
Unire corpo e mente in uno sforzo mentale e fisico per migliorarsi. Questa è la pura concezione di sport per gli antichi greci.
Questa vecchia-nuova idea di sport è totalmente espressa nel Chess Boxing, disciplina appassionante per quanto sublime nelle linee progettuali.

Nel Chess Boking due atleti si affrontano in 11 round sfidandosi in 2 minuti di pugilato e 4 minuti di scacchi. Tra un round e l’altro è previsto 1 minuto per cambiare tenuta.
Un giocatore vince se:
- riesce a fare scacco matto
- l’antagonista supera il tempo limite per la propria mossa a scacchi (una per round) per la seconda volta (la prima equivale a un ammonimento)
- il contendente abbandona la gara
- l’avversario finisce KO (questo durante la boxe evidentemente)
- l’arbitro decide che l’avversario deve abbandonare
L’idea di questo sport che fonde forza e intelligenza e mostra le diverse dimensioni della strategia mentale è venuta al fumettista Enkl Bilal nel 1992 e poi ripresa dall’artista olandese Iepe Rubingh. L’associazione sotto la cui sigla si svolgono gli incontri è la World Chess Boxing Organisation (WCBO), che ha uno slogan che è tutto un programma: “Sul ring si combatte, sulla scacchiera si fa la guerra”.

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