“Il desiderio su tutto” è la legge-pilastro del manifesto Sexy Shock di Bologna, laboratorio di comunicazione su sessualità e genere.
Il Sexy Shock è un progetto molto ampio che comprende in primo luogo un laboratorio politico aperto alle donne e uno spazio pubblico di discussione, contaminazione ed elaborazione delle tematiche sessuali e sociali.
Le aree di ricerca e confronto spaziano dalla sicurezza al lavoro, dalle biotecnologie alla comunicazione, tenendo presente le dimensioni nuove della sessualità contemporanea.
In questo senso Sexy Shock è anche un progetto di ricerca, una prospettiva critica, uno sguardo sulla realtà.
Ma Sexy Shock è anche un luogo dove piacere e relazioni sociali si incastrano a meraviglia. È il primo sexy shop italiano interamente gestito da donne e rivolto esclusivamente alle donne, dove si vendono giochi per fare sesso, per procurarsi e procurare piacere, come fanno dal 1992 le donne del Women’s Erotic Emporiumdi Londra.
Ma Sexy Shock è anche un sito internet, da considerare come una sorta di iperluogo disseminato di links, un circuito con cui poter interagire che conduce ad altri circuiti. Ed è un blog, costruito intorno al nome collettivo di Betty, che diventa luogo mentale in cui rendere visibili e fruibili i percorsi delle donne, condividere emozioni, piaceri, saperi, risorse, idee e progettualità con altri mondi diversi e uguali.

Questo è in sintesi quello che vuole essere Sexy Shock. Lascio le parole alle ragazze che sul blog parlano di se stesse: “Betty ha tante identità e nessuna e per questo non può essere rappresentata, non ha genere perché love tutt@, Betty non ha colore perché ama il melange (anche se ha qualche inclinazione per il rosa), Betty è poliglotta, Betty è nomade, Betty non ha bisogno di documenti di soggiorno perché ha avuto la fortuna (finora) di essere cittadina. Betty è il nome collettivo delle donne del sexyshock”.

Un progetto italiano da seguire e stimolare partecipando.
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