Pet Shop Boys "Integral" – Code your freedom by QR

Quel visionario profetico di Orwell, valoroso guerriero distopico del ‘900, aveva già previsto tutto all’indomani del secondo conflitto mondiale nel suo indimenticabile 1984.

Quella che ai suoi tempi era spaventosa fantasmagoria letteraria imbevuta di dissidenza verso tutte le forme di totalitarismo, oggi è angosciante realtà.

Una realtà più o meno addolcita dalla maschera democratica, ma pur sempre realtà.

Contro questo inaccettabile Big Brother del nuovo millennio, che “con discrezione” cancella secoli di lotte per i diritti civili e le libertà individuali, si scagliano i Pet Shop Boys, duo britannico Synthpop sulla cresta dell’onda dalla fine degli anni ’80.

Il nuovo videoclip di Integral, singolo rilasciato dalla band inglese solo via download digitale, denuncia l’orwelliana onnipresenza delle CCTV cameras sul territorio di Sua Maestà, le nuove norme sul trattamento dei dati personali dei cittadini britannici, le nuove carte d’identità elettroniche e la condivisione dei dati con gli Stati Uniti all’indomani dell’11 Settembre, interagendo con lo spettatore attraverso i QR Codes, codici a barre bidimensionali che – principalmente – se fotografati con un cellulare dotato di apposito software, si comportano come veri e propri links, spedendo il browser del telefono ad una specifica URL.

Ho specificato “principalmente” perchè questo non è il loro unico uso. Nella regione asiatica, dove spopolano già da un decennio, i QR Codes contengono qualsiasi tipo di informazione: indirizzi, testo, specifiche tecniche di un prodotto, numeri di telefono, immagini, musica, e-mail, etc.

Un esempio di utilizzo web? Et voilà! A voi il QR Code per la main page di Wikipedia:

Pet Shop Boys Integral - Code your freedom by QR

Ovviamente, la corporeità non è caratteristica essenziale per il funzionamento dei QR Codes, i quali assolvono la loro funzione anche sotto forma di immagine digitale; e proprio sfruttando questa caratteristica, i Pet Shop Boys hanno riempito il loro video di codici che rimandano a pagine web con contenuti riguardanti le libertà civili.

Basterebbe, quindi, una semplice snapshot col telefonino… se non fosse che per la maggior parte dei cellulari commercializzati in Italia non sono disponibili i software per la lettura dei codici magici!

A malincuore ci sorbiamo il nostro terzo mondo tecnologico, in attesa che vengano tempi migliori… o meglio, che questa fantastica tecnologia prenda piede anche in Occidente.

E ricordate: If you’ve done nothing wrong, you’ve got nothing to fear!

Fonti: Adverblog, Engadget

Scritto da

Simone Dini

Romano di nascita, avellinese d’adozione e attualmente residente a Milano, Simone Dini incarna perfettamente l’incubo del padano medio.Laureando in ... continua

    Condividi questo articolo


    Segui Kiyofumi Kanhatsu .

    Amiamo ricevere i tuoi commenti a ideas@ninjamarketing.it