Il boockcrossing diventa advertising!

Nel 2001, in Ohio, da un’idea di Ron Hornbaker, nasce un iniziativa che si diffonderà ben presto nel resto del mondo, riscontrando in Italia un successo inaspettato. Si tratta del BookCrossing, un fenomeno socio-culturale il cui concetto ispiratore è quello della diffusione spontanea della cultura.

Il procedimento è estremamente semplice e veloce: basta guardare nella propria biblioteca e prendere un libro, registrarlo all’anagrafe dei libri liberi (in internet ce ne sono ormai molte) e poi “abbandonarlo” in un bar, nel posto di lavoro o di studio, in stazione, su una panchina o su un autobus. Ogni libro, contrassegnato da un codice identificativo, rimane così in attesa di essere raccolto dalle mani di qualche curioso passante, che forse deciderà di tenerlo tutto per sé interrompendo la catena (anche questo fa parte del gioco) o che scoprirà il fascino del bookcrossing e, dopo aver letto l’opera, la libererà un’altra volta aggiungendo una nuova tappa alla sua deriva.

Visto il successo dell’iniziativa, diffusasi a macchia d’olio in tutto il mondo, una società italiana ha ben pensato di ispirarsi proprio al bookcrossing per promuovere in maniera alternativa i propri servizi di formazione: si tratta della Microsys Formazione, scuola di formazione informatica accreditata, con sede alle porte della Costiera Amalfitana, precisamente a Cava De’ Tirreni, la quale ha dato il via alla prima forma di BookCrossing Advertising riuscendo così in un sol colpo a creare valore sul territorio divulgando i propri corsi in campo d’informatica, linguaggi multimediali e marketing.

Il progetto avviato dalla Microsys, intitolato Liber – liberi di crescere, offre infatti un nuovo utilizzo del fenomeno BookCrossing, nato come strumento di diffusione della conoscenza ed ora considerato anche “strumento di comunicazione” creativa: la società ha stampato sull’etichette incollate sui libri abbandonati (meglio dire liberati) l’elenco completo dei propri corsi di formazione trovando così un modo alternativo di farsi pubblicità, riuscendo a provocare un forte word of mouth tra media e target.

Un’operazione coraggiosa e culturalmente attuale con molti punti forza a suo favore: dal momento che il libro è un contenuto-contenitore che permane nell’ambiente domestico, è possibile ad esempio ottenere un livello di fissazione del messaggio superiore a quello che si otterrebbe con della pubblicità tradizionale.

Ciò che determina l’originalità del progetto è stata anche la scelta di legare la liberazione di molti libri a determinati eventi del mondo della musica, dello sport, dell’arte e della cultura enogastronomia territoriale, cercando così di ampliare fortemente il proprio target di riferimento e, di conseguenza, anche l’offerta formativa, che dai semplici corsi per la patente europea del computer è passata a coprire tutta la filiera della comunicazione. Grazie ad esso, infatti, l’azienda non è più riconosciuta solo da coloro che da neofiti si avvicinano al mondo dell’informatica.

Inoltre, con il forum, in cui gli utenti sono invitati a lasciare i loro commenti e le segnalazioni sui libri, Microsys Formazione è riuscita a creare una rete d’interazione strategica che le consente di acquisire informazioni utili ai fini di una valutazione dell’efficacia del progetto.

Il progetto “Liber – liberi di crescere” consente in definitiva alla Microsys di promuovere se stessa, e contemporaneamente di favorire la crescita e la diffusione del sapere, promuovendo anche piccole case editrici meridionali, in un territorio dove purtroppo la lettura dei libri è al di sotto della media nazionale.

Microsys ha deciso di percorrere la strada del marketing non convenzionale restando in linea con la propria missione.

“E’ una semplice conseguenza della filosofia che da sempre caratterizza Microsys Formazione: la promozione e la diffusione della conoscenza.” – afferma Carmine D’Alessio, amministratore della società – “Oggi sul nostro territorio il brand Microsys non significa solo corsi di formazione di alta qualità, ma anche libera diffusione del sapere mediante l’attualissima pratica del BookCrossing.

La pubblicità classica, inoltre, non è più efficace: la maggior parte delle migliaia dei volantini che fino a ieri distribuivamo, nel migliore dei casi finiva direttamente nell’immondizia. Abbiamo fin’ora distribuito 30.000 libri e credo che tutti siano finiti nelle mani di qualcuno che non ha potuto che considerare il nostro marchio e la nostra comunicazione ben apposti in copertina. Che poi subito dopo averlo ritrovato, o una volta letto, questo libro venga abbandonato, poco male: è questo lo spirito del bookcrossing”.

Per quanto riguarda i benefici portati all’azienda in termini di obiettivi di marketing dal progetto Liber, al di là del valore creativo e delle sue finalità sociali prosegue ancora Carmine D’Alessio:

“Oltre a consolidare una forte rete di rapporti con gli operatori e gli enti culturali del territorio, il progetto Liber, tra partnership con librerie e case editrici e con il supporto di piccoli finanziamenti istituzionali, è costato all’azienda meno della metà di quanto investito in passato in advertising classico.

I risultati: già ad oggi la nostra scuola registra un incremento di iscrizioni superiore al 40%. Sul totale degli iscritti ben il 60% ha dichiarato di aver conosciuto la nostra offerta tramite il progetto Liber, ed in tempi di crisi sono numeri interessanti. In più l’originalità del progetto ha sollevato una forte eco mediatica che sicuramente ha portato benefici alla nostra azienda.

Il clima interno è di grande entusiasmo per questa avventura; abbiamo iscritto Liber al prestigioso premio “Impresa e Cultura” con la speranza che questo progetto possa ottenere un riconoscimento anche su questo fronte”.

Carmine d´Alessio