Colori più vividi: la Sony fa davvero girare le palle!

Alex Giordano

direttore Centro Studi Etnografia Digitale

Di ritorno dalla prima conferenza sul Word of Mouth Marketing ad Amburgo vi parlammo dell’emozione che abbiamo provato nell’assistere alla preview dello spot SONY Bravia.

Tra qualche giorno il film sarà finalmente programmato sulle maggiori televisioni Europee, Italia compresa.

Uno spot che ha fatto parlare molto di sè gia prima di essere divulgato e che ha alimentato un acceso dibattito tra i blogger Californiani.

Lasciar rimbalzare 250.000 palline colorate giù per una di quelle ripide discese tipiche di San Francisco sembrerebbe la cosa più assurda da fare, e invece proprio quello che Il regista Nicolai Fuglsig ha fatto in una torrida mattina estiva.

Grande passaparola si è scatenato tra gli abitanti di San Francisco, che lo scorso luglio hanno vissuto dal vivo questa esperienza. Nella giornata in cui è stato girato lo spot, infatti, in molti hanno realizzato foto e video amatoriali che si sono diffusi in rete creando forti aspettative per quello che sarà, a nostro modesto avviso, il video commerciale dell’anno.

Mai stucchevole o retorico questo pregevole lavoro ci culla teneramente in una atmosfera senza tempo, avvolgendoci in una morbida colonna sonora (“Heartbeats” dall’Album Veneer) che non è, come può sembrare un vecchio pezzo di Simon&Garfunkel, ma del cantautore argentino-svedese José González, in un sound a metà tra Nick Drake e João Gilberto, che ricorda le migliori canzoni d’amore di Peter Gabriel.

Per introdurre la prossima generazione di schermi era necessaria una comunicazione di forte impatto. Ma i ragazzi della Fallon ci insegnano che questo non necessariamente significa “gridare a squarciagola”.

Nessun effetto speciale è stato utilizzato, tutti i frame sono stati girati in due giorni e la sequenza principale ha coinvolto 23 cameraman con un’unica chance di riprendere le funamboliche evoluzioni delle 250 mila palline.

Lo spot lancia un messaggio semplice: il colore che vedrai su questi schermi non lo hai mai visto!

Il risultato: un’autentica, semplice, poetica celebrazione visiva del colore.