Blog, dal `caro diario` a strumenti di marketing

Facili da implementare, diretti e spontanei nell’approccio, i blog diventano sempre più popolari e solleticano le fantasie degli uomini-marketing, che pensano ora a come sfruttarli per veicolare il proprio messaggio attraverso la Rete. Negli Stati Uniti da un anno e mezzo i cosiddetti `evangelisti` elencano ed esaltano i vantaggi dei blog aziendali e i risultati, ora, si cominciano a vedere.


Superate le perplessità dei primi tempi, un buon numero di produttori sta scegliendo la via del Web informale per stabilire un contatto immediato con i clienti, far conoscere le novità e, soprattutto, raccogliere feedback e stimolare la discussione attorno ai propri prodotti e servizi. Così Vespa, il marchio del gruppo Piaggio alle prese con il rilancio del proprio brand sul mercato americano, ha annunciato l’intenzione di aprire due blog, scritti da fan della celebre due ruote. L’esempio di Vespa (che però, a quanto pare, non ha intenzione di fare altrettanto in Italia) è solo il più recente: tra i primi ad esplorare queste strade c’è stata Macromedia che “blogga” regolarmente ormai da quasi tre anni, per farsi un po’ di autopromozione e per dare una mano agli sviluppatori.


Il Boeing Blog è scritto da Randy Baseler, vice-presidente per il marketing dell’azienda di Seattle. Audi è da qualche mese on line con il criptico blog sulla A3 rubata. Procter & Gamble, per promuovere un deodorante ha creato “Where the secret girls get real” mentre la vodka svedese Svedka Vodka ha appena lanciato Gardenofsweden.com un blog dai contenuti un po’ underground per attirare l’attenzione e coinvolgere i giovani da 21 a 30 anni d’età, un target solitamente difficile da interessare con le tradizionali tecniche promozionali. In Italia non c’è molto: ci ha provato prima Lancia, con Miss Y Diary (il blog è ancora on line ma non è aggiornato dal 2003) e lo scorso anno Bacardi ha lanciato il suo Bblog, ma l’esperimento (poiché di ciò si è trattato) è durato solo pochi mesi (di Martina Zavagno – My Tech)

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  • JInga

    SincretismiParlo da profano. Per me è una buona iniziativa, soprattutto per il lato teaser. Il time sta cavalcando probabilmente l’ondata anni ’80 su cui sta giocando la moda ( vedi le converse, la musica anni ’80 rivisitata come i Depeche Mode), e anni in cui gli States erano floridi, ricchi e apparentemente (o ufficialmente) impegnati in nessuna guerra. Farsi più `Urban` è un modo per entrare in sintonia con le nuove generazioni, sposare un modello istituzionalmente avversato, ma riconosciuto come un’arte dagli opinion leader all’avanguardia che spesso la usano in eventi multimediali volti alla polisensorialità. Obiettivo: colpire i trend setter. Sincretismo allo stato puro, ritengo che sia questa oggi come mai la parola d’ordine.

  • JInga

    SincretismiParlo da profano. Per me è una buona iniziativa, soprattutto per il lato teaser. Il time sta cavalcando probabilmente l’ondata anni ’80 su cui sta giocando la moda ( vedi le converse, la musica anni ’80 rivisitata come i Depeche Mode), e anni in cui gli States erano floridi, ricchi e apparentemente (o ufficialmente) impegnati in nessuna guerra. Farsi più `Urban` è un modo per entrare in sintonia con le nuove generazioni, sposare un modello istituzionalmente avversato, ma riconosciuto come un’arte dagli opinion leader all’avanguardia che spesso la usano in eventi multimediali volti alla polisensorialità. Obiettivo: colpire i trend setter. Sincretismo allo stato puro, ritengo che sia questa oggi come mai la parola d’ordine.

  • JInga

    Sincretismi
    Parlo da profano. Per me è una buona iniziativa, soprattutto per il lato teaser. Il time sta cavalcando probabilmente l’ondata anni ’80 su cui sta giocando la moda ( vedi le converse, la musica anni ’80 rivisitata come i Depeche Mode), e anni in cui gli States erano floridi, ricchi e apparentemente (o ufficialmente) impegnati in nessuna guerra. Farsi più `Urban` è un modo per entrare in sintonia con le nuove generazioni, sposare un modello istituzionalmente avversato, ma riconosciuto come un’arte dagli opinion leader all’avanguardia che spesso la usano in eventi multimediali volti alla polisensorialità. Obiettivo: colpire i trend setter. Sincretismo allo stato puro, ritengo che sia questa oggi come mai la parola d’ordine.

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