Quante volte abbiamo detto, con quella saggezza che ci invecchia prima della senescenza: “Ma guarda un po’ questo telefono. Ma cosa si inventeranno tra qualche anno, il telefonino che fa anche il caffè!”
Niente più battute a cui può ridere solo la fidanzata frustrata, è arrivato il telefono che fa tutto, anche il caffè.
Si chiama Pomegranate NS08 (bellissimo il color melograno) e può più di tutti gli altri telefonini attualmente in commercio. Le sue pubblicità sono in giro da poco su internet, è per questo che l’amico geek ancora non ve ne ha parlato.
Con questo geniale smartphone non solo si può solo chiamare, mandare messaggini, navigare in rete e viaggiare con il Gps. Oltre a queste tecnologie, il super-cellulare prodotto da un’azienda canadese è in grado di preparare il caffè (all’americana), diventare un traduttore universale, fungere da videoproiettore e persino da rasoio, o in alternativa, da depilatore elettrico per le gambe. Con questo aggeggio multifunzionale è possibile persino suonare l’armonica.
Finalmente il telefonino che può tutto, per un futuro sempre mobile.
Ci avete creduto? No!. Certo, in effetti l’enfasi anche se velata non poteva promettere niente di buono. Il Pomengrate NS08 è il fulcro di una campagna virale che ha uno scopo molto diverso: promuovere la regione canadese della Nuova Scozia attraverso l’attenzione che un telefono del genere può attirare in tutti gli utenti web.
È solo uno specchietto delle allodole, o meglio, è uno spunto virale per una tracimazione di senso altro. O almeno così si dice in gergo.
La campagna sarà anche bella, lo spunto addirittura geniale nella sua capacità di spiazzare, ma i tagliaboschi della Nuova Scozia giustamente si sono chiesti: “Ma che c’entra un telefonino factotum per promuovere la nostra terra (al di là di un velato richiamo al melograno che lì abbonda e alla sigla NS= Nuova Scoazia)?”. Il non-convenzionale quando si scontra con il buon senso a volte arrossisce.
ciao a tutti, concordo pienamente sulla qualità e creatività dell’operazione, sono meno d’accordo con la tua conclusione. Non credo che la campagna fosse pensata per promuovere i boschi della Nova Scotia, bensì mirava a promuovere la provincia canadese come luogo ideale per vivere, investire e fare affari ( vedi articolo di domani su studiograssi.eu), quindi con un target audience molto profilato e come si dice in questi casi “alto”. Se domani ti va di leggere il mio articolo in proposito sarò felice di leggere un tuo commento.
Saluti dall’irpinia
intitolerei questo post “come sprecare soldi in una pubblicità che non vi rappresenta minimamente”
@dimitri: Certo Dimitri, tu lo sai che ti seguiamo in modo costante e i tuoi contenuti sono ottimi perché scendono in profondità alle cose del marketing e della cultura digitale. Per quanto riguarda il Pomengrate, ho solo riportato quello che gli abitanti della Nuova Scozia hanno espresso. Di sicuro non c’è la stessa visione degli uomini di marketing, ma la vox di quelli direttamente interessati all’iniziativa credo che sia giusto considerarla. Domani leggeremo il tuo post e saremo felici di commentarti.
@Daniele Stopponi: riassumere così il tutto, poi, comunque non mi sembra giusto. Lo spunto geniale per me c’è e magari riutilizzabile. Bisogna capire i risultati, questo sì.
Un po’ vecchiotto ma sempre bello…
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