I.U.K. GANGBANG: grandi nomi per Galleria Marconi

Domenica 8 giugno alla Galleria Marconi di Cupra Marittima si inaugura l’ultimo appuntamento della rassegna Con te o senza di te. La mostra che chiuderà la stagione espositiva 2007/08 della Galleria Marconi è I.U.K. GANGBANG! International Urban Kulture da un’idea di David Vecchiato e Alepop, con Alepop, Alessandro Baronciani, Alberto Corradi, Diavù, Dr. Pira, Francesca Ghermandi, Massimo Giacon, Maicol&Mirco, Ratigher, Squaz, Davide Toffolo e Tuono Pettinato, ed il testo critico di Luca Valtorta, direttore di La Repubblica XL.
La mostra è organizzata in collaborazione con La Repubblica XL e la galleria Mondo Pop di Roma.

Vi forniamo il testo critico di Luca Valtorta, sagace al punto giusto:

Che quella di Iuk sia una delle peggiori buffonate mai apparse nel mondo del fumetto è ormai un fatto acclarato. Un manipolo di artisti (artisti?), di fumettari, di disegnatori senza arte né parte che viene raccattata da un giornale importante come XL è un fatto che ancora oggi non smette di accendere le giuste recriminazioni di chi ancora crede che il fumetto possa essere arte.

Invece qui non si vedono altro che mani malferme (Maicol & Mirco), figure banali tracciate da bambini che già dall’asilo si intravvedono come problematici (Dr Pira), sgradevoli figurette incontinenti e afflitte da logorrea (Diavù), squallidi pupazzetti schiumanti di rabbia (Alepop), animaletti che recitano ruoli improbabili in raccontini pieni di crudeltà nascosta da una finta tenerezzza (Tuono Pettinato), altri che raccontano storie incomprensibili in un universo da satanismo acido (Squaz), Spugne semiafasiche incapaci di un discorso compiuto (Ratigher), macabri reietti che invitano al nichilismo (Alberto Corradi).

E persino gente che avrebbe un suo background come Massimo Giacon, già stimato autore di design, si lascia irretire da un torbido gioco al massacro di stampo neopop con il suo personaggio, una specie di Kattivik che costringe a un inutile tribolare le persone di buon senso. Per non parlare di Francesca Ghermandi che con il suo personaggio (L’Uomo Morte!) si fa promotrice di una cultura della morte e del nulla che, soprattutto di questi tempi di fragili certezze, bisognerebbe far di tutto per osteggiare.

Proprio quando il mondo del fumetto potrebbe ricevere un aiuto da un giornale a grande diffusione che potrebbe riaffermare il primato del disegno e dell’accademia, questo gruppo raccolto chissà come e chissà dove, spreca ignobilmente l’occasione offerta: giocano, si sottraggono all’impegno, schizzano di malavoglia cose senza senso.

Non c’è un progetto comune che li sorregga, non ci sono idee, non c’è un senso se un fragile narcisismo che appaga indegnamente degli ego già fin troppo sviluppati e per cosa poi?). Già, domanderà il gentile pubblico, perchè allora li pubblichiamo sulle pagine di XL?

Forse c’è qualcosa di sporco dietro? Ci pagano? Sono ricchi, annoiati figli di papà che in virtù delle loro amicizie si sono ricavati uno spazio altrimenti impensabile? Niente di tutto questo.
Ritorna, implacabile la stessa domanda: perché allora dunque li pubblichiamo? La verità è che non lo sappiamo. E questo non va certo a beneficio della nostra immagine. Non solo: gli dedicheremo
sempre più spazio. (Luca Valtorta)

Scritto da

Jvan Sica

Il nostro Jvan è un laureato in Scienze della Comunicazione con il massimo dei voti (SEG) e per non perdere allenamento ha preso un Master in Editoria Libraria e digitale ... continua

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