Roma ‘n Bike: bike sharing per la Capitale

Girare per le città è faticoso, fa perdere un sacco di tempo e costa un botto. E poi sotto questo caldo impossibile che ci ha inondato in un’estate sahariana, muoversi tra taxi, metro, bus e macchine a noleggio è davvero un tour de force da non augurare nemmeno al peggior nemico.

A Roma, vista la minaccia incombente del collasso da trasporto hanno pensato ad un’iniziativa di bike sharing, denominato Roma n’ Bike, un sistema automatico di biciclette pubbliche che il Comune di Roma mette a disposizione dei cittadini per spostarsi rapidamente in centro storico.

Prendere le bici in prestito condiviso a Roma è molto facile: basta iscriversi presso i Punti di Informazione Turistica abilitati, che rilasceranno apposita tessera elettronica. Per prelevare la bicicletta si accosta la tessera al lettore presente sulla colonnina, che sblocca la bici e comunica al sistema quale utente ha iniziato ad utilizzare il servizio.

Dopo l’uso, la bici può essere riconsegnata in qualunque postazione (non necessariamente in quella iniziale) esattamente eseguendo la stessa operazione: si ripassa la tessera sul lettore e si blocca il veicolo.

In questa fase sperimentale, che durerà per 6 mesi dalla data di inaugurazione, saranno disponibili 19 punti di distribuzione e circa 200 biciclette, all’interno della zona a traffico limitato della città.

L’obiettivo del Bike Sharing è quello di favorire gli spostamenti brevi all’interno della città, oltre che contribuire alla riduzione del traffico cittadino mediante un sistema di condivisione del mezzo di trasporto, la bicicletta appunto. A tal fine, la prima mezz’ora di utilizzo del servizio è gratuita.

La bicicletta, quindi, considerata anche la breve distanza da un parcheggio all’altro, può passare da un utente/ciclista all’altro a costo zero. Al termine della prima mezz’ora il sistema provvederà automaticamente a scalare dalla tessera il costo di effettivo utilizzo del servizio con costi sempre molto contenuti. La bicicletta può essere usata per un massimo di 4 ore, dalle 7 alle 23.
La restituzione, inoltre, può avvenire entro le ore 2.00 del mattino seguente al giorno del prelevamento.

Per tutti coloro che usufruiscono dell’iniziativa e vogliono condividere le loro sensazioni, si può frequentare il blog del bike sharing romano ed essere anche sempre informati sulle condizioni d’uso sulle novità.

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  • http://www.alessandrocosimetti.com Alessandro Cosimetti

    Bella inziativa,

    direi salutare per molteplici aspetti (chi la utilizza e chi solitamente si assorbe il caos delle grandi metropoli indirettamente).

    L’unico ostacolo è la pigrizia di chi ormai è diventato un tutt’uno con il mezzo meccanico.

    Neanche il caro benzina frena quest’ultimi!!

    Alessandro

  • http://www.alessandrocosimetti.com Alessandro Cosimetti

    Bella inziativa,

    direi salutare per molteplici aspetti (chi la utilizza e chi solitamente si assorbe il caos delle grandi metropoli indirettamente).

    L’unico ostacolo è la pigrizia di chi ormai è diventato un tutt’uno con il mezzo meccanico.

    Neanche il caro benzina frena quest’ultimi!!

    Alessandro

  • http://www.ninjamarketing.it Kistifellea

    Hai proprio ragione, siamo incastrati nelle nostre macchine più per portare in giro loro (e quindi mostrarle) che per portare in giro noi.

    Inoltre con la macchina sudiamo, spendiamo e facciamo tardi uguale.

    Ogni tanto la bici ci vuole.

  • http://www.ninjamarketing.it Kistifellea

    Hai proprio ragione, siamo incastrati nelle nostre macchine più per portare in giro loro (e quindi mostrarle) che per portare in giro noi.

    Inoltre con la macchina sudiamo, spendiamo e facciamo tardi uguale.

    Ogni tanto la bici ci vuole.

  • keigo

    bella iniziativa.. se non.. esistesse da un anno in quel di vienna. E ad essere gratuita è la prima ora. oltretutto il servizio predispone registrazioni “on the fly” con carta di credito e bankomat al fine di venire incontro al turista che alle 3 4 5 di mattino vuole tornare a casa in bici. Perchè, si, a vienna non c’è il limite delle 2 di notte. Ma il vero problema non è questo. il problema è quanto dureranno le biciciclette in italia? Prima che la gente inizierà a distruggerne le stazioni, a rompere i terminali a cercare il modo di segare-distruggere-hackare il dock per portarsene a casa una?

  • keigo

    bella iniziativa.. se non.. esistesse da un anno in quel di vienna. E ad essere gratuita è la prima ora. oltretutto il servizio predispone registrazioni “on the fly” con carta di credito e bankomat al fine di venire incontro al turista che alle 3 4 5 di mattino vuole tornare a casa in bici. Perchè, si, a vienna non c’è il limite delle 2 di notte. Ma il vero problema non è questo. il problema è quanto dureranno le biciciclette in italia? Prima che la gente inizierà a distruggerne le stazioni, a rompere i terminali a cercare il modo di segare-distruggere-hackare il dock per portarsene a casa una?

  • Spiaggione

    più che una bella iniziativa…mi sembra semplicemente un buon inizio…e parlo da residente…
    in realtà non ho capito bene una cosa:
    ma cosa devono testare per 6 mesi su 200 bici? forse il grado di civiltà di un popolo ancora non abituato ai cambiamenti…
    p.s. a barcellona esiste dal marzo 2007 dopo un mese e mezzo già avevano 750 bici e 50 stazioni oggi hanno 1.500 bici con un totale di 100 stazioni… a voi le conclusioni..io potrei scommettere su quante bici restaeranno fra 6 mesi…!

  • Spiaggione

    più che una bella iniziativa…mi sembra semplicemente un buon inizio…e parlo da residente…
    in realtà non ho capito bene una cosa:
    ma cosa devono testare per 6 mesi su 200 bici? forse il grado di civiltà di un popolo ancora non abituato ai cambiamenti…
    p.s. a barcellona esiste dal marzo 2007 dopo un mese e mezzo già avevano 750 bici e 50 stazioni oggi hanno 1.500 bici con un totale di 100 stazioni… a voi le conclusioni..io potrei scommettere su quante bici restaeranno fra 6 mesi…!

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