
Esistono due tipi di persone, quando si tratta di preparare delle valigie per un viaggio. Ci sono quelli che preparano le proprie valigie giorni, se non settimane prima. Organizzano le proprie cose scrivendole su di una lista. Le catalogano, le ordinano, e via via le depennano. Ogni maglietta nel proprio sacchettino. Ogni pantalone nella propria busta. Tutto perfettamente piegato. Tanto che all’uscita potrebbero aprire un premium fashion store in loco e nessuno potrebbe obiettare sullo stato dei prodotti.
E poi esistono quelli che procrastinano la valigia fino ad un’ora, un’ora e mezza prima della partenza/check in. E di ritorno a casa, iniziano a prelevare roba a caso e lanciarla nella valigia. Così alla cieca: bermuda, camicia classica, jeans skinny, felpe, abito della prima comunione, vestito dei power rangers. Vittime del “non si sa mai/può sempre servire”.
Per gli appartenenti a questa categoria, spesso, quella della valigia è una pratica del tutto inutile. Basterebbe infatti applicare delle maniglie al guardaroba per risparmiare tempo e fatica.
Riconoscere i due tipi è facilissimo. Soprattutto in aeroporto. I primi sono perfettamente sereni, sorridenti, in attesa del check in, sicurissimi – dopo aver controllato in farmacia, dallo zio, dal cugino e dal nonno il peso della propria valigia – di non dover pagare per l’overweight del proprio bagaglio. I secondi invece sono lì che si mangiano le dita, sbattono le gambe, contano le persone, adocchiano il processo di imbarco. Perchè si, forse si rendono conto che lo snowboard, la tavola da sci, il tostapane e la lavatrice insieme, nella valigia, proprio non rientrano nei 15kg limite del bagaglio.

Per tutti quelli come me, che ogni volta all’aeroporto rischia di rimetterci le coronarie al momento dell’imbarco del bagaglio, soprattutto in un periodo di cambiamenti per le tariffe aeree, Balanzza è un simpatico “pesavaligia” tascabile che, per la modica cifra di 25 dollari può evitarvi brutte sorprese pre-partenza. O almeno vi aiuterà ad abituarvi all’idea di richiedere un mutuo prima del volo.
Articolo di Keigo (Giuseppe Corvino)
we we we… la mia firma.. dov’è? :O
un dinamometro digitale, insomma
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