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> <channel><title>Commenti a: Le due facce del WOM: dati e riflessioni sul suo valore nelle strategie di marketing e comunicazione del brand</title> <atom:link href="http://www.ninjamarketing.it/2008/11/21/le-due-facce-del-wom-dati-e-riflessioni-sul-suo-valore-nelle-strategie-di-marketing-e-comunicazione-del-brand/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.ninjamarketing.it/2008/11/21/le-due-facce-del-wom-dati-e-riflessioni-sul-suo-valore-nelle-strategie-di-marketing-e-comunicazione-del-brand/</link> <description>Social Media, Marketing, Viral, Business, Innovation</description> <lastBuildDate>Sat, 11 Feb 2012 02:19:48 +0000</lastBuildDate> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator> <item><title>Di: fight club soap t-shirt</title><link>http://www.ninjamarketing.it/2008/11/21/le-due-facce-del-wom-dati-e-riflessioni-sul-suo-valore-nelle-strategie-di-marketing-e-comunicazione-del-brand/comment-page-1/#comment-27817</link> <dc:creator>fight club soap t-shirt</dc:creator> <pubDate>Sat, 21 Jan 2012 05:08:41 +0000</pubDate> <guid
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isPermaLink="false">http://www.ninjamarketing.it/?p=4842#comment-7986</guid> <description>[...] proprio per l&#8217;alta targettizzazione che crea i presupposti per lo step successivo: un word-of-mouth diretto a insiemi di gruppi sociali recettivi al messaggio proposto. In questo contesto è il [...]</description> <content:encoded><![CDATA[<p>[...] proprio per l&#8217;alta targettizzazione che crea i presupposti per lo step successivo: un word-of-mouth diretto a insiemi di gruppi sociali recettivi al messaggio proposto. In questo contesto è il [...]</p> ]]></content:encoded> </item> <item><title>Di: DR_WHO &#187; Blog Archive &#187; Il valore del WOM</title><link>http://www.ninjamarketing.it/2008/11/21/le-due-facce-del-wom-dati-e-riflessioni-sul-suo-valore-nelle-strategie-di-marketing-e-comunicazione-del-brand/comment-page-1/#comment-7887</link> <dc:creator>DR_WHO &#187; Blog Archive &#187; Il valore del WOM</dc:creator> <pubDate>Fri, 28 Nov 2008 05:18:22 +0000</pubDate> <guid
isPermaLink="false">http://www.ninjamarketing.it/?p=4842#comment-7887</guid> <description>[...] in post un mio commento ad un articolo sul WOM che i Ninja hanno messo online. L&#8217;interrogativo che Ninjamarketing pone è sul valore del [...]</description> <content:encoded><![CDATA[<p>[...] in post un mio commento ad un articolo sul WOM che i Ninja hanno messo online. L&#8217;interrogativo che Ninjamarketing pone è sul valore del [...]</p> ]]></content:encoded> </item> <item><title>Di: farmacon</title><link>http://www.ninjamarketing.it/2008/11/21/le-due-facce-del-wom-dati-e-riflessioni-sul-suo-valore-nelle-strategie-di-marketing-e-comunicazione-del-brand/comment-page-1/#comment-7881</link> <dc:creator>farmacon</dc:creator> <pubDate>Wed, 26 Nov 2008 16:25:25 +0000</pubDate> <guid
isPermaLink="false">http://www.ninjamarketing.it/?p=4842#comment-7881</guid> <description>Ciao Mr Oz aka Alessio Gianni
sarei lieto di avere delle dritte... quindi se vuoi potrei contattarti tramite e-mail?
La mia e-mail e` la seguente: gabrieleciaponi@hotmail.it
Ti ringrazio anticipatamente x il tuo aiuto...</description> <content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Mr Oz aka Alessio Gianni<br
/> sarei lieto di avere delle dritte&#8230; quindi se vuoi potrei contattarti tramite e-mail?<br
/> La mia e-mail e` la seguente: <a
href="mailto:gabrieleciaponi@hotmail.it">gabrieleciaponi@hotmail.it</a><br
/> Ti ringrazio anticipatamente x il tuo aiuto&#8230;</p> ]]></content:encoded> </item> <item><title>Di: farmacon</title><link>http://www.ninjamarketing.it/2008/11/21/le-due-facce-del-wom-dati-e-riflessioni-sul-suo-valore-nelle-strategie-di-marketing-e-comunicazione-del-brand/comment-page-1/#comment-18249</link> <dc:creator>farmacon</dc:creator> <pubDate>Wed, 26 Nov 2008 16:25:00 +0000</pubDate> <guid
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sarei lieto di avere delle dritte... quindi se vuoi potrei contattarti tramite e-mail?
La mia e-mail e` la seguente: gabrieleciaponi@hotmail.it
Ti ringrazio anticipatamente x il tuo aiuto...</description> <content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Mr Oz aka Alessio Gianni<br
/> sarei lieto di avere delle dritte&#8230; quindi se vuoi potrei contattarti tramite e-mail?<br
/> La mia e-mail e` la seguente: <a
href="mailto:gabrieleciaponi@hotmail.it">gabrieleciaponi@hotmail.it</a><br
/> Ti ringrazio anticipatamente x il tuo aiuto&#8230;</p> ]]></content:encoded> </item> <item><title>Di: alex</title><link>http://www.ninjamarketing.it/2008/11/21/le-due-facce-del-wom-dati-e-riflessioni-sul-suo-valore-nelle-strategie-di-marketing-e-comunicazione-del-brand/comment-page-1/#comment-7868</link> <dc:creator>alex</dc:creator> <pubDate>Tue, 25 Nov 2008 22:07:42 +0000</pubDate> <guid
isPermaLink="false">http://www.ninjamarketing.it/?p=4842#comment-7868</guid> <description>Concordo con quello che dice @valentina, anzi credo che bisogna andare oltre: essere presenti con l&#039;ascolto nelle conversazioni della contemporaneità (internet per ora è solo un mezzo) deve far si che le aziende inglobino le competenze dei pubblici nei suoi processi di co-creazione, co-produzione, di co-promozione e finanche di co-immaginazione!
Solo così, caro @oz, si potranno creare prodotti culturalmente attuali che siano rilevanti per i propri pubblici.
Nel nostro libro ed in giro parlaimo spesso della necessità d lavorare a monte ad una buona progettazione di quello che definiamo VIRAL DNA e convengo con @maurizio che è proprio lì la parte interessante e difficile del discorso. QUali sono quelle caratteristiche che rendono potenzialmente il nostro prodotto/servizio/brand/idea potenzialmente diffondibile in maniera &quot;epidemica&quot;? il discorso è complesso ed interessante. Per il momento la rete ci invita a partecipare, così come fa @drwho, a questo bellissimo grande laboratorio.
Noi lo facciamo, ci divertiamo e cerchiamo anche di pagarci le bollette.
Nella piena consapevolezza caro @az che il primo social network che io abbia mai conosciuto è il barbiere nella piazzetta del mio paese!
A buon intenditor...PS: grazie per i vostri preziosi stimoli!</description> <content:encoded><![CDATA[<p>Concordo con quello che dice @valentina, anzi credo che bisogna andare oltre: essere presenti con l&#8217;ascolto nelle conversazioni della contemporaneità (internet per ora è solo un mezzo) deve far si che le aziende inglobino le competenze dei pubblici nei suoi processi di co-creazione, co-produzione, di co-promozione e finanche di co-immaginazione!<br
/> Solo così, caro @oz, si potranno creare prodotti culturalmente attuali che siano rilevanti per i propri pubblici.<br
/> Nel nostro libro ed in giro parlaimo spesso della necessità d lavorare a monte ad una buona progettazione di quello che definiamo VIRAL DNA e convengo con @maurizio che è proprio lì la parte interessante e difficile del discorso. QUali sono quelle caratteristiche che rendono potenzialmente il nostro prodotto/servizio/brand/idea potenzialmente diffondibile in maniera &#8220;epidemica&#8221;? il discorso è complesso ed interessante. Per il momento la rete ci invita a partecipare, così come fa @drwho, a questo bellissimo grande laboratorio.<br
/> Noi lo facciamo, ci divertiamo e cerchiamo anche di pagarci le bollette.<br
/> Nella piena consapevolezza caro @az che il primo social network che io abbia mai conosciuto è il barbiere nella piazzetta del mio paese!<br
/> A buon intenditor&#8230;</p><p>PS: grazie per i vostri preziosi stimoli!</p> ]]></content:encoded> </item> <item><title>Di: alex</title><link>http://www.ninjamarketing.it/2008/11/21/le-due-facce-del-wom-dati-e-riflessioni-sul-suo-valore-nelle-strategie-di-marketing-e-comunicazione-del-brand/comment-page-1/#comment-18248</link> <dc:creator>alex</dc:creator> <pubDate>Tue, 25 Nov 2008 22:07:00 +0000</pubDate> <guid
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Solo così, caro @oz, si potranno creare prodotti culturalmente attuali che siano rilevanti per i propri pubblici.
Nel nostro libro ed in giro parlaimo spesso della necessità d lavorare a monte ad una buona progettazione di quello che definiamo VIRAL DNA e convengo con @maurizio che è proprio lì la parte interessante e difficile del discorso. QUali sono quelle caratteristiche che rendono potenzialmente il nostro prodotto/servizio/brand/idea potenzialmente diffondibile in maniera &quot;epidemica&quot;? il discorso è complesso ed interessante. Per il momento la rete ci invita a partecipare, così come fa @drwho, a questo bellissimo grande laboratorio.
Noi lo facciamo, ci divertiamo e cerchiamo anche di pagarci le bollette.
Nella piena consapevolezza caro @az che il primo social network che io abbia mai conosciuto è il barbiere nella piazzetta del mio paese!
A buon intenditor...PS: grazie per i vostri preziosi stimoli!</description> <content:encoded><![CDATA[<p>Concordo con quello che dice @valentina, anzi credo che bisogna andare oltre: essere presenti con l&#8217;ascolto nelle conversazioni della contemporaneità (internet per ora è solo un mezzo) deve far si che le aziende inglobino le competenze dei pubblici nei suoi processi di co-creazione, co-produzione, di co-promozione e finanche di co-immaginazione!<br
/> Solo così, caro @oz, si potranno creare prodotti culturalmente attuali che siano rilevanti per i propri pubblici.<br
/> Nel nostro libro ed in giro parlaimo spesso della necessità d lavorare a monte ad una buona progettazione di quello che definiamo VIRAL DNA e convengo con @maurizio che è proprio lì la parte interessante e difficile del discorso. QUali sono quelle caratteristiche che rendono potenzialmente il nostro prodotto/servizio/brand/idea potenzialmente diffondibile in maniera &#8220;epidemica&#8221;? il discorso è complesso ed interessante. Per il momento la rete ci invita a partecipare, così come fa @drwho, a questo bellissimo grande laboratorio.<br
/> Noi lo facciamo, ci divertiamo e cerchiamo anche di pagarci le bollette.<br
/> Nella piena consapevolezza caro @az che il primo social network che io abbia mai conosciuto è il barbiere nella piazzetta del mio paese!<br
/> A buon intenditor&#8230;</p><p>PS: grazie per i vostri preziosi stimoli!</p> ]]></content:encoded> </item> <item><title>Di: Mr Oz aka Alessio Gianni</title><link>http://www.ninjamarketing.it/2008/11/21/le-due-facce-del-wom-dati-e-riflessioni-sul-suo-valore-nelle-strategie-di-marketing-e-comunicazione-del-brand/comment-page-1/#comment-7860</link> <dc:creator>Mr Oz aka Alessio Gianni</dc:creator> <pubDate>Tue, 25 Nov 2008 09:41:18 +0000</pubDate> <guid
isPermaLink="false">http://www.ninjamarketing.it/?p=4842#comment-7860</guid> <description>farmacon, io se vuoi ho delle dritte sul tema &quot;l&#039;influenza del web 2.0 sulle tesi universitarie&quot;...</description> <content:encoded><![CDATA[<p>farmacon, io se vuoi ho delle dritte sul tema &#8220;l&#8217;influenza del web 2.0 sulle tesi universitarie&#8221;&#8230;</p> ]]></content:encoded> </item> <item><title>Di: Mr Oz aka Alessio Gianni</title><link>http://www.ninjamarketing.it/2008/11/21/le-due-facce-del-wom-dati-e-riflessioni-sul-suo-valore-nelle-strategie-di-marketing-e-comunicazione-del-brand/comment-page-1/#comment-18247</link> <dc:creator>Mr Oz aka Alessio Gianni</dc:creator> <pubDate>Tue, 25 Nov 2008 09:41:00 +0000</pubDate> <guid
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isPermaLink="false">http://www.ninjamarketing.it/?p=4842#comment-7856</guid> <description>Wom o non Wom? Questo è il problema. Ma questo è veramente il Problema? Non penso. I mercati cambiano, si evolvono o comunque mutano. Le  persone che lo compongono definiscono nuovi movimenti di relazione adeguandoli a ciò che l’ecosistema in cui si muovono mette loro a disposizione. La Rete negli ultimi anni sta fornendo varie alternative. Le aziende, che da sempre si arrogano il “diritto” di “saper” comunicare, stanno perdendo il treno. I marketer che le governano non hanno ben compreso che gli ambiti di manovra devono necessariamente essere rivisti. Le periferie comunicazionali si stanno sempre più allargando, ma è da queste periferie che si colgono i veri trend. Da uomo d’azienda posso testimoniare della difficoltà che si incontra nel far recepire queste evoluzioni, difficoltà che deriva dalla diffidenza dallo staccarsi da “pagina 3 del Kotler”.  Quello che sento effettivamente mancare è il buttare il cuore oltre l’ostacolo nell’interpretare il mercato in toto, assorbendone in pieno le sue mutazioni. Le aziende non comprendono che stanno perdendo una grande opportunità: quella di crescere. E non è una crescita qualunque quella alla quale le aziende  stanno dicendo di no. E’ una crescita consapevole in cui si prende sottobraccio il cliente, non tanto in quanto è colui che acquista i nostri prodotti o i nostri servizi, ma in quanto è colui che ha deciso di entrare in relazione con noi. E’ una crescita che prevede un livello paritario sul piano della comunicazione. Le aziende hanno la grande possibilità di affidarsi a chi ha voglia di parlare con esse. Ma hanno paura a farlo. Le analisi di Wom “mettono a nudo” la verità [nel bene e nel male]. La difficoltà? Fondamentalmente una: non volersela  sentire dire [nel bene e nel male].  Da oltre un anno a questa parte su vari tavoli ho sentito più volte delle cose senza senso su questo fronte. Molti si riempiono la bocca di questo “maledetto” 2.0, ma pochissimi sanno veramente cosa sia e le opportunità che offre. Troppo spesso questo “maledetto” 2.0 viene scambiato per un ammasso di widget e di performance dal vago sottofondo tecnologico. Non è questo il 2.0. Chi lo pensa è a -2.0. Se dovessi dare una definizione al 2.0 lo definirei semplicemente per l’usabilità che genera nell’ambito della relationship. Usabilità che significa valorizzare e facilitare i processi cognitivi. Usabilità che significa adottare determinati comportamenti. Usabilità che significa condividere determinate abilità. Usabilità che significa canalizzare tali abilità. A questo punto vediamo come il Wom è un estremo “di cui” per poter capire in che modo il “nuovo modo” ci sta parlando. Interrogarsi se sia buono o meno: Lapalisse!</description> <content:encoded><![CDATA[<p>Wom o non Wom? Questo è il problema. Ma questo è veramente il Problema? Non penso. I mercati cambiano, si evolvono o comunque mutano. Le  persone che lo compongono definiscono nuovi movimenti di relazione adeguandoli a ciò che l’ecosistema in cui si muovono mette loro a disposizione. La Rete negli ultimi anni sta fornendo varie alternative. Le aziende, che da sempre si arrogano il “diritto” di “saper” comunicare, stanno perdendo il treno. I marketer che le governano non hanno ben compreso che gli ambiti di manovra devono necessariamente essere rivisti. Le periferie comunicazionali si stanno sempre più allargando, ma è da queste periferie che si colgono i veri trend. Da uomo d’azienda posso testimoniare della difficoltà che si incontra nel far recepire queste evoluzioni, difficoltà che deriva dalla diffidenza dallo staccarsi da “pagina 3 del Kotler”.  Quello che sento effettivamente mancare è il buttare il cuore oltre l’ostacolo nell’interpretare il mercato in toto, assorbendone in pieno le sue mutazioni. Le aziende non comprendono che stanno perdendo una grande opportunità: quella di crescere. E non è una crescita qualunque quella alla quale le aziende  stanno dicendo di no. E’ una crescita consapevole in cui si prende sottobraccio il cliente, non tanto in quanto è colui che acquista i nostri prodotti o i nostri servizi, ma in quanto è colui che ha deciso di entrare in relazione con noi. E’ una crescita che prevede un livello paritario sul piano della comunicazione. Le aziende hanno la grande possibilità di affidarsi a chi ha voglia di parlare con esse. Ma hanno paura a farlo. Le analisi di Wom “mettono a nudo” la verità [nel bene e nel male]. La difficoltà? Fondamentalmente una: non volersela  sentire dire [nel bene e nel male].  Da oltre un anno a questa parte su vari tavoli ho sentito più volte delle cose senza senso su questo fronte. Molti si riempiono la bocca di questo “maledetto” 2.0, ma pochissimi sanno veramente cosa sia e le opportunità che offre. Troppo spesso questo “maledetto” 2.0 viene scambiato per un ammasso di widget e di performance dal vago sottofondo tecnologico. Non è questo il 2.0. Chi lo pensa è a -2.0. Se dovessi dare una definizione al 2.0 lo definirei semplicemente per l’usabilità che genera nell’ambito della relationship. Usabilità che significa valorizzare e facilitare i processi cognitivi. Usabilità che significa adottare determinati comportamenti. Usabilità che significa condividere determinate abilità. Usabilità che significa canalizzare tali abilità. A questo punto vediamo come il Wom è un estremo “di cui” per poter capire in che modo il “nuovo modo” ci sta parlando. Interrogarsi se sia buono o meno: Lapalisse!</p> ]]></content:encoded> </item> </channel> </rss>
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