto questa strada consapevolmente (come il traditore di matrix che sceglie l’oblio).
    Se la quota dei due gruppi resta quella attuale, … Marco Carta vince San Remo, Vespa sciacalleggia tra l’Aquila e l’eutanasia e i Berlusconi e i D’Alema fanno il loro porco comodo.
    Alla fine, come hai scritto, “almeno cercheremo di non morire nell’abisso dell’oblio…”: ho paura che per molti, anche quelli culturalmente più dotati, il gioco linguistico del 2.0 (FB e non) sia spesso solo questo: un gioco linguistico, una forma di narcisismo di massa.
    Fino a che si parla di consumi e comunicazione, allora tribalizzazione sia, ma quando la gente muore sotto le macerie ci vuole ben altro. E il popolo che partecipa al web 2.0 (me compreso) non mi sembra attrezzato per ri-occupare lo spazio analogico, quello della strada, della piazza o della tragedia per sottrarlo agli sciacalli.
    Augh!

  • Daniele

    Grazie per il post, bello.
    La questione è che ci sono persone con spirito critico, capacità riflessiva, cultura e – ammettiamolo – qualche lira in tasca in più della media che hanno la voglia e la possibilità di mettere in discussione il sistema. E poi ci sono altre persone che non hanno i mezzi per farlo o hanno scelto questa strada consapevolmente (come il traditore di matrix che sceglie l’oblio).
    Se la quota dei due gruppi resta quella attuale, … Marco Carta vince San Remo, Vespa sciacalleggia tra l’Aquila e l’eutanasia e i Berlusconi e i D’Alema fanno il loro porco comodo.
    Alla fine, come hai scritto, “almeno cercheremo di non morire nell’abisso dell’oblio…”: ho paura che per molti, anche quelli culturalmente più dotati, il gioco linguistico del 2.0 (FB e non) sia spesso solo questo: un gioco linguistico, una forma di narcisismo di massa.
    Fino a che si parla di consumi e comunicazione, allora tribalizzazione sia, ma quando la gente muore sotto le macerie ci vuole ben altro. E il popolo che partecipa al web 2.0 (me compreso) non mi sembra attrezzato per ri-occupare lo spazio analogico, quello della strada, della piazza o della tragedia per sottrarlo agli sciacalli.
    Augh!

  • shiro ken

    un post che toglie il fiato, ma non perchè voglia farsi eccessivamente critico o filosofico, bensì perchè in realtà mi ha aiutato a mettere a fuoco tutti i pensieri che mi sono venuti in mente in questi giorni leggendo di tutta la caciara creata su facebook e simili, e peggio ancora dello scandalo del tg1.
    sinceramente visto che ho avuto l’onore di essere stato un ninja per qualche mese e di aver conosciuto i ragazzi del covo, posso dire che sono davvero commosso e orgoglioso, Daniele e Felicia sono due grandi, in tutti i sensi.
    A presto ninja

  • shiro ken

    un post che toglie il fiato, ma non perchè voglia farsi eccessivamente critico o filosofico, bensì perchè in realtà mi ha aiutato a mettere a fuoco tutti i pensieri che mi sono venuti in mente in questi giorni leggendo di tutta la caciara creata su facebook e simili, e peggio ancora dello scandalo del tg1.
    sinceramente visto che ho avuto l’onore di essere stato un ninja per qualche mese e di aver conosciuto i ragazzi del covo, posso dire che sono davvero commosso e orgoglioso, Daniele e Felicia sono due grandi, in tutti i sensi.
    A presto ninja

  • http://webgarden.bloglist.it Mushin

    il deserto del reale mi sembra una metafora calzante. Se in fondo la realtà è davvero una sorta di allucinazione collettiva, allora occorre “svegliarsi” e capire che se non tutto, molto dipende da noi: in assenza di riferimenti precostituiti (una realtà-deserto contro una rasserenante realtà-città oggettiva) solo noi abbiamo la responsabilità per le aberrazioni della realtà in cui viviamo.

  • http://webgarden.bloglist.it Mushin

    il deserto del reale mi sembra una metafora calzante. Se in fondo la realtà è davvero una sorta di allucinazione collettiva, allora occorre “svegliarsi” e capire che se non tutto, molto dipende da noi: in assenza di riferimenti precostituiti (una realtà-deserto contro una rasserenante realtà-città oggettiva) solo noi abbiamo la responsabilità per le aberrazioni della realtà in cui viviamo.

  • http://www.ninjamarketing.it alex

    Carissimi,
    scusetemi se qualche vlta mi ricordi che questo spazio nasceva come blog perosnale mio e di Mirko e ritorno ad esprimere di getto i miei deliri.

    @dimitri mi conosci bene e sai che non ho visioni o intenzioni manicheee, ti rispondo + in basso insieme alla rispota per @daniele

    @livia: hai perfettamente ragione, menomale che c’è currentTV e dico seriamente ;)

    @marco ci sono esempi di sciacallaggio televisvo che sono davvero spiazzanti… mammamia…

    @daniele ti ringrazio e sono onorato di ospitarti tra i commenti al post. Hai centrato l’argomento è proprio da questo narcisismo 2.0 che vorrei fuggire!
    Così come la società, lt erreno mediatico è sempre più complesso, tuttavia ad ogni momento di rifelssione è sempre bene che succeda un momento d’azione.
    I social media hanno senso solo se concorrono a migliorare la qualità della vita reale. Non sono contro la partecipazione emotiva caro @dimitri ma sono preoccupato (così come credo Daniele) se questa diventa gioco interattivo da salotto.
    Non ci permettiamo di fare i moralizzatori, non è nel nostro stile, ma era proprio per un utilizzo consapevole del mezzo social che nasceva questo post. è proprio da questo utilizzo che parte la decisione di Daniele e Felicia di rimboccarsi le maniche ;)

    @shiroken sarai ninja per sempre ;)

    @mushin chissà se, paradossalmente, continuare a sognare non sia il mezzo più appropriato per riappropriarsi del reale!?!?

  • http://www.ninjamarketing.it alex

    Carissimi,
    scusetemi se qualche vlta mi ricordi che questo spazio nasceva come blog perosnale mio e di Mirko e ritorno ad esprimere di getto i miei deliri.

    @dimitri mi conosci bene e sai che non ho visioni o intenzioni manicheee, ti rispondo + in basso insieme alla rispota per @daniele

    @livia: hai perfettamente ragione, menomale che c’è currentTV e dico seriamente ;)

    @marco ci sono esempi di sciacallaggio televisvo che sono davvero spiazzanti… mammamia…

    @daniele ti ringrazio e sono onorato di ospitarti tra i commenti al post. Hai centrato l’argomento è proprio da questo narcisismo 2.0 che vorrei fuggire!
    Così come la società, lt erreno mediatico è sempre più complesso, tuttavia ad ogni momento di rifelssione è sempre bene che succeda un momento d’azione.
    I social media hanno senso solo se concorrono a migliorare la qualità della vita reale. Non sono contro la partecipazione emotiva caro @dimitri ma sono preoccupato (così come credo Daniele) se questa diventa gioco interattivo da salotto.
    Non ci permettiamo di fare i moralizzatori, non è nel nostro stile, ma era proprio per un utilizzo consapevole del mezzo social che nasceva questo post. è proprio da questo utilizzo che parte la decisione di Daniele e Felicia di rimboccarsi le maniche ;)

    @shiroken sarai ninja per sempre ;)

    @mushin chissà se, paradossalmente, continuare a sognare non sia il mezzo più appropriato per riappropriarsi del reale!?!?

  • Galahad

    Lo spunto di riflessione è interessante. Condivido in pieno alcune delle idee esposte, in particolare in riferimento all’inaridimento della vita e delle relazioni che spesso accompagnano l’evoluzione tecno-digitale.
    D’altro canto non posso evitare una riflessione personale. Ho notato in rete l’emergere di due modalità di approccio a una situazione emotivamente e socialmente devastante:

    da un lato ho visto il cordoglio della folla digitale(come tale priva di un volto preciso) manifestato in maniera massiva, a volte eccessiva e sull’onda di un’emotività “mediata” che spesso assume tinte un pò ipocrite; altre volte con una forma di empatia più sincera anche se un pò goffa, tentando di sfruttare le opportunità offerte da un medium relativamente nuovo e poco esplorato (specie in ambito di “costruttività sociale”)

    dall’altro lato in molti, moltissimi si sono apertamente schierati contro le manifestazioni di cui sopra, criticando una presunta partecipazione ipocrita, aggiustacoscienza e decisamente facile, con toni duri, a volte apertamente aggressivi.

    Dal canto mio non posso evitare di pensare che come quasi sempre accade la verità stia nel mezzo.
    E’ evidente che da un lato sia sacrosanto criticare le forme più estreme di partecipaizone da operetta, che altro non sono se non una sorta di macabro godimento nel potersi sentire parte di una tragedia, come giustamente evidenziato nell’articolo, e che per nulla si discostano da aberrazioni mediatiche a cui assistiamo su base giornaliera (il mostro in prima pagina fa audience, e alla fine conta solo quello) tanto più gravi quanto più è grave il soggetto trattato. Ritengo però sia comunque sbagliato etichettare come ipocrita tutta una manifestazione collettiva. L’esprimere la propria partecipazione al dolore, qualunque canale essa utilizzi, è uno dei primi focalizzatori di empatia umana. Sarebbe insensato considerare ipocrite tutte queste manifestazioni: un telegramma di cordoglio per un lutto, la partecipazione ad una commemorazione, una candela alla finestra, il lutto al braccio. Tutti questi gesti per quanto piccoli vanno considerati costruttivi: è un modo di dire “io, che sono vivo come te, capisco il tuo dolore e ti sono vicino”. E’ ovvio che questo non può e non deve sostituire una mobilitazione più concreta ed un gesto di aiuto forte, ma è sbagliata una critica a priori: come sempre nella vita la generalizzazione è un’anticamera troppo facile per il totalitarismo, ogni gesto è un comportamento a se stante e solo chi lo fa può sapere nel suo cuore se sia o meno sincero!

    Magari con la comunicazione di massa, il facile accesso alle informazioni, la necessità di verificarle in prima persona e tutti i vincoli e le possibilità date dalle nuove tecnologie, piano piano gli uomini potrebbero imparare ad aiutarsi sul serio. Questo solo il tempo potrà dirlo, ma se milioni di messaggi di partecipazione (sinceri o meno)servissero a portare anche una sola persona in più a fare qualcosa di concreto, secondo me sarebbero serviti a qualcosa.

    Nel bene o nel male sono le singole gocce che creano le alluvioni.

  • Galahad

    Lo spunto di riflessione è interessante. Condivido in pieno alcune delle idee esposte, in particolare in riferimento all’inaridimento della vita e delle relazioni che spesso accompagnano l’evoluzione tecno-digitale.
    D’altro canto non posso evitare una riflessione personale. Ho notato in rete l’emergere di due modalità di approccio a una situazione emotivamente e socialmente devastante:

    da un lato ho visto il cordoglio della folla digitale(come tale priva di un volto preciso) manifestato in maniera massiva, a volte eccessiva e sull’onda di un’emotività “mediata” che spesso assume tinte un pò ipocrite; altre volte con una forma di empatia più sincera anche se un pò goffa, tentando di sfruttare le opportunità offerte da un medium relativamente nuovo e poco esplorato (specie in ambito di “costruttività sociale”)

    dall’altro lato in molti, moltissimi si sono apertamente schierati contro le manifestazioni di cui sopra, criticando una presunta partecipazione ipocrita, aggiustacoscienza e decisamente facile, con toni duri, a volte apertamente aggressivi.

    Dal canto mio non posso evitare di pensare che come quasi sempre accade la verità stia nel mezzo.
    E’ evidente che da un lato sia sacrosanto criticare le forme più estreme di partecipaizone da operetta, che altro non sono se non una sorta di macabro godimento nel potersi sentire parte di una tragedia, come giustamente evidenziato nell’articolo, e che per nulla si discostano da aberrazioni mediatiche a cui assistiamo su base giornaliera (il mostro in prima pagina fa audience, e alla fine conta solo quello) tanto più gravi quanto più è grave il soggetto trattato. Ritengo però sia comunque sbagliato etichettare come ipocrita tutta una manifestazione collettiva. L’esprimere la propria partecipazione al dolore, qualunque canale essa utilizzi, è uno dei primi focalizzatori di empatia umana. Sarebbe insensato considerare ipocrite tutte queste manifestazioni: un telegramma di cordoglio per un lutto, la partecipazione ad una commemorazione, una candela alla finestra, il lutto al braccio. Tutti questi gesti per quanto piccoli vanno considerati costruttivi: è un modo di dire “io, che sono vivo come te, capisco il tuo dolore e ti sono vicino”. E’ ovvio che questo non può e non deve sostituire una mobilitazione più concreta ed un gesto di aiuto forte, ma è sbagliata una critica a priori: come sempre nella vita la generalizzazione è un’anticamera troppo facile per il totalitarismo, ogni gesto è un comportamento a se stante e solo chi lo fa può sapere nel suo cuore se sia o meno sincero!

    Magari con la comunicazione di massa, il facile accesso alle informazioni, la necessità di verificarle in prima persona e tutti i vincoli e le possibilità date dalle nuove tecnologie, piano piano gli uomini potrebbero imparare ad aiutarsi sul serio. Questo solo il tempo potrà dirlo, ma se milioni di messaggi di partecipazione (sinceri o meno)servissero a portare anche una sola persona in più a fare qualcosa di concreto, secondo me sarebbero serviti a qualcosa.

    Nel bene o nel male sono le singole gocce che creano le alluvioni.

  • fukidake

    “Slavoj Zizek sosteneva che il crollo delle torri fosse piuttosto la realizzazione di una fantasia distruttiva originata e costantemente alimentata da tanta cinematografia e letteratura catastrofista americana”… Coraggio Gianni,puoi sempre incolpare Kent Brokman!

  • fukidake

    “Slavoj Zizek sosteneva che il crollo delle torri fosse piuttosto la realizzazione di una fantasia distruttiva originata e costantemente alimentata da tanta cinematografia e letteratura catastrofista americana”… Coraggio Gianni,puoi sempre incolpare Kent Brokman!

  • http://orlodelsenso.blogspot.com Giorgia

    L’ipocrisia esiste perché siamo fondamentalmente un Paese ipocrita.
    Anche sul web 2.0.
    Niente di nuovo.

    Baci,
    Giorgia

  • http://orlodelsenso.blogspot.com Giorgia

    L’ipocrisia esiste perché siamo fondamentalmente un Paese ipocrita.
    Anche sul web 2.0.
    Niente di nuovo.

    Baci,
    Giorgia

  • http://www.myspace.com/signorlui lapsabroad

    All’interessante post di Alex rispondo con una banalità come poche, ma che neanche a farlo a posta nasce da un pensiero che ho manifestato su facebook dopo aver seguito dall’estero la tragedia reale e quella mediatica. In italia stiamo assistendo all’estinzione dello SCUORNO; A differenza della vergogna che si manifesta dopo aver commesso un errore, lo scuorno si fa sentire subito prima; è l’anello di congiunzione tra un evento, i nostri sentimenti/la nostra coscienza e il prossimo.
    é quel sentimento che ci salva quando stiamo per cadere preda della sciocchezza, un pò come la tanto demonizzata paura, ma a differenza di essa non serve a proteggere le nostre membra bensì il nostro rapporto con il reale e con l’altro;Insomma lo scuorno è un’invito pensare di più che la nostra coscienza ci fa ogni qualvolta siamo presi dalla “diarrea” emotiva(facebook) e/o opportunistica(tg1).
    Forse lo scuorno m’è mancato proprio a me nel scrivere questa dissertazione!
    Che scuorno!

  • http://www.myspace.com/signorlui lapsabroad

    All’interessante post di Alex rispondo con una banalità come poche, ma che neanche a farlo a posta nasce da un pensiero che ho manifestato su facebook dopo aver seguito dall’estero la tragedia reale e quella mediatica. In italia stiamo assistendo all’estinzione dello SCUORNO; A differenza della vergogna che si manifesta dopo aver commesso un errore, lo scuorno si fa sentire subito prima; è l’anello di congiunzione tra un evento, i nostri sentimenti/la nostra coscienza e il prossimo.
    é quel sentimento che ci salva quando stiamo per cadere preda della sciocchezza, un pò come la tanto demonizzata paura, ma a differenza di essa non serve a proteggere le nostre membra bensì il nostro rapporto con il reale e con l’altro;Insomma lo scuorno è un’invito pensare di più che la nostra coscienza ci fa ogni qualvolta siamo presi dalla “diarrea” emotiva(facebook) e/o opportunistica(tg1).
    Forse lo scuorno m’è mancato proprio a me nel scrivere questa dissertazione!
    Che scuorno!

  • LIVIA

    Condivido il tuo punto di vista. Hai elegantemente esposto ciò che mi ero riservata in seguito di dire posto che, al momento, mi sento ancora turbata dalla mediocrità e l’autocelebrazione di alcuni utenti di facebook. Ad ogni modo, riflettendo bene, le persone che hanno dimostrato di avere queste non-qualità, sono le persone che già avevo giudicato come inopportune. Valga lo stesso per i personaggi politici e trasmissioni televisive. In sintesi non sono meravigliata affatto, ma inevitabilmente disgustata.

  • LIVIA

    Condivido il tuo punto di vista. Hai elegantemente esposto ciò che mi ero riservata in seguito di dire posto che, al momento, mi sento ancora turbata dalla mediocrità e l’autocelebrazione di alcuni utenti di facebook. Ad ogni modo, riflettendo bene, le persone che hanno dimostrato di avere queste non-qualità, sono le persone che già avevo giudicato come inopportune. Valga lo stesso per i personaggi politici e trasmissioni televisive. In sintesi non sono meravigliata affatto, ma inevitabilmente disgustata.

  • Francesca

    Stiamo sempre lì… Col nostro pensiero Occidentale… a districarci tra le dicotomie Vita/Morte, Bene/Male… é così che i nostri comportamenti stanno o da una parte o dall’altra… O almeno questo è quello che vogliono farci credere… E poi c’è il Web 2.0… c’è chi lo usa “bene” e chi lo usa “male”, in cui c’è il vero o c’è il falso, in cui o si è reale o si è virtuale…
    Leggendo il post di Alex mi è venuto in mente questo… su ogni argomento trattato c’è il Lato A e il Lato B, c’è Facebook con la sua fase utile e il suo eccesso osceno, ci sono i gregari dei gruppi strazianti dal fiocco nero e coloro che rimangono soliti utenti giornalieri che non si fanno scalfire troppo dagli eventi della “vita reale” (ovviamente lo virgoletto)…
    Poi c’è il TG1… con overload e ridondanza di notizie ascoltate centinaia di volte, ma c’è anche il TG1 del surreale elogio dell’audience…
    C’è l’uomo malinconico e c’è l’eccesso di vita… Ci sono le fazioni di giornalisti… 2 fazioni… una pro qualcosa e una contro quel qualcosa…
    Non riesco davvero a capire il perché vengano palesati solo il lato A e il Lato B… In mezzo cosa c’è? Suppongo un continuum… di informazione, di collaborazione, di collettività e connettività…Ci sono milioni di strade, di risposte… Il web 2.0 potrebbe aiutarci… Ma c’è chi l’ha capito e chi no…

  • Francesca

    Stiamo sempre lì… Col nostro pensiero Occidentale… a districarci tra le dicotomie Vita/Morte, Bene/Male… é così che i nostri comportamenti stanno o da una parte o dall’altra… O almeno questo è quello che vogliono farci credere… E poi c’è il Web 2.0… c’è chi lo usa “bene” e chi lo usa “male”, in cui c’è il vero o c’è il falso, in cui o si è reale o si è virtuale…
    Leggendo il post di Alex mi è venuto in mente questo… su ogni argomento trattato c’è il Lato A e il Lato B, c’è Facebook con la sua fase utile e il suo eccesso osceno, ci sono i gregari dei gruppi strazianti dal fiocco nero e coloro che rimangono soliti utenti giornalieri che non si fanno scalfire troppo dagli eventi della “vita reale” (ovviamente lo virgoletto)…
    Poi c’è il TG1… con overload e ridondanza di notizie ascoltate centinaia di volte, ma c’è anche il TG1 del surreale elogio dell’audience…
    C’è l’uomo malinconico e c’è l’eccesso di vita… Ci sono le fazioni di giornalisti… 2 fazioni… una pro qualcosa e una contro quel qualcosa…
    Non riesco davvero a capire il perché vengano palesati solo il lato A e il Lato B… In mezzo cosa c’è? Suppongo un continuum… di informazione, di collaborazione, di collettività e connettività…Ci sono milioni di strade, di risposte… Il web 2.0 potrebbe aiutarci… Ma c’è chi l’ha capito e chi no…

  • Onlycecilia

    Grazie Galahad perche’ non avrei saputo esprimere altrettanto bene la mia reazione al post di Alex. D’accordo al 100%!

  • Onlycecilia

    Grazie Galahad perche’ non avrei saputo esprimere altrettanto bene la mia reazione al post di Alex. D’accordo al 100%!

  • zia Jane

    Che dire….cio’ che mi fa disperare di piu’ e’ il disegno piu’ ampio nel quale siamo tutti racchiusi ed imprigionati….trainati da un’educazione, informazione, terrorismo, intenzione…..tutto cio’ che influenza il percorso di vita di un uomo ….che ha come scopo quello di rubare la nostra liberta’ o anche solo un desiderio di liberta’….di personalizzazione della nostra esistenza….
    il terrore e’ l’arma piu’ forte per il controllo delle masse e viene SEMPRE utilizzato stuna mossa strategicamente da chi governa non l’Italia, (Berlusconi e’ una pedina, un’attore) ma il mondo….

    Io consiglio di dare un’occhiata al sito del ricercatore DAVID ICKE..per valutare nuove percezioni della realta’….
    spero tanto che il mio album “Read Through Lies” (Leggi tra le bugie) dara’ un piccolo contributo al mio desiderio di conservare anche solo un briciolo di liberta’, coscienza e condivisione….un bacio!

  • zia Jane

    Che dire….cio’ che mi fa disperare di piu’ e’ il disegno piu’ ampio nel quale siamo tutti racchiusi ed imprigionati….trainati da un’educazione, informazione, terrorismo, intenzione…..tutto cio’ che influenza il percorso di vita di un uomo ….che ha come scopo quello di rubare la nostra liberta’ o anche solo un desiderio di liberta’….di personalizzazione della nostra esistenza….
    il terrore e’ l’arma piu’ forte per il controllo delle masse e viene SEMPRE utilizzato stuna mossa strategicamente da chi governa non l’Italia, (Berlusconi e’ una pedina, un’attore) ma il mondo….

    Io consiglio di dare un’occhiata al sito del ricercatore DAVID ICKE..per valutare nuove percezioni della realta’….
    spero tanto che il mio album “Read Through Lies” (Leggi tra le bugie) dara’ un piccolo contributo al mio desiderio di conservare anche solo un briciolo di liberta’, coscienza e condivisione….un bacio!

  • http://studiograssi.eu dimitri

    Ciao Alex,

    la mia era solo una osservazione al tuo discorso in generale, assolutamente non vi considero dei moralizzatori ; ) direi che lo spirito della mia osservazione lo ha reso ancora meglio @Galahad con cui concordo in pieno.

    Anyway, la discussione dimostra che nel bene e nel male la partecipazione collettiva seppur in diverse modalità e tinte porta sempre a qualcosa di buono.

    Complimenti come sempre.

  • http://studiograssi.eu dimitri

    Ciao Alex,

    la mia era solo una osservazione al tuo discorso in generale, assolutamente non vi considero dei moralizzatori ; ) direi che lo spirito della mia osservazione lo ha reso ancora meglio @Galahad con cui concordo in pieno.

    Anyway, la discussione dimostra che nel bene e nel male la partecipazione collettiva seppur in diverse modalità e tinte porta sempre a qualcosa di buono.

    Complimenti come sempre.

  • http://ruotalibera.wordpress.com Dr. Jumper

    hai centrato in pieno la questione, anche se aggiungerei una cosa.
    E’ quell’attrazione verso le disgrazie altrui, verso le lacrime facili, verso la morte e la distruzione, che gli italiani (spinti dai media) hanno.
    Tutto questo nel tempo, non ha fatto altro che trasferirsi dai bar ai media, e dai media a internet, all’affannata ricerca dell’ultima foto rubata da qualche sito da inserire su facebook, dove tutto sembra un gioco, tutto sembra finto (il paragone a Matrix è azzeccatissimo). E così una tragedia diventa un mezzo per raggiungere l’obettivo del gruppo più numeroso o dello speciale in prima serata più visto… SIGH!

  • http://ruotalibera.wordpress.com Dr. Jumper

    hai centrato in pieno la questione, anche se aggiungerei una cosa.
    E’ quell’attrazione verso le disgrazie altrui, verso le lacrime facili, verso la morte e la distruzione, che gli italiani (spinti dai media) hanno.
    Tutto questo nel tempo, non ha fatto altro che trasferirsi dai bar ai media, e dai media a internet, all’affannata ricerca dell’ultima foto rubata da qualche sito da inserire su facebook, dove tutto sembra un gioco, tutto sembra finto (il paragone a Matrix è azzeccatissimo). E così una tragedia diventa un mezzo per raggiungere l’obettivo del gruppo più numeroso o dello speciale in prima serata più visto… SIGH!

  • http://www.cupido.it cupido

    Ciao Alex, stavo ascoltando le drammatiche notizie del terremoto ed ho assistito haimè in diretta a questa cosa del TG1 che con eufemismo definisco di PESSIMO gusto e mai sentita che ricordi in un TG di stato, almeno nelle medesime condizioni!

    Mentre ascoltavo, non credevo a quello che stavano dicendo e pensavo questi si sono BEVUTI il cervello, va bene anche il cinismo, che rasenta spesso l’insensibilità, di tanti giornalisti che sono sui luoghi terremotati, ma questa COMUNICAZIONE DI SERVIZIO che non ha niente di sociale, è davvero fuoriluogo ed offende tutti sia chi ascolta ma soprattutto tutti coloro che stanno vivendo questo dramma.

    Una sola parola su chi a deciso di mandare in onda questo comunicato e su tutta la vicenda: UNO SCHIFO!

    Mentana si dimette da Matrix per la mancata puntata sul caso Englaro, il TG1 predilige sciorinare numeri e statistiche….io mi chiedo ma le PERSONE dove sono andate a finire?..e la SENSIBILITA’?

  • http://www.cupido.it cupido

    Ciao Alex, stavo ascoltando le drammatiche notizie del terremoto ed ho assistito haimè in diretta a questa cosa del TG1 che con eufemismo definisco di PESSIMO gusto e mai sentita che ricordi in un TG di stato, almeno nelle medesime condizioni!

    Mentre ascoltavo, non credevo a quello che stavano dicendo e pensavo questi si sono BEVUTI il cervello, va bene anche il cinismo, che rasenta spesso l’insensibilità, di tanti giornalisti che sono sui luoghi terremotati, ma questa COMUNICAZIONE DI SERVIZIO che non ha niente di sociale, è davvero fuoriluogo ed offende tutti sia chi ascolta ma soprattutto tutti coloro che stanno vivendo questo dramma.

    Una sola parola su chi a deciso di mandare in onda questo comunicato e su tutta la vicenda: UNO SCHIFO!

    Mentana si dimette da Matrix per la mancata puntata sul caso Englaro, il TG1 predilige sciorinare numeri e statistiche….io mi chiedo ma le PERSONE dove sono andate a finire?..e la SENSIBILITA’?

  • http://scienzamarcia.blogspot.com/2009/04/in-attesa-di-scrivere-un-articolo-sulle.html 2012

    credo che il terremoto sia stato indotto artificialmente per distogliere l’attenzione della “massa” dagli avvenimenti reali che stanno accadendo nel mondo ed in italia. guardacaso l’epicentro del terremoto è vicino al centro di fisica del gran sasso (Assergi AQ). questo centro è collegato da una galleria sotterranea, direttamente con con ginevra (una galleria di 730 km).Qualcuno ha parlato degli “eventuali danni” subiti da questo laboratorio?
    come mai proprio una persona che lavorava li dentro ha dato l’allarme (ignorato)?
    e se avessero fatto qualche “cazzata atomica”?
    buuu…
    Ed in Italia che fanno….ci intontiscono di informazioni (tra l’altro anche false perchè sulla rete si dice che i morti sono + di 1000)ci distraggono. la cosa ancora + assurda è ke anche i + cinici bastardi di questa nazione , imporovvisamente si riscoprono buonisti, fanno donazioni, vorrebbero partire adesso per aiutare la popolazione abruzzese e poi se trovano un poveraccio sotto casa magari gli pisciano pure in testa….un paese ipocrita….poi altra storia….gli stranieri senza permesso di soggiorno che vivono in abruzzo…naturalmente non si possono identificare perchè non c’è traccia di loro…quaocuno ne ha parlato? zero

    aprite gli occhi e spegnete quella scatola maligna chiamata tv!

  • http://scienzamarcia.blogspot.com/2009/04/in-attesa-di-scrivere-un-articolo-sulle.html 2012

    credo che il terremoto sia stato indotto artificialmente per distogliere l’attenzione della “massa” dagli avvenimenti reali che stanno accadendo nel mondo ed in italia. guardacaso l’epicentro del terremoto è vicino al centro di fisica del gran sasso (Assergi AQ). questo centro è collegato da una galleria sotterranea, direttamente con con ginevra (una galleria di 730 km).Qualcuno ha parlato degli “eventuali danni” subiti da questo laboratorio?
    come mai proprio una persona che lavorava li dentro ha dato l’allarme (ignorato)?
    e se avessero fatto qualche “cazzata atomica”?
    buuu…
    Ed in Italia che fanno….ci intontiscono di informazioni (tra l’altro anche false perchè sulla rete si dice che i morti sono + di 1000)ci distraggono. la cosa ancora + assurda è ke anche i + cinici bastardi di questa nazione , imporovvisamente si riscoprono buonisti, fanno donazioni, vorrebbero partire adesso per aiutare la popolazione abruzzese e poi se trovano un poveraccio sotto casa magari gli pisciano pure in testa….un paese ipocrita….poi altra storia….gli stranieri senza permesso di soggiorno che vivono in abruzzo…naturalmente non si possono identificare perchè non c’è traccia di loro…quaocuno ne ha parlato? zero

    aprite gli occhi e spegnete quella scatola maligna chiamata tv!

  • Paolo Semiotica

    Ringrazio Alex per il post, perchè pone l’accento su una questione delicata e sulla quale prima o poi bisognava cominciare a parlare, ossia lo sciacallaggio mediatico. Si tratta di uno sciacallaggio che mi è ben più chiaro ed evidente rispetto a quello analogo riservato ad altre tragedia (11 settembre in primis) perchè oggi sono un po’ più maturo, più consapevole, meno ingenuo e meno disposto a farmi prendere per i fondelli dai media. Ed è uno sciacallaggio al quale, purtroppo non si sottrae nemmeno il web 2.0. Certo è difficile trovare la giusta linea di confine tra legittime conversazioni e inappropriate ostentazioni. Sono però d’accordo con Alex e dico che questo confine esiste, basta utilizzare il web in modo intelligente.
    Allora io dico “sì” agli stati di facebook che riportano indicazioni su come aiutare i soccorsi, su come donare il sangue e su come rendersi utili in qualunque modo. Dico “Sì” alle informazioni intempo reale su quanto accade in Abruzzo. Dico “sì” ad un utilizzo intelligente delle potenzialità virali di Facebook. Dico però “no” ai gruppi, alle catene, alle immagini corredate di frasi melliflue e a tutte quelle ostentazioni di tristezza che, ahinoi, non servono a nulla e troppo assomigliano all’opera di quello stormno di avvoltoi di cui il Tg1 si è eretto a portavoce.

  • Paolo Semiotica

    Ringrazio Alex per il post, perchè pone l’accento su una questione delicata e sulla quale prima o poi bisognava cominciare a parlare, ossia lo sciacallaggio mediatico. Si tratta di uno sciacallaggio che mi è ben più chiaro ed evidente rispetto a quello analogo riservato ad altre tragedia (11 settembre in primis) perchè oggi sono un po’ più maturo, più consapevole, meno ingenuo e meno disposto a farmi prendere per i fondelli dai media. Ed è uno sciacallaggio al quale, purtroppo non si sottrae nemmeno il web 2.0. Certo è difficile trovare la giusta linea di confine tra legittime conversazioni e inappropriate ostentazioni. Sono però d’accordo con Alex e dico che questo confine esiste, basta utilizzare il web in modo intelligente.
    Allora io dico “sì” agli stati di facebook che riportano indicazioni su come aiutare i soccorsi, su come donare il sangue e su come rendersi utili in qualunque modo. Dico “Sì” alle informazioni intempo reale su quanto accade in Abruzzo. Dico “sì” ad un utilizzo intelligente delle potenzialità virali di Facebook. Dico però “no” ai gruppi, alle catene, alle immagini corredate di frasi melliflue e a tutte quelle ostentazioni di tristezza che, ahinoi, non servono a nulla e troppo assomigliano all’opera di quello stormno di avvoltoi di cui il Tg1 si è eretto a portavoce.

  • Picchio

    WOW! son dovuto andare fin sotto per trovare qualcosa minimamente interessante…

    Mi piacciono le teorie di quest’ultimo…vere o false che sono, almeno vanno aldilà della ca… di osservare cosa fanno o non fanno gli altri…

  • Picchio

    WOW! son dovuto andare fin sotto per trovare qualcosa minimamente interessante…

    Mi piacciono le teorie di quest’ultimo…vere o false che sono, almeno vanno aldilà della ca… di osservare cosa fanno o non fanno gli altri…

  • http://www.ninjamarketing.it Kemestry

    Penso che Paolo Semiotica abbia compreso più di tutti il senso del post di Alex…

  • http://www.ninjamarketing.it Kemestry

    Penso che Paolo Semiotica abbia compreso più di tutti il senso del post di Alex…

  • http://www.lavoratorio.it Jobob

    Credo di essere d’accordo su tutto. E sottolineo CREDO, perché malgrado una laurea, vent’anni di giornalismo e qualche direzione di mezzi di comunicazione, ho grosse difficoltà a seguire il discorso.
    Alex, perché non provi a scrivere più semplice? ne guadagnrebbero i tuoi lettori ma, soprattutto, ne guadagneresti tu…
    Grazie communque per la tua riflessione

  • http://www.lavoratorio.it Jobob

    Credo di essere d’accordo su tutto. E sottolineo CREDO, perché malgrado una laurea, vent’anni di giornalismo e qualche direzione di mezzi di comunicazione, ho grosse difficoltà a seguire il discorso.
    Alex, perché non provi a scrivere più semplice? ne guadagnrebbero i tuoi lettori ma, soprattutto, ne guadagneresti tu…
    Grazie communque per la tua riflessione

  • http://www.ilriccio.eu Il Riccio

    Facebook e simili ci consentono di esprimerci quando vogliamo, e noi siamo più propensi a farlo quando siamo nel pieno dell’onda emotiva. E l’ipocrisia è concimata dall’emozione.
    Credo che i tg non si siano ben resi conto che l’informazione è veramente 2.0. Come per i prodotti, mi fido più della parola, anzi del video di un amico (meglio, di un mio pari), che non dell’informazione ufficiale.
    Lasciando perdere la carta stampata, ritardataria per struttura in casi come questi, abbiamo avuto molte più informazioni da Fb che dai telegiornali. Credo che questa vicenda segni l’inizio del declino dell’informazione del Novecento. In rete si sono reperite informazioni più vere e più recenti.
    Viralavatar (nel suo status) scrive che è stato l’evento + virale della storia del web italiano: mi pare vero.
    Il tg1 ha fatto una figura patetica che forse manco loro si sono resi conto. Si confrontano con gli altri tg, non con gli altri mezzi d’informazione. Una presunzione disarmante.

    Un altro esempio è quello del video dei poliziotti che pestano il passante al Gtroppi di Londra. Cassati. Ho solo la certezza che i sistemi per manipolare anche queste verità, o una semplice, rozza censura non tarderanno ad arrivare, sempre che già non ci siano e non ce ne siamo ancora accorti, almeno io.

    La partecipazione al dramma aquilano è stata forte, impulsiva. L’immediatezza, la contemporaneità al fatto ti rendono la cosa più vera, tu in effetti ci sei. Ma domani saremo presi da altri fatti, spero meno gravi, e le nostre emozioni saranno dedicate ad essi.
    Troppe informazioni intasano la memoria.

  • http://www.ilriccio.eu Il Riccio

    Facebook e simili ci consentono di esprimerci quando vogliamo, e noi siamo più propensi a farlo quando siamo nel pieno dell’onda emotiva. E l’ipocrisia è concimata dall’emozione.
    Credo che i tg non si siano ben resi conto che l’informazione è veramente 2.0. Come per i prodotti, mi fido più della parola, anzi del video di un amico (meglio, di un mio pari), che non dell’informazione ufficiale.
    Lasciando perdere la carta stampata, ritardataria per struttura in casi come questi, abbiamo avuto molte più informazioni da Fb che dai telegiornali. Credo che questa vicenda segni l’inizio del declino dell’informazione del Novecento. In rete si sono reperite informazioni più vere e più recenti.
    Viralavatar (nel suo status) scrive che è stato l’evento + virale della storia del web italiano: mi pare vero.
    Il tg1 ha fatto una figura patetica che forse manco loro si sono resi conto. Si confrontano con gli altri tg, non con gli altri mezzi d’informazione. Una presunzione disarmante.

    Un altro esempio è quello del video dei poliziotti che pestano il passante al Gtroppi di Londra. Cassati. Ho solo la certezza che i sistemi per manipolare anche queste verità, o una semplice, rozza censura non tarderanno ad arrivare, sempre che già non ci siano e non ce ne siamo ancora accorti, almeno io.

    La partecipazione al dramma aquilano è stata forte, impulsiva. L’immediatezza, la contemporaneità al fatto ti rendono la cosa più vera, tu in effetti ci sei. Ma domani saremo presi da altri fatti, spero meno gravi, e le nostre emozioni saranno dedicate ad essi.
    Troppe informazioni intasano la memoria.

  • http://funkydildo.splinder.com jacopo novembre

    basta con le speculazioni di chiunque siano.
    Daniela e Felicia sono andati? bene per loro e magari nessuna partecipazione, le donazioni si fanno senza secondi fini, ognuno faccia quello che si sente.
    che si razionalizzino le meccaniche dei soccorsi ma non si parli più di morti o seppelliti.
    bisogna solo lasciare seppellire i propri morti a chi in questo momento sta male, nel silenzio.
    aberrante il servizio del Tg1

  • http://funkydildo.splinder.com jacopo novembre

    basta con le speculazioni di chiunque siano.
    Daniela e Felicia sono andati? bene per loro e magari nessuna partecipazione, le donazioni si fanno senza secondi fini, ognuno faccia quello che si sente.
    che si razionalizzino le meccaniche dei soccorsi ma non si parli più di morti o seppelliti.
    bisogna solo lasciare seppellire i propri morti a chi in questo momento sta male, nel silenzio.
    aberrante il servizio del Tg1

  • http://www.ouryourmarketing.it Kamatari

    Che dire, arrivato a questo punto…la questione è stata più che sviscerata da chi, vedo con piacere, ha partecipato attivamente al tuo post, Alex! Io credo, come altri, che il 2.0 abbia grosse potenzialità (in parte già espresse, in parte ancora da esprimere), ma il punto è SAPERLE UTILIZZARE AL MEGLIO, SAPERLE COGLIERE E SFRUTTARE. Fino a poco tempo fa tutti erano contenti di FB (e simili) per la capacità di networking e comunicazione che dava in mano ad ogni cibernauta, oggi qui riflettiamo su quanto successo. Ma mi domando: il problema è il 2.0 o chi lo usa (anzi…chi non sa usarlo)??

    Un abbraccio a tutti i ninja, spero di rivedervi presto.

    Manu (alias Kamatari)

  • http://www.ouryourmarketing.it Kamatari

    Che dire, arrivato a questo punto…la questione è stata più che sviscerata da chi, vedo con piacere, ha partecipato attivamente al tuo post, Alex! Io credo, come altri, che il 2.0 abbia grosse potenzialità (in parte già espresse, in parte ancora da esprimere), ma il punto è SAPERLE UTILIZZARE AL MEGLIO, SAPERLE COGLIERE E SFRUTTARE. Fino a poco tempo fa tutti erano contenti di FB (e simili) per la capacità di networking e comunicazione che dava in mano ad ogni cibernauta, oggi qui riflettiamo su quanto successo. Ma mi domando: il problema è il 2.0 o chi lo usa (anzi…chi non sa usarlo)??

    Un abbraccio a tutti i ninja, spero di rivedervi presto.

    Manu (alias Kamatari)

  • http://www.socialmediamarketing.it Jose

    @Kamatari
    Non dovrebbe servire una laura per saper usare il web 2.0. Un video famoso diceva “the machine is using us…”. Dovrebbe essere un rapporto fondato sulla naturalezza non sulla capacità di gestione.
    Se proprio deve esserci un problema è che il 2.0 possono usarli tutti e l’elite internettiana del decennio scorso diventa massa. Quindi è inevitabile che accada ciò che accade.

    Secondo Bauman la partecipazione on-line deresponsabilizza e scarica dal senso di colpa.
    Il senso di colpa di molti (anche il mio) è stato scaricato su facebook e sul mio blog personale.
    Di concreto ho fatto la spesa insieme ad una mia amica. Ma quello che si può fare non è mai abbastanza, lo sappiamo bene.
    Il web 2.0 dovrebbe avere come unico compito quello di migliorare le relazioni e fare in modo che prendano vita nel reale.
    Se qualcosa, dal web 2.0, ha preso vita nel reale abruzzese, allora, sono contento.

  • http://www.socialmediamarketing.it Jose

    @Kamatari
    Non dovrebbe servire una laura per saper usare il web 2.0. Un video famoso diceva “the machine is using us…”. Dovrebbe essere un rapporto fondato sulla naturalezza non sulla capacità di gestione.
    Se proprio deve esserci un problema è che il 2.0 possono usarli tutti e l’elite internettiana del decennio scorso diventa massa. Quindi è inevitabile che accada ciò che accade.

    Secondo Bauman la partecipazione on-line deresponsabilizza e scarica dal senso di colpa.
    Il senso di colpa di molti (anche il mio) è stato scaricato su facebook e sul mio blog personale.
    Di concreto ho fatto la spesa insieme ad una mia amica. Ma quello che si può fare non è mai abbastanza, lo sappiamo bene.
    Il web 2.0 dovrebbe avere come unico compito quello di migliorare le relazioni e fare in modo che prendano vita nel reale.
    Se qualcosa, dal web 2.0, ha preso vita nel reale abruzzese, allora, sono contento.

  • http://www.ninjamarketing.it/2009/04/10/buona-pasqua-2/ Buona Pasqua » Marketing Non-Convenzionale

    [...] ringraziamo per il gustoso dibattito che si è aperto qui. Vi lasciamo con i nostri auguri di Buona Pasqua a Vespe e sciacalli vari, ci vediamo dopo le [...]

  • Effediem

    Ma come sperare che attraverso un ‘mezzo’ che ha una natura che è fatta di gioco e invita al gioco ci si possa appropriare del reale? Tutto procede nella direzione che allontana dal reale. E’ questo ciò che l’essere umano cerca, in fondo…

    Ef

  • Effediem

    Ma come sperare che attraverso un ‘mezzo’ che ha una natura che è fatta di gioco e invita al gioco ci si possa appropriare del reale? Tutto procede nella direzione che allontana dal reale. E’ questo ciò che l’essere umano cerca, in fondo…

    Ef

  • Iraki

    Un passaggio mi pare veramente centrato, quello della soggettivizzazione, che è molto vicino a quello della relativizzazione, per cui ogni cosa è relativa e dipendente dal mio (tuo, suo) punto di vista. Cosa amplificata dalla rete. Comunque, questa vituperata sicurezza sembra essere un bene rifugio di un relativismo (individualismo, soggettivizzazione) che si spaventa quando i suoi punti di riferimento vengono meno e ci viene chiesto di metterci in gioco.La realtà non è modulabile, ma una presenza degna di essere vissuta sempre, sia che si chiami Eluana o l’Aquila o il vicino sotto casa. Per questo, non dovremmo essere noi la misura di tutte le cose. Pasqua viene anche per questo.

  • Iraki

    Un passaggio mi pare veramente centrato, quello della soggettivizzazione, che è molto vicino a quello della relativizzazione, per cui ogni cosa è relativa e dipendente dal mio (tuo, suo) punto di vista. Cosa amplificata dalla rete. Comunque, questa vituperata sicurezza sembra essere un bene rifugio di un relativismo (individualismo, soggettivizzazione) che si spaventa quando i suoi punti di riferimento vengono meno e ci viene chiesto di metterci in gioco.La realtà non è modulabile, ma una presenza degna di essere vissuta sempre, sia che si chiami Eluana o l’Aquila o il vicino sotto casa. Per questo, non dovremmo essere noi la misura di tutte le cose. Pasqua viene anche per questo.

  • http://www.francescaferrara.net/?p=966 Easter EarthQuake | Capricci d’inchiostro

    [...] E’ Sabato santo  e questo cappelletto di introduzione è un estratto di un bellissimo post scritto da Alex Giordano e pubblicato su NM. [...]

  • mila spicola

    ti parlo da donna antica.
    di quelle che avevano pomeriggi estivi lunghissimi in cui la noia era una cifra meravigliosamente reale, in cui leggere o pensare diventava fisicamente l’ “ozio” splendido in cui maturare i caratteri.
    ci sarebbero fiumi di considerazioni su quello che hai scritto: dal “ma sai anche prima era così” (come non pensare alle cronache sottilmente e magistralmente “premediatiche” descritte in alcune pagine di plauto o anche di manzoni) al “essì..che strano mondo e che strana società ci si svolge sotto gli occhi”, che strano baraccone di persone che fanno di tutto per esserci, nessuno, compresi te e me, in senso buono, adesso, per parlarne, in senso meno buono, per apparire. COme ogni cosa: sono la modulazione del comportamento e la consapevolezza del gesto a salvarci. Lo facciamo ma ne siamo consapevoli, e ci salviamo, altri lo fanno nell’inconsapevolezza e si condannano.

    i grandi fatti mediatici sono così: partono da un germe solitario e notturno in cui chi ha la fortuna di trovarsi assiste a un attimo di storia e poi sfugge, si ingigantisce, si “blobizza” all’infinito. E allora vien meglio chiudersi il giudizio. Chiudere le persiane e non cedere al brusio. O cedervi sapendolo.
    Mi ricordo. Era un giovedì sera e tornavo a casa dopo il cinema a roma, erano circa le 22.20..2 30. io abito a 300 m da piazza san peitro e quella sera vidi un mucchietto di persone in ginocchio con delle candele. Capita, ma non a quell’ora ..e dei poliziotti. Mi sono avvicinata per naturale curiosità. “il papa sta male, è peggiorato, forse sta morendo” e piangevano. e c’era in quei pochi centimetri quadrati di aria la storia viva e respirabile, perchè in quell0′istante il tempo si ferma, tu ti senti vicino come mai a qualche sconosciuto che piange di sincerità. Io non credo ma mi misi un pò in ginocchio..qualche minuto, con loro e l’aria era sacra, non mi vergogno a dirlo. DI lì a poco si sarebbe scatenato il più grande fenomeno mediatico d’inizio secolo. E io dopo due giorni scappai da casa per fuggire dal circo che si stava alzando dalla marea enorme di corpi meccanici che vedevo arrivare da tutto il mondo. e tutte le telvisioni e i giornali e il caos. eppure, la notte dei funerali tornai a casa per prendere un cambio. difficilissimo. non riuscivo a passare per i corpi distesi nei sacchi a pelo, a mucchi, di tutte le età e io vedevo solo vecchiette anzianissime e giovani madri con neonati appena nati e mi venne naturale una rabbia interna e l’invito a farne salire alcune a casa. ho un terrazzo, potevano usare un bagno scaldare un pò di latte per i bimbi.
    e allora ti dimentichi le considerazione e i fastidi dell0intelletto, perchè di nuovo quell’attimo di umanità diventa solido nell’aria che riesci a costruire.

  • mila spicola

    ti parlo da donna antica.
    di quelle che avevano pomeriggi estivi lunghissimi in cui la noia era una cifra meravigliosamente reale, in cui leggere o pensare diventava fisicamente l’ “ozio” splendido in cui maturare i caratteri.
    ci sarebbero fiumi di considerazioni su quello che hai scritto: dal “ma sai anche prima era così” (come non pensare alle cronache sottilmente e magistralmente “premediatiche” descritte in alcune pagine di plauto o anche di manzoni) al “essì..che strano mondo e che strana società ci si svolge sotto gli occhi”, che strano baraccone di persone che fanno di tutto per esserci, nessuno, compresi te e me, in senso buono, adesso, per parlarne, in senso meno buono, per apparire. COme ogni cosa: sono la modulazione del comportamento e la consapevolezza del gesto a salvarci. Lo facciamo ma ne siamo consapevoli, e ci salviamo, altri lo fanno nell’inconsapevolezza e si condannano.

    i grandi fatti mediatici sono così: partono da un germe solitario e notturno in cui chi ha la fortuna di trovarsi assiste a un attimo di storia e poi sfugge, si ingigantisce, si “blobizza” all’infinito. E allora vien meglio chiudersi il giudizio. Chiudere le persiane e non cedere al brusio. O cedervi sapendolo.
    Mi ricordo. Era un giovedì sera e tornavo a casa dopo il cinema a roma, erano circa le 22.20..2 30. io abito a 300 m da piazza san peitro e quella sera vidi un mucchietto di persone in ginocchio con delle candele. Capita, ma non a quell’ora ..e dei poliziotti. Mi sono avvicinata per naturale curiosità. “il papa sta male, è peggiorato, forse sta morendo” e piangevano. e c’era in quei pochi centimetri quadrati di aria la storia viva e respirabile, perchè in quell0′istante il tempo si ferma, tu ti senti vicino come mai a qualche sconosciuto che piange di sincerità. Io non credo ma mi misi un pò in ginocchio..qualche minuto, con loro e l’aria era sacra, non mi vergogno a dirlo. DI lì a poco si sarebbe scatenato il più grande fenomeno mediatico d’inizio secolo. E io dopo due giorni scappai da casa per fuggire dal circo che si stava alzando dalla marea enorme di corpi meccanici che vedevo arrivare da tutto il mondo. e tutte le telvisioni e i giornali e il caos. eppure, la notte dei funerali tornai a casa per prendere un cambio. difficilissimo. non riuscivo a passare per i corpi distesi nei sacchi a pelo, a mucchi, di tutte le età e io vedevo solo vecchiette anzianissime e giovani madri con neonati appena nati e mi venne naturale una rabbia interna e l’invito a farne salire alcune a casa. ho un terrazzo, potevano usare un bagno scaldare un pò di latte per i bimbi.
    e allora ti dimentichi le considerazione e i fastidi dell0intelletto, perchè di nuovo quell’attimo di umanità diventa solido nell’aria che riesci a costruire.

  • Vivi

    Io sono di Teramo e la mia provincia, benchè inclusa nell’area del terremoto (da noi si balla per bene quando ci sono le scosse)fa parte di quell’area fortunata che non conta danni seri.
    Da parte mia posso dirti che non ho apprezzato molte cose che ho visto su Fb in questi giorni,ma che io, come tanti miei amici, abbiamo utilizzato FB per agevolare la raccolta di generi di prima necessità e di forze…ed ha avuto la sua utilità…
    Come sempre la vera utilità non dipende dallo strumento, ma da chi lo usa!!!!!!!!!!!

  • Vivi

    Io sono di Teramo e la mia provincia, benchè inclusa nell’area del terremoto (da noi si balla per bene quando ci sono le scosse)fa parte di quell’area fortunata che non conta danni seri.
    Da parte mia posso dirti che non ho apprezzato molte cose che ho visto su Fb in questi giorni,ma che io, come tanti miei amici, abbiamo utilizzato FB per agevolare la raccolta di generi di prima necessità e di forze…ed ha avuto la sua utilità…
    Come sempre la vera utilità non dipende dallo strumento, ma da chi lo usa!!!!!!!!!!!

  • http://www.ninjamarketing.it/2009/04/27/social-network-revolution-quando-la-protesta-corre-sulla-rete/ Social Network Revolution – Quando la protesta corre sulla Rete | Marketing Non Convenzionale – Ninja Marketing

    [...] Che i Social Network stiano cambiando le nostre abitudini è un dato di fatto evidente per chiunque li utilizzi un minimo. Che essi stiano anche modificando il nostro modo di percepire il mondo e ricevere informazioni su di esso è chiaramente dimostrato dagli ultimi fatti di cronaca (per l’Italia basti pensare al terremoto in Abruzzo). [...]

  • http://www.ninjamarketing.it/2010/01/08/microcredito-via-web-per-aiutare-la-ripresa-in-abruzzo/ Microcredito via web per aiutare la ripresa in Abruzzo | Marketing Non Convenzionale – Ninja Marketing

    [...] Aprile dello scorso anno quando l’Abruzzo veniva colpito da un terribile evento sismico. Le conseguenze, oltre che tragiche dal punto di vista umano, continuano a riguadare anche la vita [...]

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