Caro Banksy, teniamo bisogno

È vero, i miti di pailettes non ci piacciono, quelle personalità misteriose costruite per andare in televisione a qualche talk show dove il conduttore manda la pubblicità grattandosi, non ci piacciono le mitografie, quelle narrazioni sgasatissime che vogliono colpire l’immaginario delicato delle casalinghe lobotomizzate e degli adolescenti che pensano al suicidio, non ci piacciono le mitologie, quelle esagerazioni contemporanee che mettono l’uomo al centro dell’universo per un quarto d’ora a turno. Ma Banksy ci piace.

Piacciono la tecnica del disegno, le scelte topologiche, i retrogusti semantici, le virate filosofiche e le dimensioni contestuali dell’attacco artistico.

Questo post vuole esprimere tutto il nostro piacere nel vedere Banksy e magari condividerlo con alcune immagini. Ma è nato anche da una notizia molto interessante avuta sul conto del tizio (forse) di Bristol.

Due opere di Banksy, stanno per andare all’asta da Bloomsbury, a Londra, con un prezzo globale di partenza intorno alle 100 mila sterline (130 mila euro): due “pezzi” d’autore davvero particolari.

Il primo è un pezzo (appunto) di muro che raffigura un televisore gettato da una finestra. Gli è stato commissionato dall’Observer, l’edizione domenicale del quotidiano Guardian di Londra, per illustrare una copertina dedicata ai Blur. I musicisti (musicanti, va) dovevano mettersi in posa davanti al graffito. Il background scelto è stata una fattoria di maiali.
Fatta la foto, il graffito è rimasto e il contadino, dal cervello fino come tradizione vuole, dopo essersi dapprima imbufalito (nonostante allevasse maiali), si è informato sul valore di quella “monezza”. Dopo aver preso coscienza dell’affare, ha fatto smontare il muro pezzo per pezzo e dato alla Bloomsbury la facoltà di venderlo all’asta a un prezzo di partenza stimato tra le 30 mila e le 50 mila sterline.

Per la seconda opera, la storia è ancora più rocambolesca. Banksy aveva fatto un disegno con lo spray su un asse di legno di una casa occupata abusivamente a Liverpool. Quando tempo dopo la casa è stata sgomberata, un ragazzo ha preso l’asse e l’ha usata per farsi uno skateboard. Scoperto poi di chi era il graffito, è sceso subito dalla tavola e l’ha consegnata anche lui alla Blooomsbury, per un’asta che parte dalle 40 mila sterline.

Caro Banksy, ti parlo con il cuore in mano. Se per caso passi nel salernitano, io abito in un prefabbricato che sta là dal terremoto del 1980. Il lato Nord è anche discretamente lesionato. Se invece ti piace l’esposizione al sole, il lato Sud è pieno di muffa grigiastra. Io non ti dico niente, però vedi un po’ quello che puoi fare che teniamo bisogno.

Scritto da

Jvan Sica

Il nostro Jvan è un laureato in Scienze della Comunicazione con il massimo dei voti (SEG) e per non perdere allenamento ha preso un Master in Editoria Libraria e digitale ... continua

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