La mente collettiva è all'opera: dopo i software la birra

SIDNEY – Benvenuti a Brewtopia, il primo luogo virtuale e open source, aperto a tutti, che ha come finalità la produzione di birra da bere, ovviamente, nel mondo reale. L’idea arriva da un gruppo di ex dipendenti di due importanti aziende hi-tech (Computer Associates e Red Hat) e poggia sul principio della cosiddetta «viral equity», uguaglianza virale, una delle ultime trovate del marketing moderno che sfrutta le tecniche collaborative per realizzare e promuovere un prodotto o un servizio.

COLLABORAZIONE IN OGNI FASE – Il modello di Brewtopia prevede che ogni partecipante alla lista di discussione – che interagirà attraverso il web e la posta elettronica – possa contribuire in ogni fase del processo di sviluppo al termine del quale prenderà forma la bevanda: dalla composizione del contenuto alla forma e all’etichetta della bottiglia. In cambio, riceverà una quota della società. Ma non solo: chi acquisterà una confezione di birre e introdurrà nel network un’altra persona potrà ottenere ulteriori partecipazioni azionarie. Sebbene sia di frontiera, l’iniziativa ha già ottenuto un certo riscontro: i suoi i partecipanti sarebbero già quasi 30 mila dislocati in 29 Paesi del mondo. L’ultima discussione del gruppo si è incentrata sulla decisione di prevedere o meno la quotazione in Borsa dell’azienda sul listino australiano. Pressoché unanime è stato il riscontro positivo.

(di Luciano Lombardi da www.corriere.it)

 

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